Il fabbro apprendista

Pubblicato 2014/10/13
Autore: Redazione

Il Sole aveva appena cominciato a gettare i suoi primi raggi sul villaggio e dal camino della casa del fabbro usciva un denso fumo nero che saliva verso la cima della montagna. Osservandolo attentamente, il piccolo Bernardo disse a Stella, sua sorella mag

Impressionato dalla durezza di cuore di Firmino, il bambino ideò un piano... Riportare alla Chiesa una pecorella smarrita non sarebbe stato un bel regalo per Chi di lì a poco avrebbe ricevuto?

Suor Maria Cecília Lins Brandão Veas, EP

Il Sole aveva appena cominciato a gettare i suoi primi raggi sul villaggio e dal camino della casa del fabbro usciva un denso fumo nero che saliva verso la cima della montagna. Osservandolo attentamente, il piccolo Bernardo disse a Stella, sua sorella maggiore.

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"Posso lavorare con lei?
Voglio imparare ad
esser fabbro".

– Guarda, Firmino sta lavorando alla forgia così presto!

– Che uomo cattivo questo fabbro... – rispose la bambina – È così irritabile che nessuno riesce a sopportarlo. L'ho visto poche volte, ma dicono che quando lavora sembra un demonio che attizza il fuoco nell'inferno. Vive da solo, passa la giornata intera davanti alla forgia, parla solo quando consegna gli articoli che gli hanno commissionato e nessuno riesce a convincerlo ad andare a Messa la domenica. Tutta la gente ha paura di lui!

– Come sarà l'anima di un uomo che non va mai in chiesa a ricevere l'Eucaristia? – chiese Bernardo, pensieroso.

Egli si stava preparando alla sua Prima Comunione e, a partire da quel momento, un'idea si impossessò della sua mente infantile: non poteva fare del bene a quell'anima considerato che anche per lei il Signore Gesù aveva versato il suo preziosissimo Sangue sulla Croce?

Inoltre, al catechismo aveva imparato che "ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione" (Lc 15, 7). Riportare alla Chiesa una pecorella smarrita non sarebbe stato un bel regalo da offrire a Gesù Eucaristico?

L'idea non l'abbandonò neanche un minuto quel giorno. Nel tardo pomeriggio, montò sulla sua bicicletta e si diresse a casa del fabbro. Fattosi coraggio entrò nell'officina, senza esitare. Si trovò di fronte a un'immensa forgia, ferri e ferramenta dappertutto. Dov'era Firmino? All'improvviso, udì una voce grave dietro di sé:

– Che fai qui, bambino?

Subito il volto di Bernardo impallidì. Si trovava al cospetto del terrore del villaggio...

Contro ogni aspettativa, davanti a quello sguardo impaurito e innocente, il fabbro si commosse e disse:

– In che cosa ti posso aiutare?

Percependo che era arrivato il momento propizio, Bernardo lanciò una proposta:

– Posso lavorare con lei? Voglio imparare a fare il fabbro.

Bastarono queste poche parole perché la simpatia si accendesse nella sua anima impietrita. Accettando la richiesta, si offrì di aprire l'officina ogni volta che il bambino finiva la scuola, offrendo il suo tempo per insegnargli i segreti della professione.

Trascorsero alcuni mesi in questa relazione cordiale. Bernardo varie volte invitava Firmino ad andare in chiesa nella città vicina, poiché nel villaggio non c'era una parrocchia. Lui, però, rifiutava sempre... Quell'uomo, esperto nel piegare metalli, era incapace di ammorbidire il suo cuore di ferro. Tuttavia, egli non tardò a notare che stando con il piccolo apprendista il suo spirito si placava e qualcosa del candore del bambino penetrava nella sua anima. Comunque sia, non voleva darsi per vinto...

Inaspettatamente una grave malattia colpì Firmino ed egli si vide quasi in punto di morte, peggiorando ogni giorno. Erano più di trent'anni che il Sacramento della Riconciliazione non esercitava i suoi effetti in quell'anima indurita. I vicini e Bernardo insistevano perché accettasse di conversare con un sacerdote, ma invano.

Gemendo nel letto, Firmino ripeteva:

– Nessun prete osi metter piede qui dentro. Non voglio! Ho passato la vita da solo e da solo morirò!

Lungi dal desistere, Bernardo, che era chierichetto, decise di andare in bicicletta fino in città, per chiedere al parroco che andasse a visitare il fabbro. La sera cominciava a cadere e una densa foschia copriva la strada. Per paura di non riuscire ad arrivare in tempo, accelerò quanto poté. Le sue gambe tremavano per il freddo del forte vento che improvvisamente si fece sentire. Quando ormai non riusciva quasi a vedere, cadde e la bicicletta rotolò giù per la china! Ansimante, ma senza scoraggiarsi, si rialzò immediatamente e riprese a piedi la strada fino alla chiesa.

Si fece buio e una forte pioggia cominciò a cadere. Interamente bagnato e senza riuscire a distinguere i suoi passi a causa dell'oscurità, il bambino scoppiò a piangere, gridando sconsolato:

– Mamma, aiuto! Mamma, aiutami!

Udì allora una voce che gli sussurrava all'orecchio:

– Non chiamare tua mamma. Lei non ti può sentire qui. Abbi fiducia, tutto si risolverà.

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Lungi dal desistere, Bernardo decise di andare
in bicicletta fino in città. La sera cominciava a
cadere e una densa foschia copriva la strada...

Si girò in cerca di chi avesse pronunciato quelle parole, ma non vide nessuno. Tuttavia, esse lo tranquillizzarono completamente e così cominciò a pregare.

– O Madre mia, o Santa Vergine Maria, non abbandonarmi! Non permettere che muoia prima della mia Prima Comunione!

Fu allora che una forte luce illuminò Bernardo. Erano i fanali di un'automobile che si fermò vicino a lui. Scese suo padre, che lo prese in braccio con cura e lo accomodò sul sedile posteriore. Saputo da Stella del pio motivo di quell'avventura, lo rimproverò con molta dolcezza e riprese la via di ritorno verso casa, affinché si cambiasse subito gli indumenti tutti bagnati. Il bambino, però, non si era dimenticato del suo intento e insistette per passare prima dalla parrocchia, per prendere don Matteo e portarlo fino alla casa del suo amico.

Quando ritornarono, l'avventura del piccolo eroe si era già sparsa nel villaggio, arrivando all'orecchio di Firmino. Quello fu come un lampo di conversione che penetrò nel suo cuore d'acciaio... Avvicinandosi al fabbro moribondo, il sacerdote rimase stupefatto alle parole:

– Padre, entri! La sto aspettando, perché mi voglio confessare!

Il fabbro ricevette i Sacramenti e morì serenamente il giorno seguente. Bernardo non poté andare al funerale perché era costretto a letto, a curarsi la forte influenza presa per strada. Tuttavia, nel giorno in cui si comunicò per la prima volta, offrì a Gesù Sacramentato, pieno di gioia, l'anima del vecchio Firmino.

(Rivista Araldi del Vangelo, Ottobre/2014, n. 138, p. 47 - 48)