Il ponte della fiducia

Pubblicato 2019/05/09
Autore: Daniela Haiden de Lacerda

Maddalena si fermò un attimo per riprendere le forze e cominciò a pensare: “Non sarà stata tutta un’illusione?” Ma si alzò subito e continuò il suo cammino. Voleva arrivare quanto prima al castello dorato!

1.jpgIn un villaggio nelle Alpi francesi viveva una bambina virtuosa di nome Maddalena. Ogni pomeriggio andava alla cappella del villaggio per chiedere grazie speciali alla Madonna, perché desiderava fare qualcosa di grandioso ed eroico. Inginocchiandosi davanti alla bella statua della Madre di Dio sull’altare maggiore, si chiedeva, nella tranquillità del suo cuore innocente, come avrebbe realizzato il suo desiderio, essendo soltanto una contadinella.

Il sabato mattina riceveva lezioni da una distinta signora, la dott.ssa Olga, che era incaricata di insegnare il catechismo ai bambini del villaggio. Un giorno, l’insegnante presentò un tema differente: raccontò loro la vita di alcune eroine della Storia, come Giuditta, Esther, Sant’Elena e la tanto amata Santa Giovanna d’Arco, patrona della Francia. Com’era prevedibile, Maddalena si riempì di entusiasmo quando ascoltò le storie, perché sognava anche di poter lottare per Dio come loro.

Trascorsa una settimana, la bambina si trovava nella cappella a pregare quando, con stupore e gioia, vide il suo Angelo Custode a fianco dell’altare! Irradiava una forte luce argentata e impugnava una spada bellissima. Con grande affetto, le disse:

— Maddalena, Dio ha ascoltato le tue richieste e mi ha detto di venire qui a darti questa spada, simbolo della tua missione. Se vuoi essere una vera eroina, preparati ad attraversare la foresta con essa. Dall’altra parte troverai un castello d’oro dove ti aspetta una Regina!

E scomparve.

Estasiata dalla magnifica apparizione, prese con sé il gladio e uscì molto contenta verso casa sua. Tuttavia, vedendola per strada le persone cominciarono a deriderla, dicendole che non aveva forze per maneggiare uno strumento così pesante, e che non poteva nemmeno tenerlo in mano per molto tempo… Lei, però, non diede importanza alla cosa. Il desiderio di trovare il castello d’oro promesso dall’Angelo ardeva nella sua anima, e se avesse dovuto portare il carico di quella spada per raggiungerlo, era disposta a portarlo fino alla fine!

Per alcune settimane Maddalena ebbe la grazia unica di vedere il suo Angelo Custode ogni giorno, cosa che alimentò il suo desiderio di partire alla ricerca del castello. In una di queste benedette conversazioni, mentre la bambina raccoglieva i lamponi nella foresta, un lupo affamato spuntò tra gli alberi e avanzò contro di lei. Senza indugio, prese la spada e si difese coraggiosamente, finendo per infliggere un colpo mortale alla bestia!

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“È per di qua” l’assicurò l’Angelo; e Maddalena
entrò senza timore nel sentiero...

Il giorno seguente la popolazione del villaggio si affollò nella piazza per rendere omaggio al cacciatore più famoso di quelle terre. Aveva portato dalla foresta il cadavere del lupo, che aveva a lungo terrorizzato gli abitanti della regione, e si vantava di fronte a tutti loro di come l’avesse ucciso. Maddalena ascoltava in silenzio…

Giunse la primavera, e una gradevole mattina lei uscì di casa in compagnia del suo Angelo Custode, che le chiese: 

— Sei pronta per andare al castello dorato oggi?

— Sì, lo sono! – rispose.

— Allora seguimi! – le ordinò l’Angelo.

E partirono. Quando giunsero vicino a un albero che segnava l’inizio di un sentiero, la bambina notò su una targa le seguenti parole: “Di tutti quelli che hanno osato entrare in questo sentiero, nessuno è tornato per dire quello che ha visto”.

—È per di qua – l’assicurò l’Angelo.

Senza paura, Maddalena si affrettò lungo il sentiero minaccioso. Tuttavia, fu sufficiente fare i primi passi e il suo protettore celeste scomparve …

Era necessario proseguire, e così fece! Incontrò ogni specie di ostacoli, difficoltà e situazioni complicate: animali selvaggi che volevano divorarla, grovigli di cippi che le chiudevano il passaggio e persino un ripido muro di pietra, capace di scoraggiare qualsiasi alpinista esperto… La piccola, tuttavia, si gettò nell’ardua scalata.

Dopo aver raggiunto la cima, si fermò un attimo per riprendere le forze e, seduta su una pietra, cominciò a pensare tra sé e sé: “Raggiungerò davvero il castello d’oro e troverò una Regina? Non sarà stata tutta un’illusione? Dov’è l’Angelo che mi accompagnava? Perché mi ha abbandonato? Non è meglio tornare a casa?”

Ricordandosi della promessa, tuttavia, recuperò la sua energia e il coraggio, si alzò e continuò. In verità, era il suo Angelo che stava rianimando le sue forze, sebbene non lo percepisse al suo fianco.

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Pochi metri la separavano dal castello dorato,
ma prima doveva attraversare un fiume immenso!
Ad un certo punto del tragitto, Maddalena vide tra le cime degli alberi la punta di una torre dorata. Era certamente il castello! Si mise a correre velocemente in quella direzione, quando …

— Oh, no! Non è possibile che mi accada questo! – esclamò.

Pochi metri la separavano dall’oggetto dei suoi desideri, ma tra lei e il castello d’oro c’era un fiume immenso di acque torbide e impetuose! Si avvicinò alla riva per cercare di attraversarlo a nuoto, e subito vide che era pieno di piranha e coccodrilli. Era impossibile immergersi lì! Per arrivare dall’altra parte avrebbe prima dovuto uccidere tutti i piranha e cacciare tutti i coccodrilli, cosa ancora più impossibile che nuotare in mezzo a quelle bestie! Allora, che cosa fare?

Maddalena si inginocchiò e cominciò a pregare chiedendo l’aiuto della Madre di Dio, nella certezza che sarebbe stata esaudita. Poco dopo vide scendere una schiera di spiriti celesti, colorati e raggianti, che iniziarono la costruzione di un bellissimo ponte. Quando finirono il lavoro, un Angelo lilla le si avvicinò e, sorridendo, la prese per mano e la condusse dall’altra parte.

Fu così che la piccola poté arrivare al castello dove, infatti, una Regina la stava aspettando a braccia aperte. Quando La vide, cadde in ginocchio e Le manifestò il suo desiderio di servirLa, al che la Sovrana rispose:

— Figliola mia, è questa l’attitudine che devi avere in tutte le circostanze della vita. Per raggiungere il Palazzo Celeste bisogna combattere senza tregua e senza paura, ma a volte non sarà sufficiente. Sorgeranno problemi irrisolvibili, situazioni senza via d’uscita. In questi casi, prega Me. Manderò i miei Angeli a costruire il magnifico ponte della fiducia che ti condurrà al mio Cuore Sapienziale e Immacolato! (Rivista Araldi del Vangelo, Maggio/2019, n. 192, p. 46-47)