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Storie per bambini

Un giovane pieno di luce

Pubblicato 2016/09/28
Autore : Suor Maria Beatriz Ribeiro Matos, EP

Michel si morse le labbra ed ebbe timore di rivelare le sue convinzioni a quello sconosciuto. Se fosse stato uno dei rivoluzionari, un’affermazione imprudente avrebbe potuto costargli la vita …

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Michel si morse le labbra ed ebbe timore di rivelare le sue convinzioni a quello sconosciuto. Se fosse stato uno dei rivoluzionari, un’affermazione imprudente avrebbe potuto costargli la vita …

Suor Maria Beatriz Ribeiro Matos, EP

Correva tranquillo l’anno 1777 nella cittadina di Bouzillé, nei domini dei signori de Bonchamps. Michel Pajot, di appena sei anni, viveva là in seno a una famiglia fervidamente cattolica, in una casa semplice e accogliente, sebbene non ricca.

Un giovane pieno di luce.jpg
La signora Pajot aveva insegnato al piccolo la tradizionale preghiera
a questo buon amico di tutte le ore

Nella sua stanza come ornamento non c’era che un bel quadro, regalo della signora de Bonchamps a sua nonna. Ritraeva un bambino che, mentre attraversava un ponte così vecchio da esser marcio, poneva il suo piedino in una delle fenditure del legno, rischiando di cadere in un fiume dalla corrente così forte che la sua schiuma bianca lo copriva da un margine all’altro. A fianco del bambino, sorridente e premuroso, si trovava un Angelo, pronto a soccorrere il suo protetto.

La signora Pajot, la sua amorevole mamma, aveva insegnato al piccolo la tradizionale preghiera a questo buon amico di tutte le ore: “Sant’Angelo del Signore, mio zelante custode…”, e gli assicurava che era San Michele il suo patrono, che proprio per lui si chiamava così, e che lo aveva consacrato a lui fin dalla nascita. Tutti i giorni, prima di dormire, il bambino s’inginocchiava e ripeteva la preghiera.

Trascorso qualche tempo, il quadro fu tolto dalla stanza di Michel, perché ormai non era più adatto alla sua età. Da allora, con frequenza il ragazzino si dimenticava di pregare l’Angelo e il rapporto con il suo protettore rimase nelle brume dell’infanzia.

All’epoca in cui Michel aveva 21 anni, l’empietà e la persecuzione si sparsero per tutta la Francia, e il remoto villaggio di Bouzillé non ne rimase indenne. La campana della chiesa ammutolì, i bambini non accorrevano più alla sacrestia per ricevere l’insegnamento elementare, e addirittura avevano timore di fermarsi a giocare per le strade. Dopo aver subito molte umiliazioni, l’anziano e buon sacerdote della chiesa matrice finì per essere catturato dai giacobini e portato via dal villaggio.

Una mattina di domenica, dispiaciuto di non aver potuto assistere alla Messa nella chiesa parrocchiale, trasformata in magazzino dai rivoluzionari, Michel uscì di casa allo scopo di raccogliere delle patate per il pranzo. Si stava preparando a lasciare l’orto, quando una voce sconosciuta lo chiamò:

— Giovane!

Giratosi, vide un uomo di mezza età. Era vestito come un contadino, nonostante dal suo accento non sembrasse essere un uomo di campagna …

— Sono in viaggio, ho camminato tutta la notte e ho bisogno di riposare un momento. Mi accetterebbe a casa sua?

Tale richiesta giungeva inattesa, e considerate le circostanze di quei tempi… Come dare ospitalità a un estraneo in un’epoca così incerta? Il ragazzo gli chiese:

— Chi è lei e da dove viene?

— Sono Pierre e vengo dai dintorni di Nantes – rispose lo sconosciuto.

— E come vanno le cose in quelle terre?

— Giornate tristi e “cielo nuvoloso”…

Michel comprese che lo sconosciuto usava un linguaggio metaforico. Dal suo modo di parlare, l’uomo non era un adepto dei pericolosi rivoluzionari. Che fosse un uomo di Fede? Il giovane agricoltore gli rispose nello stesso tono:

— Orbene, amico mio, qui a Bouzillé il cielo “promette pioggia”, ma abbiamo ancora qualche raggio di luce… Che ne dice se cerchiamo ombra in casa? Entrò con Pierre, che osservò, sotto un’immagine della Vergine, un piccolo foglio sul quale era scritto a lettere quasi infantili “Dieu et le roi – Dio e il re”. Erano le intenzioni delle preghiere familiari: la gloria di Dio e la liberazione del monarca francese, appena incarcerato a causa della rivoluzione. Indicando l’altarino, l’insolito visitatore disse:

— La sua famiglia è cattolica, no? Michel si morse le labbra ed ebbe paura di rivelare le sue convinzioni allo sconosciuto. Pareva una buona persona, tuttavia, poteva esser stato inviato dai giacobini… Un’affermazione imprudente avrebbe potuto costargli la vita!

— Non si preoccupi – continuò Pierre –, oggi stesso lei potrà assistere a una Santa Messa. Mi può fornire un po’ di vino e pane?

Attonito, Michel non sapeva cosa dire. Chi era quell’uomo che prometteva una Messa, se il parroco era rinchiuso, come si diceva, in una delle infette galere di La Rochelle?

Di fronte alla sua esitazione, il forestiero aprì la borsa e vi tirò fuori il materiale necessario per il Santo Sacrificio: un piccolo calice e una patena dorati, strumenti liturgici semplici, ma molto puliti, una stola ricamata con croci e una casula piegata con cura. Non aveva bisogno di ulteriori spiegazioni. Chiamò i genitori e tutti assistettero con somma devozione alla Messa di quel sacerdote fuggitivo. Al momento dell’omelia, padre Pierre si rivolse al ragazzo:

— Michel, non sono venuto in questa casa per caso. Ero già in viaggio verso Marsiglia, quando un giovane fuori del comune cominciò a camminare al mio fianco. Le sue parole mi hanno affascinato e, sebbene sembrasse una pazzia, ho accettato senza esitare la richiesta che mi ha fatto di cambiare il mio percorso, per celebrare una Messa qui. Lui diceva di chiamarsi Michele e di essere molto amico della sua famiglia.

La devozione dell’infanzia gli infiammò di nuovo il cuore. Con il tempo, si era dimenticato del suo santo protettore, ma il grande San Michele non aveva mai smesso di restare al suo fianco. Piangendo per l’emozione, ricevette la Sacra Eucaristia e, terminata la celebrazione, fece una lunga Confessione, elencando al sacerdote la sua ingratitudine e freddezza. Il giorno successivo, lo salutò commosso.

Passarono alcuni mesi e il “cielo si rannuvolò” anche a Bouzillé… Alcuni fra i giovani più valenti del posto fuggirono per non essere arruolati a forza nelle milizie rivoluzionarie; altri, meno coraggiosi, rinunciarono alla Religione dei loro padri, come prezzo della loro permanenza nel villaggio.

Illustrazioni: Edith Petitclerc
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E quando una folla inferocita volle profanare la statua della
Madre di Dio, Michel lottò come un leone per difenderla

Michel rimase nel villaggio, tuttavia, senza rinnegare la Fede. Pieno di fiducia nell’aiuto del suo angelico protettore, non temeva nulla. E quando una folla inferocita di giacobini volle profanare la statua della Madre di Dio, che era ancora venerata nella matrice da alcuni abitanti più intrepidi, lottò come un leone fino alla morte per difenderla. Grazie alla sua eroica resistenza, alcune pie signore riuscirono a nasconderla in un luogo sicuro.

Si narra a Bouzillé che, nel ricevere il colpo mortale, Michel cadde con serenità e fece anche, con fierezza, un grande segno della Croce. Al suo fianco, alcuni videro che un giovane pieno di luce lo teneva per mano con delicatezza e, non appena esalò l’ultimo sospiro, condusse la sua bella anima in Cielo.

(Rivista Araldi del Vangelo, Settembre/2016, n. 160, p. 46 - 47)

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