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Storie per bambini

Un ponte per il Cielo

Pubblicato 2016/04/14
Autore : Suor Diana Milena Devia Burbano, EP

Sentendo che lo chiamavano, Luca guardò la sua croce: era diventata talmente piccola che non poteva fare nemmeno un passo sopra di essa … Come avrebbe attraversato quel terribile precipizio?!

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Sentendo che lo chiamavano, Luca guardò la sua croce: era diventata talmente piccola che non poteva fare nemmeno un passo sopra di essa … Come avrebbe attraversato quel terribile precipizio?!

Suor Diana Milena Devia Burbano, EP

Si avvicinava la solenne festa di Prima Comunione nel collegio delle Suore della Carità. Le religiose si affrettavano a confezionare gli abiti dei bambini, a ricamare le tovaglie e a ultimare gli arredi liturgici che sarebbero stati utilizzati in una così importante celebrazione. Molto occupata e diligente, la buona suor Stella preparava i bambini al Banchetto Celeste. Si poteva ritenere una maestra fortunata: i suoi alunni si mostravano zelanti ed entusiasti delle verità della Fede, e la devozione rifulgeva nei loro cuori innocenti.

Un ponte per il Cielo.jpg
Il professore decise, allora, di sentirlo
oralmente. Tuttavia, fu un tentativo
a vuoto…

Uno, però, la rattristava: Luca, il più birichino del gruppo e molto indolente nello svolgimento dei compiti. Nonostante fosse pio e avesse buon cuore, passava tutto il tempo lamentandosi delle sofferenze, disagi o fastidi quotidiani.

La mattina, quando sua madre andava a svegliarlo, si avvolgeva nelle coperte e continuava a dormire. Intimato ad alzarsi, fingeva con grande talento indisposizioni e malesseri che gli facessero guadagnare qualche minuto in più a letto...

A scuola non presentava mai i compiti con puntualità ed evitava le verifiche in classe ogni volta che poteva. Per schivare una di queste, arrivò al punto di simulare una misteriosa paralisi muscolare che gli impediva di tenere in mano la matita… Il professore decise, allora, di sentirlo oralmente. Tuttavia, fu un tentativo andato a vuoto, poiché egli fece finta di sentire un terribile dolore alle ginocchia che gli impediva di restare in piedi durante l’interrogazione, e si lamentò di avere delle fitte acute alla colonna vertebrale quando ricevette l’ordine di sedersi!

Impensierita, suor Stella decise di esprimere le sue preoccupazioni alla Madre Superiora e, insieme, decisero di dare al giovinetto testardo un crocefisso, chiedendogli di meditare ogni giorno, prima di andare a letto, sulla sofferenza di Nostro Signore durante la Passione.

Quella sera, Luca si ritirò in camera prima del solito, prese il crocefisso in mano e, pensieroso, si sedette sul letto:

– Cosa devo fare con questa Croce? – si chiedeva, avendo dimenticato le istruzioni ricevute – Suor Stella non mi ha spiegato bene. E ho molto sonno…

Depositò con cura il Crocefisso sul comodino, appoggiò la testa sul cuscino e si addormentò.

In sogno, vide i suoi compagni che si riunivano per un’escursione nel bosco, verso un luogo dove era stato preparato uno stupendo banchetto. Tuttavia, per parteciparvi dovevano superare una sfida: tutti avrebbero dovuto caricarsi in spalla una croce di legno durante il tragitto. Desiderando che la sua fosse molto leggera, Luca rimase stupito quando ne ricevette una, ai suoi occhi, di enormi dimensioni! Malgrado avesse protestato dovette partire, e lo fece trascinando i piedi e borbottando a ogni passo.

Dopo un po’ di tempo, indignato per la propria sorte, si sedette sul ciglio del sentiero per recuperare le forze. Alzando gli occhi, osservò con invidia i suoi compagni: alcuni conversavano animatamente, altri cantavano o pregavano. “Devono essere leggere quelle croci” – pensò – “Se fossero molto pesanti come la mia, non sarebbero così contenti!”.

– Ah, ci sono! – disse tra sé – Taglierò un po’ le punte, in modo che diventi meno pesante… Così potrò camminare più in fretta!

Pochi minuti dopo, egli aveva segato senza farsi notare le estremità della sua croce. Sicuro che nessuno si sarebbe accorto dell’inganno, si unì agli amici nell’allegra camminata.

Tuttavia, essa continuava a essere molto pesante… Lo sforzo e il clima inclemente non tardarono a lasciarlo nuovamente abbattuto. I suoi compagni lo incoraggiavano a proseguire, offrendogli acqua e caramelle, ma Luca si lasciò cadere all’ombra di un canneto, dove rimase rimuginando con amarezza le sue recriminazioni. Davanti a lui passavano molti bambini con le loro croci. Alcuni persino scivolavano o cadevano sotto il loro peso, tuttavia riprendevano le loro forze, invocando il nome di Maria Santissima, e continuavano la marcia.

Convinto che la misura della sua croce fosse ancora esagerata, Luca s’infilò tra i cespugli e, ben nascosto, ne tagliò altrettanti centimetri.

– Ora è perfetta! – esclamò.

Orgoglioso del suo stratagemma, si mise in cammino. Ciò nonostante, ogniqualvolta la fatica e la pigrizia si impossessavano di lui , ripeteva quell’azione. Poco a poco la croce diventava più piccola.

Alla fine della giornata, il gruppo si trovò di fronte a un ripido pendio che portava alla cima di una montagna. La stanchezza e l’irritazione di Luca furono tali che, senza pensarci due volte, tagliò ancora di più le estremità del fusto e della traversa. E mentre i compagni salivano con ammirevole agilità, egli camminava penosamente trascinando quello che gli restava della croce, che era ormai meno di un palmo di lunghezza …

Arrivato in cima, uno spettacolo meraviglioso si aprì davanti ai suoi occhi: il cielo sembrava toccare la Terra e, all’orizzonte, si intravvedevano valli, monti e colline, sormontati da castelli e fortezze maestose. Sulla montagna opposta, piantagioni e giardini inframmezzati da laghi splendevano con incomparabile bellezza, gli uccelli cinguettavano incantevoli melodie, accompagnati da inni di giubilo intonati da bambini e Angeli che, esultanti, apprezzavano il banchetto al quale erano stati invitati. I bambini si fermarono estasiati davanti a una tale magnifica scena. Vedendoli, i commensali li chiamarono al beato banchetto.

Senza dubbio, era necessario prima superare un terribile precipizio. Per farlo, ognuno doveva mettere a terra la sua croce, usandola come un ponte. Uno a uno, i bambini superarono il pericoloso abisso. Luca, attonito e paralizzato, sentì che qualcuno lo chiamava dall’altro lato:

– Vieni! Manchi soltanto tu! Utilizza la croce come ponte!

Illustrazioni: Edith Petitclerc
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Il giorno dopo, molto per tempo, Luca si preparò e andò di corsa
a scuola in cerca di suor Stella

Però, essa era diventata così piccola a causa delle sue astuzie, che non poteva nemmeno fare un passo sopra di essa… Come avrebbe potuto attraversare?! La sua disperazione e tristezza furono tali, che si svegliò in un mare di lacrime!

Il giorno dopo, molto per tempo, Luca si preparò e andò di corsa a scuola in cerca di suor Stella, tenendo in mano il Crocefisso. Quando la trovò, le raccontò quello che era accaduto in sogno e promise che non avrebbe mai evitato né si sarebbe lamentato delle sofferenze e delle contrarietà. Grato per il bene che lei gli aveva fatto con quel regalo, disse:

– Ora ho capito che la Croce è l’unico ponte che mi porterà in Cielo!

(Rivista Araldi del Vangelo, Aprile/2016, n. 156, p. 46 - 47)

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