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Storie per bambini

Gioiello... o reliquia?

Pubblicato 2016/02/10
Autore : Suor Adriana María Sánchez García, EP

Giacomo non rimase colpito dal candido racconto del bambino. Con un gesto violento, gli strappò la Croce dalle mani, mentre sbraitava: – Questa qui è di tuo padre!”.

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Giacomo non rimase colpito dal candido racconto del bambino. Con un gesto violento, gli strappò la Croce dalle mani, mentre sbraitava: – Questa qui è di tuo padre!”.

Suor Adriana María Sánchez García, EP

La guerra era terminata da alcuni anni, ma ovunque c’era ancora desolazione! Case e chiese, che nessuno si era deciso di ricostruire, erano ridotte in rovina, sia per mancanza di mezzi, che per mancanza di pietà.

Nei dintorni della città, due uomini lavoravano nel campo. Il Sole del pomeriggio era rovente e, in mezzo alle fatiche del duro lavoro, uno di loro, Everaldo, sbottò:

Gioiello... o reliquia1.jpg
Guarda un po’ che cosa ho trovato! Con
quest’oro e queste pietre, presto
usciremo dalla povertà!

– Uff! Da quando è finita la guerra è sempre la stessa cosa: raccogliere spighe di grano e gettarle sul carro; tagliare grappoli d’uva e metterli nel cesto, facendo attenzione! Non ce la faccio più! Se almeno ci pagassero meglio...

L’altro, Giacomo, col volto madido di sudore, si limitò a sospirare, poiché la stanchezza non gli permetteva di balbettare neppure una parola.

Continuarono il loro lavoro e, all’improvviso, una falce batté contro qualcosa, echeggiando sonoramente:

– Cling!!...

– Che succede?! – chiese Giacomo, alzando il capo.

– Bah! Non penserai forse che qui ci possa essere qualcosa di interessante? Lascia perdere…

Giacomo, invece, restò con quel “Cling!” impresso nella testa e pensava tra sé, dilettandosi: “Era rumore di metallo. Non sarà qualcosa di prezioso? Chissà... fatto in oro?! Se lo trovassi potrei venderlo... E diventerei ricco!”.

Sul far della sera, lui e i compagni si presentarono dal padrone per ricevere il salario della giornata e si dispersero. Quando ormai erano lontani, Giacomo, di nascosto, tornò laddove aveva sentito il rumore. Con la falce in mano tentava di trovarlo di nuovo, ma invano. Passava il tempo e niente! Fino a che, finalmente, un colpo duro e secco risuonò un’altra volta:

– Cling!!...

Scavando con le sue stesse mani, portò alla luce un oggetto metallico, lo nascose in fretta e furia in uno straccio sporco e corse a casa.

Era ormai notte piena quando arrivò. Approfittando del fatto che sua moglie e suo figlio dormivano, stese il panno sul tavolo e, tremando, estrasse il misterioso oggetto: una croce!

– Che delusione! – disse a voce bassa – Tanto lavoro per questo...

Tuttavia, togliendo le incrostazioni di terra, i suoi occhi non potevano credere a quello che vedevano. Era un reliquario d’oro, ornato d’argento, pietre preziose e perle. E aveva al suo interno qualcosa di molto più prezioso di tutti questi gioielli: un frammento del Santo Legno, la Croce stessa di Gesù!

Il povero Giacomo, però, era cieco di spirito! L’avarizia e l’egoismo gli chiusero il cuore alle cose di Dio, al punto che non si rese conto dell’enorme tesoro che aveva tra le mani!

– Ah! Guarda un po’ che cosa ho trovato! – esclamò conlento – Con quest’oro e queste pietre, presto usciremo dalla povertà!

Avvolse il reliquario nel panno, lo nascose nel focolare e andò a dormire sorridendo, godendo anticipatamente della tanto ambita fortuna.

Tuttavia, prima dell’alba...

– Giacomo, Giacomo! Fernando è scomparso! – piangeva Elvira disperata, mentre scuoteva suo marito per svegliarlo.

– Non scherzare… Lasciami riposare! Ieri è stata una giornata molto dura! – No! Ho cercato dappertutto in casa, nostro figlio è scomparso!

Giacomo si alzò e, prima di uscire, ebbe un presentimento. Si avvicinò al focolare, passò la mano nel nascondiglio e... era vuoto!

– Dov’è la Croce?! – sussurrò tra i denti.

– Croce? Tu, che cerchi una croce? – replicò sua moglie, sorpresa. Mentre diceva questo, il piccolo Fernando entrò inaspettatamente. Si era svegliata in piena notte, ed era così bello il chiaro di luna che aveva deciso di uscire a passeggiare un po’. Attratto da un soave splendore, si addentrò nel bosco e trovò la bella Croce dorata che, raggiante di felicità, mostrava ai suoi genitori.

Giacomo non rimase colpito dal candido racconto del bambino. Con un gesto violento, gli strappò la Croce dalle mani, sbraitando:

– Questa qui è di tuo padre! E guai a te se commenti l’accaduto con qualcuno! Nemmeno con tua cugina Marta, capito?

Elvira e il bambino non osarono ribattere... Ma la notizia di quanto era successo si sparse nei dintorni senza che nessuno sapesse come. In poco tempo cominciarono ad accorrere sul luogo contadini, desiderosi di vedere il Santo Legno che Giacomo non riusciva ormai più a nascondere.

Illustrazioni: Elizabeth Bonyun

Gioiello... o reliquia2.jpg

Il Santo Legno fu portato in processione
nella chiesa del monastero

La notizia giunse al monastero. L’abate, non appena seppe del fatto, si diresse anche lui a casa di Giacomo. Una volta arrivato, prese la Croce con adorazione e riverenza, la baciò, la mostrò ai presenti, silenziosi e raccolti, e con questa li benedisse.

– Questa reliquia del Santo Legno – disse con emozione – è il più prezioso tesoro del nostro monastero! Durante la guerra l’abbiamo prestata ai soldati del conte, affinché la portassero in testa al battaglione nell’ultima battaglia, che è stata quella decisiva: allora infatti terminò il conflitto. Tuttavia, la reliquia si era persa nella furia del combattimento e, per quanto l’abbiamo cercata, non eravamo più riusciti a trovarla!

Giacomo assisteva alla scena dando segnali di collera e ribellione, all’inizio. Tuttavia, il suo sembiante cambiò un po’ alla volta e, con sorpresa di tutti, cadde in ginocchio riconoscendo la sua colpa, tra copiose lacrime.

Il Santo Legno fu portato in processione nella chiesa del monastero e posto nella sua nicchia, ai piedi di Nostro Signore Morto. Ogni settimana il numero di fedeli che affluivano per adorare la Santa Croce aumentava. E, a partire da quel momento, gli abitanti della regione diventarono più ferventi.

L’ambiente nella campagna ora era radicalmente mutato. A poca distanza dall’abbazia, Everaldo e Giacomo continuavano il duro lavoro, ma le loro conversazioni diventarono molto differenti:

– Pensa che ogni spiga raccolta e ogni grappolo d’uva tagliato è la nostra offerta a Dio! – diceva Everaldo – Con loro si fanno le ostie e il vino usato nella Messa, dai monaci!

– È un onore per noi! E come diventa più lieve il nostro compito quando pensiamo a questo! – era la risposta di Giacomo.

Il padre di Fernando non era più la stessa persona. Non mancava mai alla Messa la domenica, si confessava con frequenza e, al termine della sua giornata, per quanto stanco fosse, non rinunciava a pregare anche se brevemente davanti alla reliquia del Santo Legno. Aveva imparato ad affrontare con gioia e generosità le difficoltà quotidiane, seguendo le orme di chi, portando il peso della Croce sulla via del Calvario, aveva offerto tutto per la nostra salvezza.

(Rivista Araldi del Vangelo, Febbraio/2016, n. 154, p. 46 - 47)

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