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Storie per bambini

Può Dio essere ingannato?

Pubblicato 2015/07/21
Autore : Suor Clotilde Thaliane Neuburger, EP

Tutti erano in attesa del primo tocco della grande campana. Quale non fu lo stupore generale quando, giunto il momento atteso, essa non emise alcun rumore!...

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Tutti erano in attesa del primo tocco della grande campana. Quale non fu lo stupore generale quando, giunto il momento atteso, essa non emise alcun rumore!...

Suor Clotilde Thaliane Neuburger, EP

Al tempo del medioevo fiorivano le cattedrali e i popoli procedevano alla luce del Vangelo. Nel sud della Francia vivevano i Clochers, famiglia molto dotata nel campo dell'arte. Si dedicavano al complesso compito di fondere campane. Conoscevano i metalli nelle loro più specifiche caratteristiche e così le leghe, lo spessore, il peso e la dimensione della bocca o del batacchio di ogni campana, affinché avesse il timbro desiderato e suonasse la nota che gli corrispondeva. Non solo facevano campane per le chiese con un unico campanario, ma erano anche specialisti in carrillon.

Può Dio essere ingannato.jpg
Presentendo la morte imminente, il vecchio Clocher chiamò i figli presso di sé

I Clochers si vantavano di essere discendenti del patriarca che, alcuni secoli prima, aveva servito Carlo Magno, l'illustre imperatore del Sacro Impero, motivo per cui la fama del loro lignaggio si era sparsa per l'Europa.

Louis Clocher apparteneva alla dodicesima generazione e aveva ereditato non solo il talento e la virtù dei suoi antenati, ma anche la tradizionale officina. Aveva avuto tre figli, che aveva educato esimiamente. Pierre, il più giovane, gli era nato in vecchiaia ed era il suo preferito; Jacques, quello di mezzo, era molto retto, ma un po' maldestro con le campane... Entrambi erano devoti come il padre e si dedicavano alla campagna. François, il più vecchio, possedeva la dote artistica dei nonni e, fin da piccolo, aiutava il papà, dimostrando molta attitudine per il lavoro. Tuttavia, non aveva le sue qualità soprannaturali, poiché non gli piaceva pregare né assistere alla Messa...

Debilitato nella sua salute e presentendo la morte imminente, il vecchio Clocher mandò a chiamare un sacerdote per ricevere i Santi Oli. Rinvigorito da una tale consolazione spirituale, chiamò i figli presso di sé per dare loro le sue ultime raccomandazioni.

– Pierre e Jacques, miei cari figli, siate in tutto fedeli a Dio e osservate i suoi Comandamenti! Per quanto arduo vi sembri, non allontanatevi mai dalla via della virtù! Abbiate coraggio! Vi lascio in eredità le nostre greggi e i campi. Amministrate con onestà i vostri beni e vigilate, poiché dovrete render conto di tutto nel Giudizio Eterno. Dopo avergli dato la benedizione paterna, Louis fissò a lungo il primogenito e disse:

– François, figlio mio, a te affido il più prezioso lascito che abbiamo ricevuto dai nostri antenati: la Religione Cattolica! Ti chiedo, da oggi in poi, di essere più devoto della Madonna e assiduo ai Sacramenti! Tu devi continuare la nostra tradizione, nata dalla fede dei nostri avi, e per questo sarà tua l'officina e gli utensili che, da tante generazioni, sono stati usati nella fabbricazione delle campane e dei carrillon Clochers. Tuttavia, non lasciarti mai trascinare dall'ambizione! Sii retto e integro in quello che fai e non disonorare il nostro nome. Soprattutto, non offendere Dio!

Pochi giorni dopo Louis consegnò santamente la sua anima a Dio. Il carillon della cattedrale suonò a morto e alle sue esequie furono molti quelli che parteciparono, poiché tutti volevano rendere omaggio a un così esemplare artigiano.

Passarono gli anni. Jacques e Pierre, oltre che a occuparsi di quanto era loro toccato, diventarono commercianti di tessuti e lana, senza fare mai a meno di adempiere i dettami paterni. François, a sua volta, si dedicò con successo al lavoro di famiglia. Tuttavia, gli era penetrato in fondo all'anima il verme della cupidigia... Disprezzando gli ammonimenti del padre, non era onesto nei suoi affari, non pregava mai e visitava le chiese soltanto per fare propaganda del suo lavoro, conducendo una vita fuori della grazia di Dio.

Un giorno, pulendo il campanile della cattedrale, un sacrestano si rese conto che la grande campana - la bourdon - era crepata. Preso da zelo, lo comunicò al Vescovo e la notizia si sparse per la città.

François, molto furbo, si presentò subito al sacrestano offrendosi di fondere una nuova campana. Egli pensava a un mezzo disonesto per ottenere un lauto guadagno con il servizio... Il sacrestano non comprese quella cattiva intenzione e lo condusse dal prelato. L'avido François allora gli garantì:

– Mons. Jean, io potrei fare la nuova campana. Ho solo bisogno di alcune tonnellate di bronzo... e anche d'argento... Prometto che farò un bourdon superiore a quello che c'è ora nella cattedrale!

Il Vescovo non era uomo da risparmiare sforzi per valorizzare la liturgia e dare maggiore splendore alla casa di Dio. Senza sospettare nulla, Mons. Jean ordinò che fornissero a François la donazione in metalli che la diocesi aveva ricevuto da alcuni nobili della regione.

Una volta che ebbe ricevuto una così eccellente materia prima, François mise in atto il suo funesto piano: nascose tutto nel suo deposito e, in poco tempo, fabbricò una campana grossolana con le leghe metalliche più ordinarie che possedeva. Unendo arte e scaltrezza, la lustrò talmente bene che pareva di prima qualità...Può Dio essere ingannato2.jpg

Prima che fosse trascorso un mese dall'ordine, François era pronto per la consegna! Il Vescovo fu sorpreso e contento per tanta rapidità, e fissò subito la data della benedizione della campana:

– Mio buon campanaro, il prossimo 22 luglio celebreremo Santa Maria Maddalena, nostra patrona. È un'ottima occasione per benedire la campana.

François tornò a casa già sognando il guadagno che avrebbe avuto con la voluminosa quantità di argento e bronzo che aveva rubato alla diocesi...

Nel giorno fissato, il popolo si riunì per la festa e l'inaugurazione del bourdon. François era lì che aspettava onori ed elogi. Dopo la benedizione, alzarono la campana in cima alla torre principale e tutti erano in attesa del suo primo tocco. Quale non fu lo stupore generale quando, al momento atteso, il suddetto bourdon non emise neppure un rumore!...

– Che sta succedendo? – si chiedevano.

Senza capire, i sacrestani si avvicendavano per tentare di trarre un qualche suono con il grande batacchio, ma invano!

– Come può una campana non suonare?!

– esclamò il Vescovo, attonito.

Gli sguardi dei presenti si concentrarono su François che, impaurito, si giustificò:

– Sicuramente è colpa di quelli che l'hanno collocata là in alto!

Insicuro e presentendo che qualcosa di insolito si stava verificando, egli inventò molte altre bugie; infatti se la campana era inferiore a quella ordinata... tuttavia, avrebbe dovuto suonare!

– Voi non sapete nulla! Io vi mostrerò la bellezza della mia campana!...

La folla fece largo. François salì sulla torre e afferrò la corda. Appena mosse il batocchio, l'enorme campana crollò e cadde prec i samente su di lui, togliendogli la vita!

Coincidenza o castigo?...

Tutta la città che assisteva alla scena nella piazza della cattedrale rimase impressionata e temette Dio nei suoi misteriosi e giusti giudizi. Nel fare l'inventario dei beni del campanaro, furono trovati nel suo deposito i metalli che aveva rubato! Si provò, così, che egli aveva mentito e tentato di ingannare non solo gli uomini, ma Dio...

(Rivista Araldi del Vangelo, Luglio/2015, n. 147, p. 46 - 47)

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