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Storie per bambini

Terribile e misericordiosa giustizia

Pubblicato 2015/04/01
Autore : Fra’ Jean Murilo de Oliveira, EP

Analizzando la sua empia attitudine e ricordandosi dell'infinito amore divino, il giovane soldato chiese perdono a Dio del suo peccato. Fu quando cominciarono a rimbombare gli aerei nemici...

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Analizzando la sua empia attitudine e ricordandosi dell'infinito amore divino, il giovane soldato chiese perdono a Dio del suo peccato. Fu quando cominciarono a rimbombare gli aerei nemici...

Fra' Jean Murilo de Oliveira, EP

Colpi, esplosioni di bombe e urla terrificanti... Ci troviamo in una delle guerre dell'inizio dell'ultimo secolo. In mezzo agli scontri c'è un plotone, che lotta per proteggere la propria vita.

A un certo punto, si odono fragorosi rombi di motori, che sembrano approssimarsi a ogni secondo.

Terribile e misericordiosa giustizia.jpg

– Cosa succede? – si chiedono i giovani combattenti.

Era una delle armi da guerra più temute in quell'epoca: i terribili cacciabombardieri. Sentendo sempre più vicino il fragore causato da queste macchine mortifere, il plotone si disperse in tutte le direzioni. L'aereo non tardò a sganciare le sue bombe e, insieme al rumore delle esplosioni, echeggiò nell'aria l'urlo lancinante di uno dei soldati, colpito dall'attacco del nemico.

La Croce Rossa si mise immediatamente in moto e gli infermieri entrarono in azione, trasportando con rapidità la vittima all'ospedale da campo. Applicati i primi soccorsi, coprirono il corpo dilacerato del combattente con un lenzuolo, mentre una delle infermiere usciva velocemente a cercare il cappellano. Lo stato dello sfortunato soldato era molto grave. Verosimilmente gli restava poco tempo di vita.

Il sacerdote accorse con sollecitudine alla chiamata e giunse al capezzale del ferito. Avvicinatosi, rimase sorpreso di trovarlo interamente lucido e tranquillo, atteggiamento poco comune in quelle circostanze... Il cappellano cominciò a conversare con il giovane, per sapere quali fossero le sue disposizioni d'animo, in vista della morte imminente.

Subito all'inizio del dialogo, il militare chiese al ministro di Dio di togliere la parte superiore del lenzuolo che lo copriva. Questi l'accontentò, e costatò con sgomento che il ragazzo aveva perduto le due braccia! Tuttavia, il moribondo gli chiese di togliere la coperta completamente e, nonostante fosse timoroso per quello che avrebbe potuto trovare, il prete esaudì la sua richiesta.

Si trovò di fronte a una scena orribile: un uomo con le braccia e le gambe amputate! Davanti a tale tragedia, non trattenne un'esclamazione:

– Poveretto!

Il giovane, tuttavia, gli rispose:

– Padre, non dovrebbe chiamarmi poveretto, ma beato. E le spiegherò il motivo. Quando stavo partendo per la guerra coi miei colleghi, abbiamo trovato a un incrocio un Crocefisso, e tutti abbiamo cominciato a bestemmiare. Tuttavia, per dimostrare che la mia empietà era maggiore paragonata a quella degli altri, mi feci avanti e, sguainata la mia sciabola, tagliai le braccia e le gambe del Crocefisso, causando orrore anche tra i miei compagni.

Il cappellano tornò a coprirlo e sgranò gli occhi, immaginando il terribile avvenimento.

– Ascoltando il ronzio di proiettili che indicava il primo confronto del nostro battaglione – continuò il combattente –, fui fortemente tormentato nella mia coscienza, per aver commesso un così orrendo sacrilegio. E non riuscivo a togliermi dalla testa il ricordo di tutto quello che avevo appreso nella mia famiglia, che sempre è stata molto cattolica, soprattutto nelle lezioni di catechismo: Nostro Signore Gesù Cristo ci ama tanto, che se un uomo soltanto avesse commesso un solo peccato, Egli sarebbe stato disposto a passare per la morte in Croce per salvarlo...

Emozionato, il sacerdote sorrise, perché era testimone dell'azione della grazia nell'anima di quel povero soldato.

– Però – seguitava a dire il ferito –, quante volte gli uomini Lo rinnegano quando si trovano di fronte a qualche difficoltà o anche solo per farsi valere di fronte a falsi amici? Ed io, oltre a bestemmiare contro l'Uomo-Dio, ho attentato contro la sua Sacra Immagine. Di conseguenza, un solo pensiero mi veniva in mente: sono in pieno campo di battaglia, con spari da tutti i lati... Se muoio ora, dove andrò? Non merito di essere oggetto della giustizia divina, per quanto misericordioso sia Cristo Gesù?

Sentendosi esausto, il moribondo tacque e due grosse lacrime di pentimento gli caddero dagli occhi. Recuperate un po' le forze e, respirando con difficoltà, proseguì il suo racconto:

– Allora, analizzando la mia empia attitudine e ricordandomi dell'infinito amore divino, disposto ad affrontare le atrocità della Passione per salvare soltanto un peccatore, ho chiesto a Nostro Signore, per intercessione di Maria, sua Madre Santissima e Ausiliatrice dei Cristiani, la grazia del perdono di un così grave peccato. E riconoscendomi meritevole di un grande castigo, Le ho chiesto che mi punisse in questa vita e non dopo la mia morte...

Si avvicinava l'ultima ora... Le forze sembravano abbandonarlo definitivamente, ma egli ancora riuscì a dire:

Illustrazioni: Elizabeth Bonyun
Terribile e misericordiosa giustizia 2.jpg
“Una volta che ho finito la mia preghiera, ho sentito in fondo all’anima un nuovo ardore”

– Una volta che ho finito la mia preghiera, ho sentito in fondo all'anima un nuovo ardore, con la fiducia che Maria mi aveva ottenuto il perdono del suo divino Figlio. Fu quando cominciarono a rimbombare gli aerei nemici... e Dio ha ascoltato il mio appello, poiché qui mi trovo proprio come ho lasciato il Crocefisso di quella Croce che ho trovato per strada! Sto morendo, padre, e anche se ho fiducia di essere stato perdonato, le chiedo l'assoluzione sacramentale e L'Olio Santo. Il cappellano lo assolse, gli amministrò l'Estrema Unzione e disse:

– Ringraziamo la Vergine Santissima che le ha fatto comprendere tante cose, come insegna il Libro dei Proverbi: "Figlio mio, non disprezzare l'istruzione del Signore e non aver a noia la sua esortazione, perché il Signore corregge chi ama, come un padre il figlio prediletto" (3, 11-12). Figlio mio, ora puoi morire in pace!

Poco dopo, il giovane militare consegnò la sua anima al Creatore, portando nel cuore la gioia di essere stato oggetto della misericordiosa giustizia di Dio, come un suo vero figlio.

(Rivista Araldi del Vangelo, Marzo/2015, n. 143, p. 46 - 47)

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