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Gesù Cristo

L’ “ottava Parola” di Gesù

Pubblicato 2015/03/16
Autore : Suor Mariana Morazzani Arráiz, EP

Stordito e senza meta, Barabba cammina per le vie di Gerusalemme quando, all'improvviso, sente il lugubre rullio di tamburi che annunciano una crocefissione. E pensa: "Potrei ben essere io...".

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Stordito e senza meta, Barabba cammina per le vie di Gerusalemme quando, all'improvviso, sente il lugubre rullio di tamburi che annunciano una crocefissione. E pensa: "Potrei ben essere io...".

Suor Mariana Morazzani Arráiz, EP

Barabba, famoso ladro e assassino, il peggiore criminale che Israele aveva conosciuto, si trova rinchiuso nella Torre Antonia, a Gerusalemme. Era allora costume tra i giudei, in occasione della Pasqua, concedere la libertà a qualche prigioniero, in memoria dell'uscita degli israeliti dalla prigionia in Egitto. Il procuratore romano in Giudea, Ponzio Pilato, propone due nomi affinché il popolo scelga: Barabba o Gesù.

Simbolo dell'illegalità, motivo di terrore per tutti, la cui reclusione costituiva il sollievo e la sicurezza della regione, il maggior malfattore dell'epoca è contrapposto a Colui che perdonava i peccati, guariva lebbrosi, ciechi e paralitici, resuscitava morti ed era andato ovunque, facendo il bene (cfr. At 10, 38)?

Sergio Hollmann
Gesù porta la Croce, di Simone Martini - Museo del Louvre.jpg
Gesù porta la Croce, di Simone Martini - Museo del Louvre, Parigi

Ora, qual è la gratitudine suscitata da tanti insegnamenti, favori e miracoli? Il popolo, all'unisono, preferisce Barabba...

Sorpresa e panico del bandito

Possiamo congetturare la reazione del capo della prigione nel ricevere l'ordine del magistrato romano di liberare quel giorno stesso il terribile bandito.

– Liberare quest'uomo per un assurdo costume giudaico? Questo criminale ripeterà le sue follie! Se ne pentiranno... Ma, insomma, a me spetta solo ubbidire agli ordini. Andiamo!

Scende nelle segrete del Pretorio e inserisce la chiave nella serratura di una cella. Stridendo, si apre la porta del ripugnante recinto e il carceriere chiama:

– Barabba!

Con i capelli arruffati, lo sguardo stravolto e pieno di terrore, il delinquente balbetta:

– Sarò crocefisso?!

– No! Fuori da qui! – risponde la guardia con rudezza e disgusto.

– Ma... che faranno di me?

– Fuori!

Uscendo, tremante, ancora chiede:

– Cos'è successo?

– Sei libero! Esci!

– Io, libero? Io, che già sentivo le corde nelle mie mani e provavo prematuramente l'asfissia della crocefissione per cui sarei morto! Io, libero dopo tutto quello che ho fatto? Io, Barabba, omicida detestato da tutto il mondo?... Mi coprirò un po' la testa per non esser riconosciuto per strada... Ho bisogno di camuffarmi per uscire, perché mi possono uccidere. Ma... sono libero! Sarà possibile? Mi tocco e vedo che... è vero!

Senza meta, cammina stordito per le vie di Gerusalemme quando, all'improvviso, sente non molto lontano il lugubre rullio di tamburi:

– Che cos'è questo? L'annuncio di una crocifissione? Stanno portando qualcuno al supplizio!

Sperimentando un brivido di paura, sospira:

– Potrei ben essere io... Oh, orrore!

Continua a camminare in direzione della folla, che sta quasi arrivando al Monte Calvario. Avvicinandosi, capisce l'identità del condannato: è Gesù di Nazareth... e sarà crocifisso!

L'"ottava Parola"

Se una grazia folgorante di pentimento avesse squarciato la sordità della sua anima indurita e in essa fosse penetrata, Barabba, pieno di compunzione, si sarebbe gettato ai piedi di Nostro Signore Gesù Cristo, già sdraiato sul legno della Croce.

In quel momento, il Divino Redentore stava sperimentando nelle sue divine mani e adorabili piedi gli inenarrabili dolori provocati dalla perforazione dei chiodi. Ma questo non Gli avrebbe impedito di posare il suo sacratissimo sguardo sulla figura orrenda di colui cui la perfidia degli uomini aveva preferito a Lui, Gesù, il Figlio di Dio, la Bellezza Infinita.

Sotto l'influsso di tale grazia, il criminale, inginocchiato, avrebbe detto:

– Signore, io dovrei esser crocefisso e non Tu! Tu morirai per me quando sono io, infame, meritevole di questo castigo per i miei peccati! Signore, perdono per tanta cattiveria! Signore, io mi pento, detesto i miei crimini e voglio somigliare a Te!

E il Salvatore avrebbe pronunciato lì la prima delle Parole, che non sarebbero più state sette, come riportano i Vangeli, ma otto; dalle sue divine labbra sarebbe sbocciata questa manifestazione di potere, bontà e amore infiniti:

– Figlio Mio, va' perché i tuoi peccati sono perdonati! Va' perché hai saputo accettare le grazie della penitenza e del pentimento che Io stesso per te ho suscitato! Va' e non peccare più!

Anche noi siamo "barabba"

La Storia non racconta qual è stato il destino di Barabba una volta fuori dalla prigione. Ignoriamo se proseguì sulla scia dei crimini e della follia che lo caratterizzavano, riempiendo nuovamente di soprassalto e paura il popolo che aveva acclamato per la sua liberazione, o se ci fu una conversione simile a quella che abbiamo appena immaginato.

Una cosa è certa, ogni anno, nella liturgia della Settimana Santa, quando è menzionato il nome del bandito nella lettura della Passione secondo San Giovanni, vibrano i cuori e ardono nel desiderio di vendicare e riparare una simile ignominia.

È giusto, però, scaricare tutta la nostra ira sul terribile criminale, dimenticando che siamo stati anche noi "barabba" in qualche momento della vita? Non offendiamo brutalmente il Cuore di Gesù commettendo un peccato o attaccandoci a un vizio? E non agiamo come il popolo giudeo scegliendo il famoso malfattore, scambiando l'obbedienza ai comandamenti con una trasgressione grave e volontaria della sua legge?

Se talvolta pecchiamo gravemente contro qualche Comandamento della Legge di Dio, siamo comparabili a Barabba e a coloro che l'hanno preferito a Gesù! Dovremmo essere crocefissi, quando è Lui, al contrario, che soffre per noi! Che terribile verità: peccando, preferisco Barabba come mio amico e crocifiggo Gesù nella mia anima!

In considerazione di ciò, che cosa devo fare?

Formulare questa domanda è frutto di una grazia che parte da Gesù. Davanti ad essa spetta solo una supplica alla Madre del perdono e della divina grazia, le cui suppliche mi hanno ottenuto questo beneficio:

"Oh, Vergine Santissima, Madre mia, dammi la convinzione che esistono solo due vie: una è quella di Barabba e l'altra, quella di Gesù.

David Domingues
Crocefissione ? Chiesa Matrice di Matosinhos.jpg
Crocefissione – Chiesa Matrice di Matosinhos (Portogallo)

"Quando il tuo Divino Figlio tornerà alla fine dei tempi per esercitare il giudizio di tutti gli uomini, riuniti nella Valle di Giosafat e non più nel Pretorio di Pilato, l'umanità sarà divisa tra quelli che L'hanno voluto crocifiggere e si consegnarono al peccato, e quelli che hanno accettato l'invito del suo divino e travolgente sguardo, e hanno voluto vivere sempre nella sua grazia e nella pratica della virtù.

"Per i meriti infiniti della Passione, fa' che io sia fra questi ultimi!

"E se avrò la disgrazia di offenderTi, che io mi avvicini, in tutta fretta, al Sacramento della Penitenza e possa, pentito e umiliato, sentire quell''ottava Parola' rivolta all'ipotetico Barabba convertito: 'Va', figlio mio, figlia mia, i tuoi peccati sono perdonati!'".

Adattamento della conferenza pronunciata da Mons. João Scognamiglio Clá Dias, EP, il 27 maggio 1990

(Rivista Araldi del Vangelo, Marzo/2015, n. 143, p. 16 - 18)

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