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Storie per bambini

Il premio dell’innocenza

Pubblicato 2014/12/10
Autore : Suor Mary Teresa MacIsaac, EP

Il giorno declinava a Gerusalemme e Susanna tornava dal campo, seguita fedelmente dal gregge di suo padre, Simeone.

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Era immersa in alte riflessioni, quando udì uno strepito di animali e persone che parlavano ad alta voce. Cosa faceva quella comitiva in un quartiere di pastori lontano dal centro della città?

Il giorno declinava a Gerusalemme e Susanna tornava dal campo, seguita fedelmente dal gregge di suo padre, Simeone. Mentre raggiungeva l'ovile, le prime stelle già cominciavano a scintillare nel firmamento. Lasciando le pecore al sicuro, si sedette un po' all'aria aperta, a contemplare gli astri. Era arrivato il momento migliore della giornata!

Il_premio_dell_innocenza_1.jpg

Le piaceva immaginare che le stelle fossero piccoli diamanti, come quelli che aveva visto una volta corruscare nelle sontuose vesti del sommo sacerdote. E pensava meravigliata: "Come Dio è perfetto! Perfino il cielo ha voluto abbellire. Quando il cielo azzurro si oscura, al punto da diventare quasi nero, Egli lo riempie di diamanti...".

Quanto desiderava contemplare da vicino almeno una stella! E continuava a immaginare come Dio, l'Onnipotente, dovesse essere luminoso... Certamente molto più delle stelle! Ma queste servivano per dare, per lo meno, un' idea della sua grandezza.

Quella notte, però, lei notò che gli astri brillavano con una forza come mai aveva visto. Il loro fulgore li rendeva così vicini, che aveva l'impressione di poterli toccare con mano.

– Sarà vero che salendo in un luogo alto si riesca a prendere una stella? Come vorrei averne una... – diceva tra sé e sé.

Era immersa in queste riflessioni, quando udì uno strepito di animali e persone che parlavano a voce alta. Una gigantesca carovana di cammelli, dromedari, giumenti ed elefanti, nobili e servi, uomini e donne, si fermava davanti a casa sua. Si alzò di scatto dalla pietra in cui era seduta e andò di corsa incontro a loro. Abbagliata da tanta pompa, sentiva che stava sognando... Cosa faceva tale comitiva a Gerusalemme, in un quartiere di pastori lontano dal centro della città?

Si avvicinò a un enorme cammello che trasportava un uomo molto distinto, vestito con sete finissime e ostentando una splendida corona d'oro e pietre preziose. Facendo una profonda reverenza, gli chiese:

– Nobile signore, cosa cercate nel nostro umile quartiere?

Egli rispose:

– Sono il re Gaspare. Siamo venuti seguendo tutti una stella brillantissima che ci ha guidato dalla Persia fino a qui. Tuttavia, essa è scomparsa e il re Erode ci ha inviato a Betlemme. Siamo ormai arrivati ai confini di Gerusalemme e non sappiamo che direzione prendere.

Susanna non poteva credere a quello che udiva. Una stella orientava tutta quella carovana?! Magari anche loro stavano cercando diamanti... "Che possa accompagnarli?", pensò. Mettendosi in ginocchio, supplicò:

– Io conosco la strada per Betlemme e vi imploro: abbiate la bontà di permettermi di seguire la vostra carovana! Anch'io inseguo una stella!

Il re, udendo le sue parole, ne fu divertito e disse:

– Piccola mia, noi non siamo in viaggio per scoprire stelle... Stiamo cercando il Sommo Re che è appena nato e la cui stella ci ha portato fino a qui. Vogliamo prestarGli i nostri omaggi e offrirGli alcuni doni, poiché Lui sarà grande in tutto l'universo. Se vuoi, puoi venire con noi, se tuo padre lo permette.

Susanna andò di corsa a parlare con Simeone che, vedendola in così insigne compagnia, si sentì molto onorato che lei andasse con loro nel viaggio. La bambina non stava in sé da tanta felicità. Oltre a seguire una stella, Lei avrebbe fatto visita al Re dell'universo, il quale, certamente, avrebbe avuto molti diamanti da darle!

Camminando davanti alla carovana, li condusse fino alla strada che portava a Betlemme. Non appena ripresero il cammino, un'immensa luce dorata attraversò il cielo, molto vicino alla Terra, illuminando tutto, e si fermò un po' avanti, sopra di loro, avanzando lentamente. Tutti si rallegrarono per aver ritrovato la stella. Susanna saltava, cantava e rideva tanta era la gioia! Versava persino lacrime di contentezza, per il prodigio che vedeva coi propri occhi.

Seguendo l'astro luminoso, arrivarono a Betlemme ed esso si fermò sopra una casa molto semplice. I re comprendendo – c'erano lì altri due re, oltre a Gaspare: Melchiorre e Baldassarre – di essere giunti al luogo tanto anelato, scesero dai loro cammelli ed entrarono nell'abitazione. Susanna li seguì, ma rimase dietro. Li vide quando si prostrarono a terra dinanzi a una giovane e buona Signora, che teneva in braccio un tenero bebè, bello e luminoso, più bello del Sole.

Quando i re terminarono di offrire i loro regali, lei approfittò dell'occasione per avvicinarsi al Bambino e renderGli anche lei omaggio. Sgattaiolò con agilità tra le persone che riempivano il ridotto spazio e riuscì a mettersi proprio di fronte a Lui, prostrandosi in adorazione. Alzandosi, il Bambino la fissava e sorrideva! Il Suo divino volto era così luminoso e splendido, che lei cadde nuovamente in ginocchio, rapita dalla sua luce!

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Alzandosi, il Bambino la fissava e sorrideva!

Era talmente estasiata, che non sapeva neppure quello che doveva fare... e baciò le sue mani e i suoi piedi. Il Bambino Gesù pareva contentissimo di vedere un altro bambino come lui in mezzo a quella moltitudine e aprì le sue braccia, volendo abbracciarla. La Madonna Lo mise in braccio alla piccola Susanna, che Lo accarezzava e Lo abbracciava. Dopo averLo ridato alla Mamma, uscì di casa insieme ai re, piena di entusiasmo.

Nel volto della bambina rimase per sempre riflessa la luce divina. Così grande era il suo amore per le stelle create da Dio e per il loro Creatore fatto Bambino, che lei aveva avuto tra le braccia, che era diventata come un astro che rispecchiava la luce di Cristo, il Salvatore! Il suo desiderio di possedere una stella era stato esaudito, poiché la luce che ora portava nel cuore era più folgorante di qualsiasi diamante di questo mondo... Dio ama tanto l'innocenza, che la premia nei modi più magnifici!

(Rivista Araldi del Vangelo, Dicembre/2014, n. 140, p. 46 - 47)

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