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Pietre

Pubblicato 2014/09/19
Autore : Gaudium Press

Gerusalemme, anno 33dC. Mentre tutti si occupano dei preparativi per la Pasqua, tra pre-figure e gli olocausti, ecco, la rottura dell'abitudine di ciò che era già andato...

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Redazione (Venerdì, 19-09-2014, Gaudium Press) Gerusalemme, anno 33dC. Mentre tutti si occupano dei preparativi per la Pasqua, tra pre-figure e gli olocausti, ecco, la rottura dell'abitudine di ciò che era già andato, si sente: "Osanna! Benedetto Colui che viene nel nome del Signore, il re d'Israele!" (Gv 12, 13).

Gesù era l'autentico Agnello, che in poco tempo, conferirebbe il vero significato a quella solennità da secoli celebrata.

Allo stesso tempo, non nel buio della notte, ma nell'oscurità della fede, i farisei fanno sentire, con veemenza, le loro voci, perché hanno nuovamente rovinati i loro piani per nascondere il Maestro: "Vedete che non concludete nulla? Ecco che il mondo gli è andato dietro!"  (Gv 12, 19). E in un tentativo machiavellico, richiedono che Gesù ordini a tutti di tacere: "Vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre!" (Lc 19, 40).

Sì! Le pietre grideranno, ha detto la Verità Divina. A chi parlano le pietre? Parlano alle anime che vogliono essere penetrate dalla grazia divina e non si lasciano assordare nell'ansia sfrenata del piacere.

Che rapporto ci può essere tra le pietre e le anime? Dividiamo le pietre in due categorie: quelle preziose e quelle grezze. Le prime: trasparenti e diafane, hanno la capacità di raccogliere la luce, e senza trattenerla per se stessi, la espandono, arricchendola gratuitamente con le loro sfumature diverse. Simili a queste pietre sono le anime che, libere da ogni peso dell'attaccamento o dell'egoismo, trasmettono la grazia, riflettendo qualcosa della luce del Creatore, che in nessun'altra anima risplenderà con lo stesso colore. Sono pietre preziose di virtù che dimostrano la gloria di Colui che li ha fatti; brutte creature trasformate in nuovi figli di Abramo (Lc 3, 8).

Parleremo ora delle pietre grezze. Anche se su di loro incida la luce benefica del sole nel suo zenit, o forse il fascio lucente di un faro, non sono in grado di riflettere un singolo raggio di luce. Tutta la luce che ricevono si trasforma solo in ombra. Quelle anime che sono piene di se stesse, e resistono o si chiudono all'impulso della grazia, e preferiscono la sordità e la cecità della carne, sono incapaci di cantare le lodi di ciò che è sopra di loro.

Preziose o grezze, entrambi subiscono un processo: sono tagliate nella terribile e benéfica lama della sofferenza. Per le prime, la lavorazione produrrà effetti così splendidi man mano siano fatti grandi trace per il taglio. Per le ultime, la forza della lavorizione, la ghiaia può essere evidenziata, e, infine, viene alla luce tutto il suo splendore. Pulita da ogni sudicia, fino questa pietra grezza può scintillare durante i momenti in cui la luce la penetrerà. Almeno per un momento, brillerà come uno smeraldo.

In una posizione simile, se gli ebrei che circondavano nostro Signore consentissero che il sole della salvezza oltrepassasse le loro anime, trasformandole in gioielli, proclamerebbero in qualche modo, la Seconda Persona della Santissima Trinità come loro Sovrano.

Ma, ahimè! Nella stessa città, dove risuonarono le acclamazioni a Cristo con rami e gridi di entusiasmo, si sentirono un paio di giorni più tardi, il ruggito che chiesero a Pilato per la sua crocifissione. Cosa è successo? Per caso il sole si è nascosto? No, furono le pietre che, in un raffreddamento crescente, trovarono meno interesse in quella luce che le trasformava, e hanno preferito di essere se stessi, grezze e senza luce.

Chiediamo a Maria, l'insuperabile Gioiello, che mai permetta a noi di essere simili a uma pietra grezza e senza brillo davanti la luce di Suo Figlio Divino, ma invece, che possiamo far parte di un insieme di pietre che canteranno le glorie della vera Luce.

Fahima Spielmann

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