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La croce è il più grande segno dell’amore di Dio, evidenzia il vescovo argentino

Pubblicato 2014/09/17
Autore : Gaudium Press

L'Arcivescovo di Santa Fe in Argentina e Presidente della Conferenza Episcopale Argentina, Don José María Arancedo, ha parlato della festa dell'Esaltazione della Santa Croce e assicurato che questa ...

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Santa Fé - Argentina (Mercoledì, 17-09-2014, Gaudium Press) L'Arcivescovo di Santa Fe in Argentina e Presidente della Conferenza Episcopale Argentina, Don José María Arancedo, ha parlato della festa dell'Esaltazione della Santa Croce e assicurato che questa "ha penetrato profondamente nella devozione del popolo Cristiano", perché "in essa si contempla il segno più grande dell'amore di Dio, che nel suo Figlio: ‘si svuotò di se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini. Si umiliò fino ad accettare la morte e la morte di Croce' (Filip. 2, 6-8)".

"Dalla croce di Cristo non è più segno di morte ed è convertita in segno di vita. Non possiamo comprendere questo senso pasquale se non ci avviciniamo con uno sguardo di fede", ha detto.

Il prelato ha detto che "da Gesù Cristo la Croce non è più una punizione, ma un nuovo modo di vita, diventata saggezza. Non si tratta di masochismo o di gusto per la sofferenza, ma di riconoscerla come la via di Gesù Cristo, il cui orizzonte è il trionfo della Pasqua".

"Una Croce che non viva con senso pascal non è fonte di vita. Essa ci permette conoscere, nella nostra condizione di pellegrini, il significato del dolore e della morte. La sapienza della fede non nega questa realtà, né ci porta a cercare la magia di una pseudo-religione, di una spiegazione miracolosa, che finisce col negare la stessa condizione dell'uomo come figlio di Dio e destinato per l'eternità. La Croce è un sì, da Gesù Cristo, alla condizione dell'uomo in questo mondo", ha detto.

Don Arancedo ha sostenuto che "l'Esaltazione della Santa Croce è una festa che ha radici profonde nella pietà e nella devozione del nostro popolo, che há saputo scoprire in lei la via di Gesù Cristo. Sono molte le chiese e cappelle Che in questa domenica celebrano le loro feste patronali", e ha suggerito di chiedere a Dio che "sappiamo assumere il significato di questa Croce, che in Gesù Cristo è diventata sapienza, che dà senso e speranza al nostro cammino in questo mondo".

"Che quando alzariamo gli occhi alla Croce riconosciamo la via dell'amore di Dio, che mandò suo Figlio per accompagnarci e aprirci ad una speranza che non conosce il tramonto della morte", ha detto. (GPE / EPC)

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