Versione 0.6 Beta. Login | Registrarsi

Login

E-mail:
Password:
Non ti sei ancora registrato?
Fai clicca qui per acedere la comunità degli Araldi del Vangelo. Scrivi i tuoi commenti sulle attività.
Home » Arte e Cultura » Storie per bambini »
Storie per bambini

Un pescatore peccatore...

Pubblicato 2014/09/02
Autore : Suor Lucía Ordóñez Cebolla, EP

L'alba nella nostra cittadina della costa mediterranea spagnola era, quella mattina, diversa dal solito. Tutti gli abitanti lo sapevano...

| Stampare | Email E-mail | Report! Correggere | Share

Il suo ultimo saluto a questa vita fu ancora una volta un atto di ringraziamento a Gesù-Ostia che, in un miracolo di amore infinito, gli aveva aperto le porte della salvezza eterna!

Suor Lucía Ordóñez Cebolla, EP

L'alba nella nostra cittadina della costa mediterranea spagnola era, quella mattina, diversa dal solito. Tutti gli abitanti lo sapevano... Noi, ancora bambini, ci svegliammo curiosi e aprimmo una fessura di una delle finestre della camera che svelava il bellissimo panorama sul mare, imbattendoci subito sull'Astro Re. Solenne e maestoso, egli faceva scivolare i suoi raggi tra i rami delle palme per proiettarsi sull'immensità delle acque, rendendole ora rosee, ora dorate, con le tonalità dell'aurora.

Un pescatore peccatore.jpg
L’alba nella nostra cittadina della costa mediterranea spagnola era,
quella mattina, diversa dal solito

Sì, qualcosa di differente aleggiava nell'aria, spezzando la solita monotonia. Una gioia sprizzante unita a un certo benessere sereno si faceva sentire nei cuori, perché era il giorno del Corpus Domini, tanto solennemente commemorato vicino al Mar Mediterraneo.

A mano a mano che la città si risvegliava, cominciavano anche i preparativi per la processione. Noi bambini correvamo da una parte all'altra, cercando i più svariati fiori, mentre le signore si occupavano di far penzolare drappi alle finestre e ai balconi delle loro case, e di coprire con foglie di mirto e petali di rosa le vie principali. Gli uomini, insieme a don Manuel, nostro parroco, preparavano i locali, dove si sarebbero eretti piccoli altari sui quali il Santissimo Sacramento avrebbe dovuto "riposare" lungo il percorso. L'ambiente era di festa e di sincera religiosità, e tutti noi abitanti ci riunivamo in funzione di uno stesso obiettivo: rendere la cerimonia la più bella possibile.

Uno, però – già ben conosciuto a tutti –, non aveva la stessa disposizione d'animo: Vincenzo, il pescatore. Comparve nel mezzo dei preparativi, scuro e di cattivo umore:

– Buon giorno, signor Vincenzo! È arrivato tardi, ha visto? – gli disse una signora, con ironia – Che cosa le è successo? Ha perso tempo? Venga ad aiutarci!

– Aiutare? Guardi qua, ho già molto da fare – rispose, brontolando – Sa bene che non sono fatto per queste cose! Sto andando a pescare...

– Pescare? È quello che fa tutti i giorni! – gli ribatteva un'altra – Oggi è un'occasione speciale!

– Vi ho già detto che vado a pescare! – continuava lui, trascinando le reti che caricava in spalla – Il mare oggi promette bene! Non voglio perdere quest'opportunità...

Vincenzo non era facile da convincere... Ricordo che tutti noi ci scambiammo un'occhiata, scuotendo il capo.

– Lascia perdere, Amparo. Lui non va mai in chiesa. Non cambierà idea oggi.

– Ho fede invece che alla fine lo farà!

– Amen! – rispondemmo tutti.

– Che Dio La ascolti, Maria! – concluse don Manuel.

E continuammo i preparativi.

La Messa sarebbe stata alle tre del pomeriggio, seguita dalla solenne processione. Alle due e mezza tutti eravamo ai nostri posti, compresa la banda, che approfittava degli ultimi minuti per terminare di accordare gli strumenti. Al rintocco delle campane del campanile della chiesa ebbe inizio la celebrazione. Che pace, che benedizione e che gioia regnavano in quel momento! Ancor oggi mi ricordo di tutto come se fosse accaduto ieri!

Invece, la cosa più impressionante fu quello che successe subito dopo...

Nel momento esatto in cui il Divino Salvatore varcava le soglie del tempio, nascosto sotto le Sacre Specie e condotto da don Manuel in un bellissimo ostensorio, tornava Vincenzo dalle sue avventure in alto mare. L'atmosfera seria prodotta dall'insigne atto di devozione scalfì la povera anima acida e fredda del pescatore. Rivolgendosi al Santissimo, egli ebbe l'infame coraggio di dire:

– Dove si è mai visto? Tu non puoi camminare da solo? Con l'età che hai e ancora hai bisogno di essere portato in braccio?!

Una tale insolenza non poteva rimanere impunita! In quell'istante, la risposta del Signore Onnipotente si fece visibile agli occhi di tutti: una delle gambe del blasfemo divenne infetta, e due uomini si videro obbligati a uscire dalla processione per soccorrerlo, perché non riusciva più a reggersi in piedi.

Dio era portato dal sacerdote con amore, e lui – nel fiore della gioventù e del vigore della sua salute – era trasportato in una barella, per la sua umiliazione! Con urgenza dovettero amputargli la gamba sopra il ginocchio, per evitare una gangrena mortale; ma, per quanto tagliassero, questa non smetteva di salire e salire, finché divenne impossibile fermare la sua marcia fatale...

Edith Petitclerc
Un pescatore peccatore2.jpg
Sebbene i suoi occhi ardessero per la febbre e il malessere, molto più gli ardeva
il suo cuore di vero pentimento per l’orribile peccato commesso

La lezione era stata severa, tuttavia giusta e, soprattutto, efficace. Gesù stesso, che secoli prima "passò beneficando" (At 10, 38), restituendo la vista ai ciechi e l'agilità ai paralitici, perdonando i peccati e trasformando i cuori più duri, seppe anche ripristinare la salute spirituale del nostro Vincenzo, togliendogli la vitalità del corpo.

Quando, pochi giorni dopo, don Manuel mi chiese di accompagnarlo a portare il viatico al malato, m'imbattei nel volto familiare del pescatore alquanto mutato! Sebbene i suoi occhi ardessero per la febbre e il malessere, molto più gli ardeva il cuore di vero pentimento per l'orribile peccato commesso. Che enorme differenza! Quell'uomo arrogante e incredulo aveva imparato, con la sofferenza, a pregare e rivolgersi a Dio.

Come vorrei poter mostrare a tutti i peccatori del mondo, anche ai più induriti, questa commovente scena che è rimasta così chiaramente impressa dentro di me... Il suo ultimo saluto a questa vita fu ancora una volta un atto di ringraziamento a Gesù-Ostia che, in un miracolo di amore infinito, lo aveva salvato dalle fiamme della condanna, aprendogli le porte della beatitudine eterna!

(Rivista Araldi del Vangelo, Agosto/2014, n. 136, p. 46 a 47)

Suo voto :
0
Risultato :
0
- Voti: 0

Articoli suggeriti

I riti e cerimonie della Santa Chiesa Cattolica: Nostalgia anticipata della Patria Celeste

La Santa Chiesa, nel corso dei secoli, ha arricchito i suoi riti e cerimonie, offrendo occasioni di consolazione spirituale e di veri incontri con Dio...Leggi tutto

Alcune delle numerose realizzazioni in Brasile e nel mondo

Mozambico, Canada, Alcune delle numerose realizzazioni in Brasile, Corpus Domini, Consacrazione alla Madonna, Anniversario dell’Icona......Leggi tutto

L’incontro di due sguardi...

La comunicazione umana, al contrario di quello che a volte appare, non è ristretta soltanto all’espressione verbale. L’uomo si relaziona con il mondo esterno – inclusi gli altri esseri umani – attraverso tutti i suoi sensi, con le più diverse manifestazio...Leggi tutto

Darà solamente “cose buone”

Preghiamo con fiducia. Se chiediamo qualcosa di sconveniente o che pregiudica la nostra salvezza, Dio si prenderà cura di indirizzare le nostre aspirazioni e ci esaudirà in forma sovrabbondante e magnifica....Leggi tutto

Chiese fatte a immagine del Cielo

Un ameno pomeriggio primaverile dell'anno 1153, un gruppo di monaci rivestiti del caratteristico abito bianco giunse in terre lusitane e, per decisione di el-rei, s'insediò in un villaggio ubicato nell'intersezione di due piccoli fiumi...Leggi tutto

Copyright Araldi del Vangelo. Tutti i diritti riservati.