Versione 0.6 Beta. Login | Registrarsi

Login

E-mail:
Password:
Non ti sei ancora registrato?
Fai clicca qui per acedere la comunità degli Araldi del Vangelo. Scrivi i tuoi commenti sulle attività.
Home » Arte e Cultura » Storie per bambini »
Storie per bambini

Un muro di neve

Pubblicato 2014/07/14
Autore : Maria Tereza dos Santos Lubián, EP

Buuummm!!! Pam!!! Pam!!! Pam!!! Buuummm!!!... – Mio Dio! Che sia la fine del mondo?!

| Stampare | Email E-mail | Report! Correggere | Share

Le truppe si avvicinavano alla chiesa matrice e già si udivano le grida dei soldati. Ma, all'improvviso, un forte vento fece cambiare il corso degli eventi...

Maria Tereza dos Santos Lubián, EP

Buuummm!!! Pam!!! Pam!!! Pam!!! Buuummm!!!... – Mio Dio! Che sia la fine del mondo?!

Martino si alzò spaventato e corse al balcone della sua camera, per verificare da dove venisse un tale scoppio, a quell'ora mattutina. Arrivato, comprese di non essere stato l'unico a sentirlo, poiché l'intero vicinato aveva fatto lo stesso... Cosa era accaduto?! Erano stati svegliati da una forte scarica di artiglieria che, all'alba, annunciava una terribile battaglia. La guerra si approssimava all'abitato!

un_muro_di_neve_2.jpg

Nelle regioni vicine l'afflizione era generale. In ogni angolo c'erano distruzione, morti e calamità. Non pochi si abbattevano di fronte a così grandi catastrofi; altri, però, si infervoravano e imploravano l'aiuto di Dio.

Tra questi c'erano Martino e molti abitanti di quella cittadina, nel centro dell'Europa: non appena sentirono la guerra avvicinarsi, andarono a supplicare grazie speciali di protezione e rifugio nella chiesa matrice dedicata al Sacro Cuore di Gesù. Ogni giorno accorreva sempre più gente alla Santa Messa, per adorare Gesù Eucaristico. Il parroco, Don Luigi, ne aveva approfittato per stimolare i fedeli a non scoraggiarsi di fronte alle difficoltà e a non allontanarsi dalla Chiesa e dai Sacramenti, per quanto pessime fossero le circostanze a venire. Le sue parole erano così sante, che molti, desiderando essere in pace con Dio, chiedevano la Confessione.

La guerra andò aggravandosi. Le notizie non erano affatto favorevoli. Il popolo seppe che la città era stata designata come rotta delle mobilitazioni militari e vedeva che, senza un intervento del Cielo, molti disastri sarebbero potuti accadere al passaggio della fanteria nemica... Di fronte a una così preoccupante prospettiva, la pietà di tutti non si affievoliva ma, al contrario, cresceva sempre di più! E, nonostante il freddo pungente, i parrocchiani non rinunciavano a frequentare la chiesa.

Come agire per evitare la catastrofe imminente? Soprattutto, come garantire che, nell'affanno della guerra, l'edificio sacro non fosse distrutto da una bomba o fossero profanati il Santissimo o la maestosa statua del Sacro Cuore di Gesù?

La domenica, don Luigi chiese un segno a Dio per sapere come agire. Quale non fu la sua sorpresa quando, aprendo il Breviario a caso, lesse: "Se contro di me si accampa un esercito, il mio cuore non teme; se contro di me divampa la battaglia, anche allora ho fiducia. [...]Egli mi offre un luogo di rifugio nel giorno della sventura. Mi nasconde nel segreto della sua dimora, mi solleva sulla rupe" (Sal 26, 3.5). Preso da consolazione, scorse la volontà divina e, alla fine del sermone della Messa mattutina, comunicò all'assemblea l'ispirazione che aveva avuto: che tutti si rifugiassero nella chiesa matrice.

Sebbene l'arrivo dell'esercito invasore fosse atteso per il giorno successivo, le parole del parroco portarono molta fiducia e gioia. Martino e alcuni fedeli più ferventi decisero di passare la notte in chiesa, in veglia. Gli altri vi si diressero ai primi raggi dell'aurora. La chiesa era talmente piena che le porte furono chiuse con molta difficoltà... Che cosa li aspettava? Nessuno lo sapeva!

Le ore passavano e il silenzio inondava l'ambiente. Fu interrotto solo dal piccolo Giovanni, il più piccolo dei chierichetti, figlio di Martino:

– Don Luigi, perché non facciamo le Quaranta Ore di Adorazione a Gesù Eucaristico? Abbiamo imparato al catechismo che tutte le intenzioni riposte in questa devozione, per quanto impossibili sembrino, sono esaudite!

Nessuno dubitò che il bambino fosse un ulteriore strumento dell'ispirazione celeste. Senza esitare, il sacerdote iniziò, con tutta solennità, la veglia delle Quaranta Ore, secondo il cerimoniale prescritto per l'occasione. L'entusiasmo era generale. Uniti in preghiera, ai piedi del Cuore Eucaristico di Gesù, chiedevano un miracolo: la preservazione della matrice e della città.

Dopo alcune ore, si udì da lontano la truppa dei soldati avanzare. Immediatamente don Luigi apprestò un piano di azione, affinché nulla li cogliesse impreparati. Divise le persone in gruppi: gli uomini avrebbero dovuto difendere le porte; le donne avrebbero dovuto occuparsi della statua del Sacro Cuore; i più vecchi sarebbero rimasti ai propri posti a pregare; mentre anche lui sarebbe rimasto vicino al Santissimo, per proteggerLo. Tutti i bambini decisero di riunirsi intorno al sacerdote, per dare le loro vite per difendere Gesù-Ostia, nel caso fosse necessario.

Il rumore delle truppe si approssimava e già si udivano le grida dei militari. Tutti pregavano il Rosario con maggior fervore e alcuni si preparavano a morire... All'improvviso, cominciò un forte vento e si udì un clamore generale tra i soldati, che si disperdevano impauriti. Il vento soffiò con violenza per un bel po' di tempo, fino a che regnò il silenzio intorno alla chiesa e la città sembrava deserta...

Edith Petitclerc
un_muro_di_neve.jpg
Senza esitare, il sacerdote iniziò, con tutta la solennità, la veglia delle Quaranta Ore

I più coraggiosi andarono fino alla porta principale del tempio e l'aprirono. Oh, meraviglia! Un immenso muro di neve proteggeva la chiesa matrice e ostruiva l'accesso alla città. I più giovani salirono in cima al campanile e videro la sua estensione: era enorme! Compresero, allora, che Dio aveva inviato una tempesta di neve talmente forte che aveva sollevato quell'insolita barriera, impedendo l'avanzata dei nemici! Tra canti di lode al Santissimo Sacramento, ringraziarono Dio per il suo aiuto. Don Luigi prese la parola e li esortò a non dubitare mai del soccorso divino, e a crescere nella devozione a Gesù Sacramentato e al Santo Rosario!

Così, finirono le Quaranta Ore di Adorazione e, per concluderle, fu celebrata una Messa solenne, in azione di grazie.

Rivista Araldi del Vangelo, Luglio/2014, n. 135, p. 46 - 47

Suo voto :
0
Risultato :
0
- Voti: 0

Articoli suggeriti

I riti e cerimonie della Santa Chiesa Cattolica: Nostalgia anticipata della Patria Celeste

La Santa Chiesa, nel corso dei secoli, ha arricchito i suoi riti e cerimonie, offrendo occasioni di consolazione spirituale e di veri incontri con Dio...Leggi tutto

L’incontro di due sguardi...

La comunicazione umana, al contrario di quello che a volte appare, non è ristretta soltanto all’espressione verbale. L’uomo si relaziona con il mondo esterno – inclusi gli altri esseri umani – attraverso tutti i suoi sensi, con le più diverse manifestazio...Leggi tutto

Darà solamente “cose buone”

Preghiamo con fiducia. Se chiediamo qualcosa di sconveniente o che pregiudica la nostra salvezza, Dio si prenderà cura di indirizzare le nostre aspirazioni e ci esaudirà in forma sovrabbondante e magnifica....Leggi tutto

Chiese fatte a immagine del Cielo

Un ameno pomeriggio primaverile dell'anno 1153, un gruppo di monaci rivestiti del caratteristico abito bianco giunse in terre lusitane e, per decisione di el-rei, s'insediò in un villaggio ubicato nell'intersezione di due piccoli fiumi...Leggi tutto

La luce risplende nelle tenebre

Ci sono certe ore della notte in cui le tenebre sembrano estendere il loro regno dappertutto. Le gioie e vivacità del giorno sono sostituite da una densa oscurità, pervasa di silenzio e carica del pesante fardello dell'incertezza e del pericolo....Leggi tutto

Copyright Araldi del Vangelo. Tutti i diritti riservati.