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Storie per bambini

Il segreto del successo

Pubblicato 2014/04/28
Autore : Suor Mary Teresa Mac Isaac, EP

- Parigi. Questi Paesi appartengono all'Unione Europea, così come l'Italia, il Portogallo, l'Austria e il Belgio...

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Com'è mai Carlo sapeva tutte le risposte della prova, se aveva avuto così poco tempo per studiare e Filippo, che aveva studiato per tantissimi giorni, non era riuscito ad azzeccare neppure una domanda?!

Suor Mary Teresa Mac Isaac, EP

Filippo simulava un dialogo, per studiare:

- Qual è la capitale della Germania?

- Berlino.

- La capitale della Spagna?

- Madrid.

 Edtith Petitclerc  
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Filippo rimase in casa tutti i pomeriggi,
guardando e riguardando mappe,
grafici e pagine di esercizi

- Della Francia?

- Parigi. Questi Paesi appartengono all'Unione Europea, così come l'Italia, il Portogallo, l'Austria e il Belgio...

Terminato lo studio, il bambino chiuse i quaderni e, con uno sguardo soddisfatto, disse a voce alta, fra sé:

- Ora sì, prenderò dieci e lode nell'interrogazione di geografia! Il professore può chiedere qualunque cosa sull'Europa, poiché so tutto a memoria!

Infatti, Filippo si era applicato per ottenere un buon voto nel compito in classe. Era rimasto a casa tutti i pomeriggi in quella settimana e in quella precedente, guardando e riguardando mappe, grafici e pagine di esercizi, senza tregua, uscendo dalla sua stanza solo per mangiare o per compiere i suoi doveri quotidiani... Egli era rimasto molto contrariato quando Carlo, il suo compagno di classe, aveva preso un voto più alto del suo nell'ultima prova di matematica e, per questo, voleva superarlo questa volta, per non fare così brutta figura davanti ai suoi amici. E si chiedeva:

- Perché i voti di Carlo sono più alti dei miei a scuola, visto che io studio tanto?! Non è una questione di intelligenza, perché anche lui non è poi così intelligente... che strano!

Il mattino dopo, Filippo si svegliò presto e andò a lezione. Si sedette in prima fila, poiché la sala era ancora completamente vuota, e continuò a leggere i suoi appunti. Presto cominciarono ad arrivare i suoi compagni, i quali, agitatissimi per il compito in classe, correvano alla cattedra del professore per chiarire i loro dubbi. Da ultimo, quando già erano tutti in piedi per la preghiera, entrò Carlo con il volto raggiante e pieno di pace, ma... con le mani vuote!

- Nemmeno la mappa dell'Europa ha portato... - disse a voce bassa Filippo. Gli alunni lo crivellarono di domande: se aveva studiato molto, se era sicuro nell'argomento, se poteva magari far loro qualche "carità" durante la prova, nel caso avessero avuto bisogno di una risposta... Invece, Carlo rispose con un sorriso sulle labbra:

- Ho avuto pochissimo tempo per studiare...

Un mormorio si sparse tra gli alunni. Filippo si sentì più incoraggiato e sicuro di sé, vedendo che il suo rivale sembrava sapere molto poco riguardo al tema da trattare. Il professore suonò il campanello e cominciarono
la preghiera.

Mentre venivano distribuiti i fogli, regnò il silenzio. Filippo, con le mani tremanti, leggeva le domande rapidamente. Voleva, inoltre, essere il primo a consegnare la prova. Tuttavia, fin dall'inizio, capì che chi non sapeva l'argomento era lui!...

- Lingua ufficiale di Israele!? Topografia della Palestina!? Estensione del fiume Giordano... - sussurrava il bambino. La prova non era sull'Europa! Si sentì confuso e umiliato il piccolo orgoglioso, nel comprendere che solo lui si era sbagliato sul contenuto da studiare e non sapeva rispondere a nulla... Gli alunni mano a mano che finivano la prova, uscivano. Filippo, però, consegnò quasi tutte le domande in bianco e si incamminò verso casa, pieno di tristezza e frustrazione nell'anima. Carlo, al contrario, si faceva il segno della croce con fiducia e raccomandando le sue risposte alla Vergine Santissima, consegnò il foglio al professore e lasciò l'aula.

Nella lezione successiva, Filippo arrivò a scuola, come al solito. Tuttavia, stava a capo chino. Il professore disse che sarebbero stati resi noti i risultati del compito e lui li avrebbe consegnati agli alunni. Era evidente che Filippo avrebbe ricevuto come voto zero, ma il suo desiderio era sapere quello di Carlo, più che il suo... "Chissà se ha preso zero anche lui", pensava con maliziosa ansietà.

- Venga a prendere la prova chi ha preso il miglior voto: Carlo! - annunciò il professore.

L'applauso fu corale.

- Dieci e lode! Com'è possibile? - mormorò Filippo, indignato.

All'ora di ricreazione, egli si avvicinò a Carlo e chiese:

- Com'è che sapevi tutte le risposte di geografia? Ti ho sentito dire che avevi avuto poco tempo per studiare... Come si spiega ciò? Hai copiato da qualcuno, vero? Qual è il segreto del tuo successo?

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“Amico mio, non tutto si risolve
con le nostre forze…”

Carlo sorrise e, mettendo la mano sulla spalla del suo compagno, gli disse con affetto:

- Amico mio, non tutto si risolve con le nostre forze, poiché, nell'ora che meno ci si aspetta, la vita ci fa uno scherzo. Nel pomeriggio, mentre tu eri piegato sui quaderni, in camera tua, io andavo a partecipare alla Santa Messa. E chiedevo a Gesù Sacramentato, per mezzo della Madonna, che mi aiutasse a compiere tutti i miei doveri di cristiano, il che include, è chiaro, prendere buoni voti a scuola e saper rispondere alle domande del compito. Inoltre, se tu fossi andato a Messa nella nostra parrocchia, la domenica prima della prova, avresti saputo rispondere a varie domande, poiché il prete, nel sermone, commentando il passo del Vangelo del giorno, ha descritto l'importanza di Israele, l'estensione del fiume Giordano e molte altre cose.

- Carlo, come hai ragione!... Se Dio non è al nostro fianco, a nulla vale sforzarci. Solo che tu ora sei ingiusto con me, supponendo che non abbia assistito alla Messa domenica. Sono rimasto a studiare con tenacia per tutto il giorno, è vero. Ma alla fine del pomeriggio sono andato di corsa fino alla cappella di San Michele, per poter partecipare all'ultima Eucaristia domenicale. Deve essere per questo che la Madonna ha permesso che prendessi uno zero così umiliante... e che, ora vedo, mi ha fatto tanto bene!

I due compagni di classe si abbracciarono e, a partire da allora, Filippo diventò il miglior amico di Carlo. Partecipava alla Messa e recitava il rosario tutti i giorni insieme a lui. Divenne più allegro e comunicativo e, non occorre neppure dirlo, migliorò molto nel suo rendimento scolastico.

(Rivista Araldi del Vangelo, Aprile/2014, n. 131, pp. 46 - 47 )

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