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Storie per bambini

San Giuseppe aveva compreso...

Pubblicato 2014/04/14
Autore : Aline Karolina Souza Lima, EP

Una soave penombra, illuminata appena da un raggio di Sole che incideva sulle vetrate, avvolgeva la cappella del Convento delle Suore di San Giuseppe

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Un raggio di Sole filtrato dal colore della vetrata inondava il volto del glorioso Patriarca: San Giuseppe aveva compreso e prometteva una soluzione!

Aline Karolina Souza Lima, EP

Una soave penombra, illuminata appena da un raggio di Sole che incideva sulle vetrate, avvolgeva la cappella del Convento delle Suore di San Giuseppe. Il silenzio vi regnava in quell'ora vespertina, mentre la comunità si occupava delle faccende quotidiane. All'improvviso, la porta di accesso alla clausura si aprì senza rumore, lasciando passare Suor Trinità, una giovane religiosa che, prima di entrare, guardò dappertutto, per assicurarsi di essere sola. Vedendo, infatti, la chiesa vuota, corse fino alla grande statua di San Giuseppe che dominava l'altare maggiore e si gettò ai suoi piedi:

san_giuseppe_1.jpg
Tremante, Suor Trinità aprì la cassa e
vi trovò in un bel turibolo

- O potente San Giuseppe - esclamò a mezza voce -, quando eri sulla Terra, provvedevi alle necessità materiali del Figlio di Dio e della tua sposa virginale, Maria Santissima. Considera ora il mio tormento. ho rotto l'unico turibolo che c'era nel convento, che doveva essere usato nella prossima cerimonia di voti solenni di alcune novizie, il 19 marzo, tua Solennità. Ho ricevuto l'ordine di procurarne uno nuovo, ma non ho capacità né condizioni per questo! Provvedi tu stesso, ti supplico!...

Sollevando gli occhi alla statua, rimase estasiata: il raggio di Sole filtrato dal colore della vetrata, che prima illuminava il pavimento della chiesa, ora inondava il volto del glorioso Patriarca, facendolo brillare di riflessi multicolori, in uno spettacolo meraviglioso. Per alcuni istanti Suor Trinità si dimenticò della preoccupazione che la affliggeva, ma subito comprese che quella era una risposta del Cielo: sì, San Giuseppe aveva compreso e prometteva una soluzione! Presa da una gioia soprannaturale, uscì dalla chiesa e andò a occuparsi dei suoi incarichi con una completa pace nell'animo, sicura che il suo problema era in buone mani...

Il giorno dopo, Suor Trinità si svegliò molto presto, prima dell'alba, come al solito, poiché era l'incaricata della sacristia e doveva preparare tutto per la Messa conventuale. Passando per il corridoio centrale della chiesa, inciampò in una grande cassa e ci cadde sopra. Stordita, la giovane monaca si alzò, ricomponendo subito l'abito. A causa della penombra della notte, non si era accorta di quel pacco depositato per terra. Chi poteva averlo messo a metà del corridoio, giusto di fronte alla nicchia di... San Giuseppe?!

Il cuore di Suor Trinità batteva forte. Che avesse fatto il miracolo? Non si era fatto attendere... Si chinò per esaminare il pacco e, alla tenue luce dell'aurora, lesse le seguenti parole: "Consegnare alla suora acrestana". Era per lei! Tremante, aprì la cassa e trovò un bel turibolo lavorato in argento con accuratezza, una vera opera d'arte.

Una settimana dopo, nel giorno della Solennità di San Giuseppe, si realizzò la cerimonia dei voti solenni delle novizie. La chiesa era piena di fedeli e tutti ammiravano il nuovo turibolo che brillava nelle mani del Vescovo, esalando verso l'alto belle ed eleganti colonne di fumo bianco profumato, contribuendo a render la Messa ancor più splendente.

Terminata la celebrazione, mentre Suor Trinità era intenta a mettere in ordine i paramenti e altri oggetti liturgici, si avvicinò a lei un signore che le era totalmente sconosciuto.

- Suora - disse -, la voglio ringraziare perché è stato utilizzato questo turibolo nella cerimonia.

- In realtà... È l'unico che abbiamo nel convento, signore - rispose lei.

san_giuseppe_2.jpg
“Suora, voglio ringraziare perché è stato
utilizzato questo turibolo nella cerimonia”

- Allora ne sono molto onorato! L'ho lasciato qui la settimana scorsa, per pagare una promessa a San Giuseppe, e non sapevo se vi avrebbe fatto piacere. Ma vedendo che è stato proprio in una Messa in sua lode, ho sentito una grande gioia! E oltretutto in una cerimonia solenne in cui altre anime elette si consacrano come spose di Cristo.

Senza dimostrare l'emozione che l'invadeva, la giovane religiosa si mostrò interessata ai particolari del fatto, che lui si disponeva a raccontare.

- Sono padrone di un negozio di antiquariato - spiegò il visitatore - e da molto tempo desideravo vendere un quadro di grande valore raffigurante San Giuseppe, dipinto da un rinomato artista. Siccome avevo bisogno di denaro per pagare dei debiti, ho promesso al Santo di donare un turibolo a una comunità religiosa, nel caso fossi riuscito a vendere il quadro. Quella sera, esattamente una settimana fa, è apparso un compratore che ha pagato per il dipinto una somma al di sopra del prezzo stipulato! Allora, ho comprato il più bel turibolo che ho potuto trovare e sapendo che c'era in città un convento delle Suore di San Giuseppe, ho deciso di fare a loro questo regalo. Io avrei voluto consegnarlo alla suora sacrestana, ma, a causa dell'ora tarda, non è stato possibile. Dopo aver molto insistito, la suora portinaia mi ha dato soltanto il permesso di entrare rapidamente in chiesa e lasciare la mia offerta di fronte alla nicchia del Santo Patriarca.

Mano a mano che il signore parlava, le lacrime scorrevano sul volto della religiosa. Con molta umiltà, lei gli narrò il disastroso episodio della rottura del turibolo e la richiesta che aveva fatto quella sera, una settimana prima, davanti alla statua di San Giuseppe. E, infine, esclamò:

- Non c'è nulla che chiediamo a questo glorioso Patriarca che egli non sia capace di concedere! In verità, se Gesù Si è degnato di essergli sottomesso in questa Terra, come potrà non esaudirlo in Cielo?!

(Rivista Araldi del Vangelo, Marzo/2014, n. 131, pp. 46 - 47 )

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