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Storie per bambini

Il miracolo della miniera

Pubblicato 2014/01/22
Autore : Gaudium Press

In una regione montuosa delle lontane terre europee si ergeva un sontuoso castello, la cui facciata, adornata con magnifici scudi e pinnacoli, corrispondeva bene alla ricchezza di virtù di coloro che vi abitavano

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Non erano passati cinque minuti e udirono un terribile botto! Una parte della montagna era crollata e aveva chiuso l'uscita. Non si poteva far nulla... Nulla?

Suor Maria Tereza dos Santos Lubián, EP

In una regione montuosa delle lontane terre europee si ergeva un sontuoso castello, la cui facciata, adornata con magnifici scudi e pinnacoli, corrispondeva bene alla ricchezza di virtù di coloro che vi abitavano. Era proprietà del buon duca Gregorio, che il popolo stimava molto, non solo per la rettitudine e la giustizia con cui governava il luogo, ma anche per la sua forte fede, carità leale e grande amore alla Sovrana dell'universo, Maria Santissima.

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Entrando o uscendo dalla casa, gli
faceva sempre un inchino

L'invocazione per la quale egli nutriva una speciale devozione era quella della Regina degli Angeli, di cui possedeva una splendida statua di alabastro, posta all'entrata del castello. Era di una bellezza indicibile e, a volte, persino pareva viva, tale la sua espressività. Arrivando o uscendo dalla residenza, il nobile signore le faceva sempre un inchino, salutando la Vergine Celeste, e quando aveva qualche caso complicato da risolvere era là che si dirigeva, per chiederLe consigli e lumi, e agire a piacimento del suo Divino Figlio.

Il duca Gregorio e sua moglie, la duchessa Anna Chiara, organizzavano con frequenza feste in onore della Madre di Dio, non solo per aumentare il proprio amore per Lei, ma anche per trasmetterlo ai loro sudditi. L'evento iniziava con una Messa Solenne, essendo in seguito offerto un generoso banchetto con deliziose prelibatezze, ideato dalla duchessa stessa, che voleva assolutamente seguire personalmente il lavoro culinario, e si prodigava nella decorazione delle sale, illuminandole con candele colorate e fiori profumati, accuratamente sistemati in stupendi vasi di cristallo.

Un giorno di ottobre, quando il vento di nord est era diventato più intenso e le foglie degli alberi cominciavano a cadere copiosamente, il duca volle visitare le famose miniere d'oro della regione, accompagnato dai suoi più valenti cavalieri. Essi cavalcavano bei cavalli di razza, bardati con eleganza. Tuttavia, le piogge autunnali avevano inzuppato la terra, e durante il tragitto questa cedeva con facilità al forte galoppo degli animali.

Non appena giunsero alla prima miniera, scesero da cavallo ed entrarono in una delle gallerie per apprezzare il lavoro intenso dei minatori. Non erano trascorsi cinque minuti, quando si udì un terribile botto... Prima che riuscissero a raggiungere l'uscita della miniera, si fece un'enorme oscurità! Alcuni gridavano, ci furono molti spintoni e si provocò un tremendo tumulto!

Allora si udì la voce sonora del duca che invocava la Regina degli Angeli e il silenzio si ristabilì. Tutti risposero alla giaculatoria e, più tranquilli, poterono verificare quanto accaduto: una parte della montagna era crollata e aveva chiuso l'accesso esterno della galleria. Erano irrimediabilmente imprigionati! Non si poteva fare nulla... Nulla? È chiaro che si poteva! Invocarono la protezione della Madonna, promettendoLe che sarebbero andati in pellegrinaggio fino al Monastero delle Clarisse, che si trovava a vari chilometri di cammino dal castello, se Lei li avesse salvati. Con tutta fiducia cominciarono a pregare e a cantare in lode a Gesù e sua Madre.

Quando se venne a conoscenza la notizia della terribile frana, molti si affliggevano dandoli per morti. La duchessa, però, non perse la calma, perché sapeva a chi ricorrere: alla stessa Madre che era invocata con fervore, in quel momento, dalle vittime dell'incidente. E il primo provvedimento che prese fu quello di cercare il cappellano del castello per chiedergli di celebrare la Messa nell'intenzione che fossero trovati sani e salvi. In seguito, fece iniziare le ricerche nella miniera.

Nel frattempo, una virtuosa monaca del Monastero delle Clarisse, che non sapeva nulla dell'incidente, stando in preghiera riceveva una rivelazione sul luogo esatto in cui si trovavano i sopravvissuti, e le misure da prendere per riscattarli quanto prima.

La buona religiosa cercò la superiora, che subito comprese trattarsi di una grazia mistica, e le due si diressero al castello per trasmettere alla giovane dama il messaggio della Regina degli Angeli. La nobile signora le ricevette con ogni deferenza, poiché quel Monastero godeva della sua speciale protezione, visto che aveva ricevuto nel Battesimo il nome della Santa Fondatrice dell'Ordine e per lei nutriva una grande devozione.

Udito il messaggio, la duchessa decise di andare lei stessa sul posto, accompagnata dalle religiose, che indicarono agli operai il punto in cui scavare.

Trascorse alcune ore, cominciarono a sentire voci che cantavano vigorosamente la Salve Regina! Affrettarono la scavo e, in poco tempo, trovarono il duca e tutta la sua comitiva. La cosa più impressionante, tuttavia, fu che erano contenti, in salute, e persino parevano luminosi, malgrado non vedessero il Sole da quasi tre giorni!

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Il duca e la sua comitiva erano allegri, avevano l’aspetto sano, e sembravano perfino luminosi

Nella contentezza generale, chiesero al duca com'era possibile che fossero in così buono stato, dopo essere rimasti tanto tempo sotterrati. Egli rispose, con veemente entusiasmo, che dovevano tutto a Maria Santissima, poiché Lei, nella sua incommensurabile bontà, non li aveva abbandonati in nessun momento. Poco dopo la frana, avevano scoperto un deposito di cibo sufficiente per alimentarli per alcune settimane... E questo era accaduto nel momento esatto in cui, nel castello, si stava celebrando la Santa Messa!

Meravigliati, manifestarono la loro gratitudine a Dio e a sua Madre Santissima, e, fedeli alla promessa fatta alla gloriosa Vergine, passati alcuni giorni andarono in pellegrinaggio fino al Monastero delle Clarisse. Sempre in azione di grazie, il duca organizzò una mirabile festa - la cui apertura fu ovviamente la Santa Messa -, offrendo un favoloso banchetto per tutto il popolo.

(Rivista Araldi del Vangelo, Gennaio/2014, n. 129, pp. 46 a 47)

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