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Storie per bambini

Non si è mai sentito dire...

Pubblicato 2013/11/04
Autore : Maria Beatriz Ribeiro Matos

Era già notte e Gustavo era esausto: quel giorno era stato difficile. Tuttavia, la stanchezza fisica del giovane non era nulla se comparata al suo deplorevole stato spirituale.

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Gustavo si è sdraiato sulla poltrona e proprio lì si è addormentato. Maria Santissima, tuttavia, ha avuto compassione di quel figlio ingrato e gli ha inviato un sogno...

Maria Beatriz Ribeiro Matos

Era già notte e Gustavo era esausto: quel giorno era stato difficile. Tuttavia, la stanchezza fisica del giovane non era nulla se comparata al suo deplorevole stato spirituale.

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Tutte le sere lei si inginocchiava
davanti all'immagine della
Madonna, avendo al suo
fianco il piccolo Gustavo

Era nato in un piccolo villaggio, in una famiglia cristiana fervente. Ancora bambino, era rimasto orfano di padre, un onesto falegname. A partire da allora, la signora Caterina, sua madre, si dedicò alla sua educazione. Non risparmiava sforzi affinché il bambino diventasse non solo un buon lavoratore in futuro ma, soprattutto, perché fosse un eccellente cattolico. Tutte le sere, quando finiva di lavorare, si inginocchiava davanti all'immagine della Madonna, avendo al suo fianco il piccolo Gustavo, e pregavano insieme, raccomandandosi a Colei che, sempre sollecita, era il porto sicuro in tutte le afflizioni. In questa atmosfera di fatica e fiducia illimitata in Maria Santissima, anche nelle più grandi angosce, crebbe Gustavo.

Quando era nel fiore della gioventù, tuttavia, la sventura batté alla sua porta: Donna Caterina si ammalò gravemente. Con i pochi mezzi che possedevano, fecero tutto il possibile affinché recuperasse, ma fu invano. Era suonato per lei l'istante terribile di rendere conto della sua vita a Dio. Nei suoi ultimi sospiri, quando Gustavo vegliava sconsolato al suo capezzale, lei gli disse:

- Figlio mio, Dio mi chiama a Sé quando hai più bisogno di me. Tuttavia, abbiamo attraversato molte difficoltà insieme e in nessuna di esse la Madonna ci ha abbandonato. A Lei ti affido! So che farà per te molto più di quello che sarebbe in mio potere. Tuttavia, perché la tua povera madre possa morire in pace, ti chiedo di promettermi di non smettere mai di sperare in Lei e di ricorrere a Lei in qualsiasi occasione; e che tutti i giorni, anche se sarai molto stanco o pieno di occupazioni, non smetterai di recitare almeno tre Ave Maria...

Il giovane, piangendo, le garantì che così avrebbe fatto. Dopo aver ricevuto gli ultimi Sacramenti e con il nome di Maria sulle labbra, la buona signora consegnò la sua anima a Dio.

Arrivò allora per il ragazzo inesperto l'ora della prova, del combattimento, che fanno dell'uomo, secondo le sue azioni, un eroe o un infame, un santo o un malvagio. I giorni passarono e Gustavo dovette prendere provvedimenti e lavorare per mantenersi. Come un incoraggiamento, le ultime parole di sua madre lo accompagnavano in ogni momento nei primi mesi della sua assenza, a tal punto da diventare una regola di vita.

Nonostante ciò, stabilizzatasi la sua situazione e placatesi le prime preoccupazioni per la sua sussistenza, il giovane si lasciò trascinare dal vortice mondano, diventando amico di gente avida e avara. La devozione alla Madonna viveva ancora in uno stato agonizzante nell'anima del ragazzo. La sua vita spirituale, nel frattempo, si era ridotta a quasi nulla, solo perché non aveva ancora avuto il coraggio di smettere di recitare le tre Ave Maria.

Gustavo si trovava in questa situazione quella notte. Tornando così tanto stanco dal lavoro, pensava solo a riposare. Passando per la sala, i suoi occhi si posarono per caso sulla piccola immagine che non molto tempo prima tanto lo aveva toccato... Egli pensò: "Pregare... a quest'ora? Oggi non ne ho voglia! Ma... e la mia promessa? Per oggi, non importa! Ho così tanto sonno!...".

Cadde su una poltrona e lì si addormentò.

Maria Santissima, però, ebbe compassione di quel figlio ingrato e gli inviò un sogno. Gustavo vide come la desolazione si spargeva per tutta la Terra: mari e fiumi traboccavano, i vulcani lanciavano fuoco e lava, gli astri cadevano dal firmamento, città intere erano sepolte, le montagne crollavano con un botto assordante e la fame, la guerra, la peste, la miseria e la morte si spargevano per tutti gli angoli della Terra. Era la fine del mondo!

Fu allora che il suono di una tromba si fece sentire, chiamando coloro che dormivano il sonno eterno a comparire davanti al Giudizio Finale. Mentre tutti gli uomini e le donne accorrevano alla Valle di Giosafat, in una nuvola di gloria scendeva l'Uomo- Dio per giudicare i vivi e i morti.

  Edith Petilclerc
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Fu allora che il suono di una tromba si fece sentire,
chiamando coloro che dormivano il sonno
eterno a comparire al Giudizio Finale...

Gesù Cristo mandava gli uni a destra e gli altri a sinistra. Ognuno rispondeva dei propri atti davanti al terribile Giudice: i genitori erano incapaci di salvare i loro figli o i figli, i loro genitori. Gustavo, terrorizzato, si vide tra coloro che sarebbero stati giudicati e capì da che lato sarebbe andato... Alzò gli occhi alla ricerca di aiuto e vide la Santissima Vergine, che lo guardava seria e disgustata.

Nel vedere la sempre così misericordiosa Madre scontenta di lui, il giovane tornò in sé ed esclamò afflitto:

- Signora, Tu che sei l'avvocata e il rifugio dei peccatori, abbi pietà di me! Non si è mai sentito dire che quanti siano ricorsi alla tua protezione, implorato la tua assistenza e reclamato il tuo soccorso, siano stati da Te abbandonati! Non sarò io il primo! Intercedi per me!

In ginocchio e piangendo, si mise a pregare le tre Ave Maria abbandonate. Vide, allora, il volto della Madonna illuminarsi con un sorriso, raccogliere con bontà la sua preghiera e presentarla al suo Divino Figlio.

Gustavo si svegliò di soprassalto!... Il sogno produsse in lui un'impressione tale che, alla mattina, i suoi capelli, prima neri come l'ebano, erano diventati bianchi come la neve. Egli capì che aveva ricevuto un ammonimento da parte di Maria Santissima perché si correggesse e tornasse sul buon cammino. A partire da quel momento fece penitenza e riprese la vita della santità.

(Rivista Araldi del Vangelo, Novembre/2013, n. 127, pp. 46 a 47)

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