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Storie per bambini

Le due monete perdute

Pubblicato 2013/09/10
Autore : Raphaela Nogueira Thomaz

In una pittoresca capanna isolata tra alte montagne risiedeva un'umile famiglia, la cui nobiltà e rettitudine di carattere erano il suo più prezioso tesoro.

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"Portale ai tuoi genitori, che non devono essere ricchi. E di' loro anche che ho un grande desiderio di conoscerli. Una bambina così retta deve avere una famiglia virtuosa".

Raphaela Nogueira Thomaz

In una pittoresca capanna isolata tra alte montagne risiedeva un'umile famiglia, la cui nobiltà e rettitudine di carattere erano il suo più prezioso tesoro. Il signor Gioacchino e la signora Costanza, sua sposa, lavoravano durante la stagione invernale nell'albergo di una stazione sciistica vicina e passavano il resto dell'anno come potevano, traendo alcuni parchi frutti di quella regione benedetta, ma un po' inospitale.

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Un giorno videro approssimarsi un povero
signore vestito con abiti molto consunti

La piccola Margherita, figlia della coppia, aveva già appreso l'importanza che tutti collaborassero, a loro modo, al sostegno della famiglia e, nonostante i suoi 7 anni, non risparmiava gli sforzi per aiutare i genitori.

In contropartita, l'ambiente montanaro faceva sì che si sentissero più vicini al Cielo, portandoli a meditare sull'onnipotenza e bontà di Dio per aver creato tante meraviglie: tramonti di una bellezza magica, ruscelli e cascate incantevoli, prati verde smeraldo punteggiati di fiori dorati e bianchi in primavera, il candido e silenzioso manto di neve in inverno...

Un giorno, mentre lavoravano in albergo, videro approssimarsi alla reception un povero signore vestito con abiti molto consunti chiedendo accoglienza solo per una notte. Sembrava una persona per bene, sebbene di pochi mezzi. Diceva di aver perso la strada e, non avendo denaro per pagare l'alloggio né salute per passare la notte all'aperto in quelle fredde montagne, gli restava solamente la possibilità di chiedere ospitalità per beneficenza.

Il proprietario dell'albergo, il signor Antonio, per un momento si commosse ed era tentato di aiutarlo. Tuttavia, gli vennero in mente alcuni casi recenti, nei quali il suo aiuto a sconosciuti gli aveva arrecato numerose complicazioni, e ritenne più prudente negargli il pernottamento. La signora Costanza, però, discernendo nello sguardo e nella voce la sincerità del forestiero, decise di buon grado di accoglierlo nella sua modesta dimora.

Il giorno dopo, molto presto, mentre l'ospite ancora dormiva, il signor Gioacchino mandò Margherita fino al villaggio a comprar pane e un po' di formaggio fresco per la colazione dell'inattesa visita. Sempre ben disposta a obbedire a una richiesta del padre, lei si mise subito il cappotto, prese i soldi che lui le aveva dato e uscì in gran fretta.

Scese con agilità per le tortuose scorciatoie che così bene conosceva e in pochi minuti giunse all'entrata del villaggio. Tuttavia, avvicinandosi alla panetteria, si accorse che in tasca non c'erano più le due monete che aveva portato per pagare le compere. Senza altra reazione se non l'imbarazzo e lo stupore, si mise a piangere sconsolata. Come aveva potuto distrarsi, perdendo quel denaro, frutto dell'arduo lavoro di suo padre?!

Era così rattristata che non vide avvicinarsi a lei un rispettabile signore ben imbacuccato, con un cappotto scuro. Dopo averla fissata benevolmente per alcuni istanti, le chiese la causa della sua afflizione, e Margherita, con voce ansimante, gli spiegò l'accaduto.

- Bambina, non piangere per così poco! - le disse lo sconosciuto - Ecco qui le due monete uguali a quelle che hai perso. Prendi e va subito a svolgere la commissione per tuo padre.

- Signore, io le accetto perché non ho altra scelta, ma sono povera e non ho nulla da darle in cambio. Chiederò a Gesù che la ricompensi con la sua benedizione, quando reciterò oggi pomeriggio il rosario con la mamma.

- Fai molto bene a pregare il rosario con la tua famiglia. Vi raccomanderò in modo speciale ora nella Messa, e lo farò anche nei prossimi giorni.

Solo allora Margherita notò la veste che il suo benefattore vestiva sotto il cappotto e comprese che si trattava di un ministro di Dio. Certamente era il nuovo parroco, che da tanto tempo aspettavano nel villaggio... E, a quanto pare, la lunga attesa aveva valso molto la pena!

Mentre il sacerdote si allontanava lentamente, Margherita, raggiante di gioia, corse alla panetteria con le monete ben strette nelle sue manine. Chiese il pane e il formaggio fresco, e si avviò verso casa veloce, timorosa di ritardare troppo la colazione.

Edith Petitclerc
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"Bambina, non piangere per così poco!
Ecco qui le due monete uguali a
quelle che hai perso"

Giunta al sentiero del bosco, già sul cammino di casa, vide qualcosa che brillava sulla neve. Erano le due monete perdute! Senza esitare, tornò leggera al villaggio e le offrì al prete, che già si trovava nella sua nuova chiesa, raccontandogli come le aveva trovate.

Edificato per l'integrità della bambina, si rifiutò di accettarle e disse:

- Portale ai tuoi genitori, che non devono essere ricchi. A me non servono. E di' loro che ho un gran desiderio di conoscerli. Una bambina così retta deve avere una famiglia molto virtuosa.

Imbarazzata per l'inatteso elogio, la bambina arrossì, e tornò a casa in fretta.

Quando giunse, il papà la aspettava preoccupato per il suo ritardo. Stringendola fra le braccia ascoltò ammirato tutto l'accaduto. La signora Costanza e l'ospite ascoltavano con attenzione le parole della bambina.

- Che gioia sapere che abbiamo ora un nuovo parroco! - affermò la signora.

- Deve essere, senza dubbio, don Serafino, un sant'uomo di Dio - ribatté il visitatore, con sicurezza.

Tutti si volsero sorpresi verso di lui, che aggiunse:

- Sono il suo sacrestano. Quando stava per trasferirsi di parrocchia, gli ho chiesto l'autorizzazione di andare a far visita alla mia famiglia per alcuni giorni, ma mi sono completamente perso durante il viaggio, per questo sono capitato qui. E stavo ormai quasi rinunciando a scoprire il luogo dove lui ora si trova! Se il signor Gioacchino non avesse mandato Margherita a comprare il pane e lei non avesse perso le monete, forse non lo avrei mai trovato!

Dopo l'allegra convivialità della colazione, la coppia, la bambina e il sacrestano scesero insieme al villaggio. Conobbero don Serafino, ricevettero la sua benedizione e, da quel giorno, si stabilì tra il buon sacerdote e la famiglia, uno speciale vincolo di affetto.

(Rivista Araldi del Vangelo, Settembre/2013, n. 125, pp. 46 - 47)

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