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Parola del Pastori

Con la forza dello Spirito Santo

Pubblicato 2013/07/18
Autore : Cardinale Tarcisio Bertone, SDB

In questo incomparabile ambiente della cattedrale compostelana, vi saluto con le parole del Santo di Assisi: "Che il Signore vi dia la pace".

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Con la forza dello Spirito Santo

Non è facile la vocazione e la missione del nuovo Arcivescovo. Mi azzardo, anzi, a dire che sarebbe impossibile se Fra José si appoggiasse soltanto alle proprie forze. Ma lui non è solo ...

Cardinale Tarcisio Bertone, SDB
Segretario di Stato di Sua Santità

In questo incomparabile ambiente della cattedrale compostelana, vi saluto con le parole del Santo di Assisi: "Che il Signore vi dia la pace". Mi rivolgo con particolare affetto al nostro caro fratello Fra José Rodríguez Carballo, finora Ministro Generale dell'Ordine Francescano dei Frati Minori, nominato da Sua Santità, Papa Francesco, Arcivescovo Titolare di Belcastro e Segretario della Congregazione per la Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, e che fra poco, con l'imposizione delle mani e la preghiera di consacrazione, diventerà un successore degli Apostoli. [...]

 Fotos: www.pastoralsantiago.org
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"Come Vescovo, sii fedele all'insegnamento apostolico, che sei chiamato a trasmettere
integralmente, con la tua vita e la tua parola"

Il Cardinale Bertone impone la mitra al nuovo Arcivescovo

Con l'imposizione delle mani, diventi totalmente del Signore

È così grande il mistero che tu, José, vivrai fra pochi istanti e col quale riceverai la pienezza del sacerdozio e sarai incorporato per sempre al Collegio Episcopale che, nel momento più solenne della tua ordinazione, la parola umana ammutolisce. Tu, e con te tutti noi, in silenzio ci raccogliamo in Dio, la cui mano si estende su di te per farti suo e ti copre per proteggerti. Se con la professione religiosa nell'Ordine Francescano, quando avevi appena 18 anni, hai smesso di appartenere a te stesso e sei diventato proprietà del Signore, ora, con l'imposizione delle mani nella tua ordinazione episcopale, diventi totalmente del Signore, che ti ha conosciuto e scelto dal seno materno (cfr. Ger 1, 5). [...]

Nel tuo caso, per volontà di Papa Francesco, sei chiamato ora a collaborare con il Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, affinché i consacrati - in fedeltà creativa a Gesù, al proprio carisma e all'uomo di oggi - possano continuare a scrivere una grande storia della vita della Chiesa e al servizio dell'umanità. Stimola, in ogni momento, la vita religiosa e consacrata a passare dal bene al meglio, guardando con gratitudine il passato, abbracciando con speranza il futuro e vivendo con entusiasmo il presente.

Sii fedele, prudente e generoso

Per portare a termine un così bel proposito, considera, in primo luogo, che "quanto si richiede negli amministratori è che ognuno risulti fedele" (I Cor 4, 2). Come Vescovo, sii fedele all'insegnamento apostolico, che sei chiamato a trasmettere integralmente, con la tua vita e la tua parola, in piena comunione con il Successore di Pietro. Sii fedele al dono di Dio che c'è in te e che deve essere costantemente rinnovato, come chiede l'Apostolo (cfr. II Tim 1, 6). Sii fedele alla missione che Papa Francesco ti ha ordinato. Ti ha affidato un grande tesoro, il tesoro della vita religiosa e consacrata, essenziale nella vita e nella missione della Chiesa, perché "fu voluta da Gesù stesso come porzione irremovibile della sua Chiesa" (Benedetto XVI. Udienza ai Vescovi del Brasile, 5/11/2010).

In secondo luogo, il Vescovo, in quanto servo, deve anche essere prudente. Prudente è chi non giudica secondo le apparenze o i capricci, ma cerca la verità e le dà il primato nella sua vita. In quanto Vescovo, devi sentirti "mendicante della verità". Cerca sempre la verità, lasciati plasmare dalla Verità che è Cristo, agisci conformemente ad essa, e la verità ti farà sperimentare la vera libertà (cfr. Gv 8, 32).

La terza caratteristica della vita di un Vescovo, in quanto servitore, è la bontà. Nel senso pieno della parola, solo Dio è buono (cfr. Mc 10, 18). Come recita San Francisco in una delle sue più note preghiere, Egli è "il Bene, tutto il Bene, il sommo Bene", il Bene per eccellenza, la Bontà personificata. Il servo - nel nostro caso, il Vescovo - sarà buono nella misura in cui la sua vita sarà tutta orientata verso Dio, unito interiormente al Dio vivo e vero, mediante una relazione personale e un'intensa vita di orazione.

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"Fra José dice oggi come la Santissima
Vergine: ‘Eccomi, avvenga di me quello
che hai detto'"

Due diaconi sostengono il libro dei
Vangeli sopra il capo dell'eletto mentre è
proferita la Preghiera di Ordinazione

Imploriamo i doni dello Spirito

Stiamo celebrando la Solennità di Pentecoste, festa dello Spirito, che confessiamo come Signore e datore della vita. Imploriamo oggi i suoi doni alla Chiesa e particolarmente a Fra José Rodríguez Carballo. Chiediamo allo Spirito per il nuovo Arcivescovo il dono della Sapienza, perché discerna quello che è di Dio e ciò che Gli è contrario; il dono dell'Intelletto, perché sappia interpretare i segni dei tempi e trovare la risposta evangelica adeguata; il dono del Consiglio, affinché parli sempre per Dio, e a partire da Lui dica una parola di speranza agli uomini e donne di oggi; il dono della Fortezza affinché sia testimone di Cristo e del suo Vangelo, con fedeltà e dedizione totale per tutta la vita; il dono della Scienza perché penetri nei segreti del Signore e sappia comunicarli con semplicità e profondità; il dono del Timore, affinché si allontani sempre da quanto sia contrario alla volontà del Signore; il dono della Pietà, affinché mantenga per tutta la vita una relazione filiale e fiduciosa con Dio, il Padre di misericordia.

Non è facile la vocazione e missione del nuovo Arcivescovo. Mi azzardo, anzi, a dire che sarebbe impossibile se Fra José si appoggiasse soltanto sulle proprie forze. Ma lui non è solo. Il Signore, che gli ha dato la grazia di nascere ed essere educato in una famiglia profondamente cristiana, e lo ha invitato dalla sua infanzia a seguirLo da vicino, nella vita francescana, continua ad amarlo e a seguirlo.

Fra José sa, poiché lo ha sperimentato molte volte nella sua vita, che "a Dio niente è impossibile" (Lc 1, 37). Sa, inoltre, che lo Spirito che oggi Si sparge su di lui, viene in aiuto della sua debolezza, come affermava San Paolo nella seconda lettura. Per questo, sapendo in chi ha riposto la sua fiducia (cfr. II Tim 1, 12), come attesta il suo motto episcopale, con rinnovata consegna al Signore, Fra José ha detto oggi come la Santissima Vergine: "Eccomi, avvenga di me quello che hai detto" (Lc 1, 38). Non temere, Fra José. Conta sulla nostra orazione e su quella di migliaia e migliaia di consacrati. Conta, soprattutto, sulla forza dello Spirito Santo.

(Passi tratti dall'Omelia del 18/5/2013. Traduzione: Araldi del Vangelo. Testo integrale in: www.vatican.va)

(Revista Arautos do Evangelho, Luglio/2013, n. 123, p. 38 - 39)

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