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Storie per bambini

Chissà se ritorna...

Pubblicato 2013/07/17
Autore : Maria Beatriz Ribeiro Matos

Una tempesta si formava all'orizzonte. Quei giorni erano stati particolarmente caldi nella soffocante estate giapponese.

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Fumiko, dal suo nascondiglio, tremò nell'ascoltare la voce di colei cui tante volte aveva fatto orecchie da mercante. Una lotta cominciò nella sua anima tra il bene e il male...

Maria Beatriz Ribeiro Matos

Una tempesta si formava all'orizzonte. Quei giorni erano stati particolarmente caldi nella soffocante estate giapponese. Le piantagioni erano secche e la pioggia sarebbe stata la benvenuta. Tuttavia, la burrasca che si avvicinava appariva minacciosa. E quanto succedeva nella natura sembrava simboleggiare quello che succedeva alla famiglia di Shinju...

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Il signor Akira Shinju presiedeva la società familiare che coltivava le famose perle

Essa apparteneva a un antico lignaggio di commercianti di perle, nota in tutto il paese per la sua onestà. Il signor Akira Shinju era un padre esemplare e generoso nei confronti dei suoi impiegati, anche se sapeva essere giusto e severo quando era necessario. Presiedeva la società familiare che coltivava le famose perle, ed era amato da tutti. Sua moglie, la signora Kazumi, non si lasciava vincere in generosità, soprattutto nei confronti dei più miserabili. Vivevano in una casa sontuosa ereditata dai loro antenati, che era l'orgoglio della coppia.

Tuttavia, un'ombra aleggiava sulla famiglia...

Anche se il clan degli Shinju era molto numeroso, il signor Akira e la signora Kazumi avevano un solo figlio, Fumiko, cui avevano dedicato tutto il loro affetto, mettendocela tutta per indirizzarlo sulla via del bene. Più che maestri, egli aveva nei genitori un esempio da seguire. Quando era bambino, si sarebbe detto che non avrebbe mai smesso di essere un degno membro della sua stirpe: dedito e obbediente, la sua gioia risiedeva nell'indovinare la volontà paterna e compierla, ancor prima di ricevere qualche ordine.

Sfortunatamente, il bambino era cresciuto in altezza, ma non in virtù... La madre cominciò a notare, sconsolata, che il suo comportamento si distanziava, ogni giorno, dalle vie della rettitudine. In casa, diventò silenzioso e indifferente. Molte volte lei tentò di aprirgli gli occhi, senza riuscirci.

Dalla debolezza alla malvagità il percorso non fu molto lungo. Frequentando cattive compagnie, la sua anima diventò fragile e affondò poco a poco nel vizio.

Questa cattiva condotta gli attirò l'inimicizia di tutta la famiglia. I Shinju che erano sempre stati orgogliosi della loro storia ed erano molto rispettati, vedevano il loro nome macchiato da uno dei loro membri. Diventava urgente prendere qualche provvedimento. Il signor Akira era serio, poiché sapeva che un castigo era meritato. Egli aveva ammonito il figlio, ma questi rideva, dicendo che chi comandava in casa ora era lui. Il vecchio padre, affermava, era diventato incapace di amministrare i beni e avrebbe agito meglio se lo avesse lasciato in pace. Chi avrebbe avuto dubbi nell'affermare che era necessaria una punizione?

Fu fissata, allora, una riunione, alla quale parteciparono tutti i membri della famiglia ad eccezione del colpevole, per decidere cosa fare del ragazzo. Arrivato il giorno, si riunirono in casa del signor Akira, che tanti ricordi risvegliava in tutti. Non era possibile che perfino quel venerabile edificio diventasse eredità dell'ingrato! Sarebbe stato troppo! Tutti furono unanimi nel prendere una drastica decisione: Fumiko sarebbe stato espulso dalla famiglia e spogliato di tutti i suoi privilegi, ricchezze, affari e perfino del suo nome. Avrebbero chiamato il notaio per redigere il documento con cui lo avrebbero diseredato.

Gli Shinju non sapevano che al piano di sopra, pieno di odio, qualcuno li ascoltava... e rimuginava una vendetta.

La settimana seguente, tutti si riunirono con il notaio per ufficializzare quanto deciso. Soddisfatti perché sarebbe stata fatta giustizia, si sedettero intorno al tavolo del salone, dove sarebbe stato firmato il documento Il giovane, senza essere visto, osservava tutto da dietro le tende, pensando a come dare meglio sfogo alla sua ira...

Solennemente e silenziosamente, il documento passò di mano in mano. Tutti erano seri, coscienti della gravità dell'atto. Inoltre, sapevano che per il signor Akira e per la signora Kazumi quello non era un momento facile. A capotavola era seduto il padre, la moglie alla sua destra, ed entrambi sarebbero stati gli ultimi a firmare. Alla fine, il documento fu loro consegnato e... con sorpresa di tutti, la signora Kazumi si alzò e si mise in ginocchio davanti al marito.

- O sfortunato padre - esclamò -, che giustamente e irrimediabilmente firmi la condanna del tuo stesso figlio! So che il castigo è meritato per via del suo comportamento disonesto. Tuttavia, abbi pena di una povera madre che geme per suo figlio. E se tornasse sulla buona strada? Se non gli puoi dare questa possibilità senza umiliare il buon nome della nostra famiglia, allora la chiedo per me, che sono sua madre! Quello che a lui non concederai mai, a me non lo puoi negare.

Fumiko, dal suo nascondiglio, tremò nell'ascoltare la voce di colei cui tante volte aveva fatto le orecchie da mercante. Una lotta cominciò nella sua anima tra il bene, che ancora esisteva latente, e il male che imperava... Avrebbe esitato a lasciarsi condurre dalla misericordia della madre, preferendo le passioni che anche allora lo trascinavano? Il salone era immerso in un silenzio tombale e la signora Kazumi aspettava, afflitta, la decisione del marito.

Intenerito dal sole della bontà materna, il cuore di pietra del ragazzo si trasformò in cuore di carne! Uscendo da dietro la tenda, si lanciò ai piedi dei genitori e piangendo esclamò:

Edith Petitclerc
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“Se non gli puoi dare questa possibilità senza umiliare il buon nome della nostra
famiglia, allora la chiedo per me, che sono sua madre!”

- Padre, non merito più di essere chiamato tuo figlio. Andrò lontano, perché la mia presenza non macchi il buon nome degli Shinju. Ma non lo farò senza prima aver sentito dalle tue labbra che sono stato perdonato!

Padre e figlio si abbracciarono commossi. Il giovane Fumiko rimase nella casa paterna, cambiando completamente vita e diventando il successore del padre negli affari e la perla della famiglia.

* * *

Qualcosa di simile succede ad alcuni di noi. Diventati figli ribelli e peccatori, rimaniamo sordi per lungo tempo alla voce della grazia. Ma a un certo punto delle nostre vite, la Madonna chiede clemenza a Dio per noi ed Egli sospende il giusto castigo che ci aveva preparato, dandoci un'altra opportunità. Siamo grati a Lei per questo incommensurabile beneficio e scegliamo sempre il cammino del bene e della virtù verso cui ci conduce la Madre di Misericordia.

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