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Storie per bambini

Le Rose di Gerico

Pubblicato 2013/05/08
Autore : Mary Teresa MacIsaac

Era una notte fredda. Le stelle brillavano intensamente nel firmamento e la Luna gettava la sua luce vellutata sulla città di Betlemme, avvolta in un profondo silenzio. Illuminata dal chiaro di luna, una figura argentea emergeva tra le ombre

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Ecco un bel simbolo dell'anima che ripone la sua fiducia in Dio, da esser ricordato nel periodo pasquale che celebriamo con la Santa Chiesa.

Mary Teresa MacIsaac

Era una notte fredda. Le stelle brillavano intensamente nel firmamento e la Luna gettava la sua luce vellutata sulla città di Betlemme, avvolta in un profondo silenzio. Illuminata dal chiaro di luna, una figura argentea emergeva tra le ombre. Era un uomo di età matura che guidava una mula, sulla quale cavalcava con eleganza una giovane signora col suo figlio piccolo in braccio.

Seguendo per la strada che contornava internamente le mura di Davide, subito arrivarono a una vecchia porta che conduceva all'esterno. Giuseppe, il capo di questa famiglia, si fermò per un momento e disse a sua moglie, Maria:

Storia per bambini.jpg
Gerico riceveva ora non più le folle
di Giosuè, ma l’Uomo-Dio, che si
presentava come un tenero
bambino seduto in braccio
a sua madre…

- Non abbiamo tempo da perdere. Se sei d'accordo, avanzeremo senza fermarci fin dove ci sarà possibile fino al tramonto. Erode ha già decretato la morte di tutti i bambini della circoscrizione, e il suo ordine deve esser eseguito senza indugio.

Maria fece un profondo inchino di assenso e aggiunse con nobile espressione di tristezza:

- Il viaggio in Egitto sarà molto lungo. Sto facendo il possibile, mio amato sposo, affinché il Bambino non soffra durante il percorso. La strada fino a Gerico è tortuosa e molto arida. Gesù dorme ben protetto da fini coperte. Viaggiamo senza soprassalti, ti prego, affinché il suo sonno sia tranquillo e prolungato.

Con verginale delicatezza, la Madonna sollevò il tessuto che copriva il volto del Bambino addormentato ed entrambi Lo adorarono in silenzio prima di partire.

Dopo alcune ore di percorso, il Sole si faceva sentire inclemente. Il vento, invece di portare frescura, trascinava la sabbia fastidiosa. La giornata fu ardua: attraversarono val li sterili e colline sprovviste di vegetazione, punteggiate da rocce risecchite. A un certo momento, la strada cominciò a scendere e apparve da lontano Gerico, come una fertile e verdeggiante oasi.

La vista della storica città fece venire in mente a Maria il miracolo lì operato dall'Altissimo, quando le trombe di Giosuè demolirono le mura e diedero la vittoria al popolo giudeo. Molti secoli erano passati da quando per sette giorni essi circondarono quelle massicce pareti, con i sacerdoti in testa, portando l'Arca dell'Alleanza.

Gerico riceveva ora, però, non più le folle di Giosuè, ma l'Uomo Dio, che si presentava come un tenero bambino seduto in braccio a sua madre... Quanto profondi erano tutti questi misteri!

Quando giunsero, la sera era già calata. Le porte della città erano chiuse e certamente non sarebbero
state aperte per accogliere una famiglia di umili viandanti... Giuseppe decise, allora, che avrebbero riposato proprio lì, ai margini di un palmeto. Il terreno era arido, ma non era lontano dal Giordano, dove potevano prelevare acqua per rinfrescarsi.

L'occidente, in quel momento, assunse colorazioni fiabesche. A mano a mano che il cielo alternava il celeste al lillà, il lillà al dorato e il dorato al blu scuro, la natura sembrava rallegrarsi. Al contrario di quello che ci si sarebbe aspettato, i campi che circondavano Gerico rinverdivano man mano che le luci diventavano più tenui. Fiori sbocciavano in pieno crepuscolo, uccelli continuavano ancora a cantare e una brezza leggera, questa volta fresca e confortante, agitava i capelli dorati del Bambino Gesù, che si compiaceva battendo le manine e sorridendo gioiosamente.

Una volta che Giuseppe ebbe scelto il luogo per il riposo, Maria si dispose a scendere dalla cavalcatura. Sorresse il Figlio con delicatezza e appoggiando il piede sulla terra risecchita sentì una gradevole e soffice frescura. Nell'esatto luogo che aveva calpestato era cresciuto un ciuffo di delicate foglie verdi che sembrava dar loro, a Lei e al Bambino, il benvenuto in quella terra. Altri ciuffi simili punteggiavano graziosamente l'area scelta da Giuseppe per accamparsi.

   Edith Petitclerc
Storia per bambini_1.jpg
Sorresse il Figlio con delica-
tezza e appoggiando il piede
sulla terra arida sentì una
gradevole e soffice
frescura

Da dove erano uscite quelle piantine di un verde così lucido e brillante? Alcuni minuti prima, su quella terra biancastra non c'era il minimo segno di vita. C'erano solo alcune palle raggrinzite di foglie secche, portate dal vento da lontano. Erano le cosiddette Rose di Gerico, piante misteriose che, anche se possono apparire morte da anni, sono in grado di rinascere a contatto con l'acqua.

Quello che successe lì, però, fu qualcosa di straordinario. Impazienti di prestare omaggio al loro Creatore - si direbbe anche indignate dalla crudeltà di Erode -, quelle piantine si affrettarono a rivivere per accogliere, verdeggianti, il Dio Incarnato e sua Madre Santissima. E durante tutta la vita terrena del Salvatore, esse continuarono a segnare con la loro frescura il luogo dove la Sacra Famiglia aveva sostato quella notte, come testimonianza della gioia della natura per la venuta di Dio in questo mondo.

Tuttavia, passarono gli anni e Gesù morì sulla Croce, consegnando- Si al Padre come vittima per i nostri peccati. Le rose di Gerico, allora, seccarono e morirono con Lui. Quando, dopo tre giorni, Cristo resuscitò trionfando sulla morte e aprendo per noi le porte del Cielo, con Lui rinacquero quelle semplici piante, simbolizzando il gaudio della natura per la Risurrezione del Signore.

Da quel giorno, le rose di Gerico diventarono un bel simbolo dell'anima che depone la sua fiducia in Dio. Col Battesimo l'anima nasce alla vita divina, sbocciando ai piedi di Maria, Mediatrice di tutte le grazie. Più tardi, si sviluppa, produce il meglio di se stessa e raggiunge la sua pienezza, prima di cadere nelle grinfie della morte, implacabile nemica dell'essere umano. È in quest'ora di apparente sconfitta che tutto sta per ricominciare, poiché la grazia depositata nel suo intimo si trasformerà in germe di gloria, che brillerà folgorante quando il corpo risorgerà nell'ultimo giorno. Allora si vedrà la realizzazione delle parole del Salvatore: "Io sono la Risurrezione e la Vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà..." (Gv 11, 25).

(Revista Arautos do Evangelho, Maggio/2013, n. 121, p. 46 - 47)

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