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Parola del Pastori

Strappate i cuori!

Pubblicato 2013/04/16
Autore : Cardinale Jorge Mario Bergoglio, SJ

Ci abituiamo poco a poco ad ascoltare e a vedere, attraverso i mezzi di comunicazione, la cronaca nera della società contemporanea, presentata con tripudio quasi perverso,

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Nel suo ultimo messaggio quaresimale da Arcivescovo di Buenos Aires, Papa Francesco ci invita a convertire i cuori alla stessa santità di Dio.

Cardinale Jorge Mario Bergoglio, SJ
Arcivescovo di Buenos Aires

Ci abituiamo poco a poco ad ascoltare e a vedere, attraverso i mezzi di comunicazione, la cronaca nera della società contemporanea, presentata con tripudio quasi perverso, e ci abituiamo anche a toccarla e sentirla intorno a noi e nella nostra stessa carne.

Il dramma è nella strada, nel quartiere, a casa nostra e - perché no? - nel nostro cuore. Conviviamo con la violenza che uccide, che distrugge famiglie, attizza guerre e conflitti in tanti paesi del mondo. Conviviamo con l'invidia, l'odio, la calunnia, la mondanità nel nostro cuore. La sofferenza degli innocenti e dei pacifici non smette di schiaffeggiarci; non è lungi da noi il disprezzo dei diritti degli individui e dei popoli più deboli; l'impero del denaro - con i suoi demoniaci effetti come la droga, la corruzione, il traffico di persone, anche di bambini, insieme alla miseria materiale e morale - è moneta corrente. Si uniscono a questa sinfonia anche la distruzione del lavoro degno, le dolorose emigrazioni e la mancanza di futuro.

Possiamo fare qualcosa di fronte a questa situazione?

Non restano fuori da questo grande panorama nemmeno i nostri errori e peccati come Chiesa. Gli egoismi più particolari giustificati, e non per questo minori, la mancanza di valori etici in una società, che getta metastasi nelle famiglie, nella convivenza dei quartieri, abitati e città, ci parlano della nostra limitatezza, della nostra debolezza e della nostra incapacità di poter trasformare questa innumerevole lista di realtà distruttrici.

L'inganno dell'impotenza ci induce a pensare: Ha senso cercare di cambiare tutto questo? Di fronte a tale situazione, possiamo fare qualcosa? Vale la pena tentare, se il mondo prosegue la sua danza carnevalesca, mascherando tutto in un momento? Tuttavia, quando cade la maschera, appare la verità e - sebbene a molti sembri anacronistico dirlo - riappare il peccato che ferisce la nostra carne con tutta la sua forza distruttiva, storcendo i destini del mondo e della Storia.

Invitati a intraprendere un cammino pasquale verso la Vita

La Quaresima si presenta a noi come grido di verità e di sicura speranza che viene a risponderci che sì, che è possibile non truccarci e inscenare sorrisi finti di plastica, come se nulla accadesse. Sì, è possibile che tutto sia nuovo e differente, perché Dio continua a essere "ricco di bontà e misericordia, sempre disposto a perdonare" e ci anima a ricominciare ripetute volte. Oggi siamo nuovamente invitati a intraprendere un cammino pasquale verso la Vita, cammino che include la croce e la rinuncia, che sarà scomodo, ma non sterile. Siamo invitati a riconoscere che qualcosa non va bene in noi stessi, nella società o nella Chiesa, a cambiare, a fare un guizzo, a convertirci.

L’Osservatore Romano
cardinale_jorge_mario_bergoglio_joao_paulo_ii.jpg
Il Cardinale Jorge Mario Bergoglio riceve il berretto cardinalizio dalle
mani del Beato Giovanni Paolo II il 21/2/2001

In questo giorno, sono forti e ci sfidano le parole del profeta Gioele: "Strappate il vostro cuore, non le vesti, convertendovi al Signore vostro Dio". Sono un invito a tutto il popolo, nessuno è escluso.

Strappate il cuore, non le vesti di una penitenza artificiale senza garanzie di futuro.

Strappate il cuore, non le vesti di un digiuno formale e di una mera cortesia che continua a mantenerci soddisfatti.

Strappate il cuore, non le vesti di una preghiera superficiale ed egoista che non raggiunge le viscere della stessa vita per lasciarla toccare da Dio.

Strappate i cuori per dire con il Salmista: "Pecchiamo". "La ferita dell'anima è il peccato: O povero ferito, riconosci il tuo Medico! MostraGli le piaghe delle tue colpe. E siccome a Lui non sono occulti i nostri segreti pensieri, faGli sentire il gemito del tuo cuore. MuoviLo a compassione con le tue lacrime, la tua insistenza: importunaLo! Che Egli ascolti i tuoi sospiri, che il tuo dolore arrivi a Lui in modo che possa, alla fine, dirti: il Signore ha perdonato il tuo peccato" (San Gregorio Magno). È questa la realtà della nostra condizione umana. Questa è la verità che può approssimarci all'autentica riconciliazione... con Dio e con gli uomini. Non si tratta di togliere valore all'autostima, ma di penetrare nel più profondo del nostro cuore e prendere nella debita considerazione il mistero della sofferenza e il dolore che ci lega da secoli, migliaia di anni... da sempre.

Strappate i cuori per poterci guardare, attraverso questa crepa, davvero.

Strappate i cuori, aprite i vostri cuori, perché solamente in un cuore strappato e aperto può entrare l'amore misericordioso del Padre che ci ama e ci cura.

Strappate i cuori, dice il profeta, e Paolo ci chiede quasi in ginocchio: "Lasciatevi riconciliare con Dio". Cambiare la maniera di vivere è il segno e il frutto di questo cuore smarrito e riconciliato da un amore che ci domina.

È questo l'invito, a fronte di tante ferite che ci pregiudicano e possono portarci alla tentazione di indurirci: Strappate i cuori per sperimentare nella preghiera silenziosa e serena la soavità della tenerezza di Dio.

Strappate i cuori per sentire questa eco di tante vite traviate, e che l'indifferenza non ci lasci inerti.

Strappate i cuori per poter amare con l'amore con il quale siamo amati, consolare con la consolazione con la quale siamo consolati e condividere quello che riceviamo.

Questo tempo liturgico che oggi la Chiesa inizia non è soltanto per noi, ma anche per la trasformazione della nostra famiglia, della nostra comunità, della nostra Chiesa, della nostra patria, del mondo intero. Sono quaranta giorni per convertirci alla stessa santità di Dio, trasformarci in collaboratori che ricevono la grazia e la possibilità di ricostruire la vita umana affinché ogni uomo sperimenti la salvezza che Cristo ci ha conquistato con la sua Morte e Resurrezione.

Un gesto efficace che allevi il dolore

Insieme alla preghiera e alla penitenza, come segno della nostra fede nella forza della Pasqua che tutto trasforma, disponiamoci anche a iniziare, come negli anni scorsi, il nostro "Gesto quaresimale solidale". Come Chiesa a Buenos Aires che avanza verso la Pasqua e crede che il Regno di Dio sia possibile, abbiamo bisogno che, dai nostri cuori dilacerati dal desiderio di conversione e dall'amore, sbocci la grazia e fiorisca il gesto efficace che allevi il dolore di tanti fratelli che camminano con noi. "Nessun atto di virtù può esser grande se da esso non decorre anche giovamento per gli altri... Così, infatti, per quanto tu passi il giorno nel digiuno, per quanto tu dorma sul suolo duro e mangi cenere, e sospiri senza sosta, nulla fai di grande se non fai il bene agli altri" (San Giovanni Crisostomo).

Quest'Anno della Fede che percorriamo è anche l'occasione data da Dio per crescere e maturare nell'incontro con il Signore che Si fa visibile nel volto sofferente di tanti bambini senza futuro, nelle mani tremanti degli anziani abbandonati e nelle ginocchia vacillanti di tante famiglie che continuano ad affrontare la vita senza incontrare chi le sostenga.

Vi auguro una santa Quaresima, penitenziale e feconda Quaresima, e vi chiedo, per favore, di pregare per me. Che Gesù vi benedica e la Santa Vergine vi custodisca.

(Messaggio quaresimale, 10/2/2013 - Traduzione: Araldi del Vangelo)

(Revista Arautos do Evangelho, Aprile/2013, n. 120, p. 38 - 39)

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