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Storie per bambini

Dio ti vede!

Pubblicato 2013/04/05
Autore : Suor Juliane Vasconcelos Almeida Campos, EP

L'edificio che ospitava il convento situato fra le montagne, era imponente e grandioso, sembrava più un castello di Dio. E questo non pregiudicava per niente lo spirito di povertà delle virtuose monache che vi abitavano

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Nell'aprire l'ultimo armadio, che gioia! C'erano le mele! Guardò intorno, per assicurarsi di essere solo, e rimase in punta di piedi fino a prenderne una...

Suor Juliane Vasconcelos Almeida Campos, EP

L'edificio che ospitava il convento situato fra le montagne, era imponente e grandioso, sembrava più un castello di Dio. E questo non pregiudicava per niente lo spirito di povertà delle virtuose monache che vi abitavano. Al contrario, raccolte e totalmente dedite alla preghiera, nella più perfetta osservanza alla regola del loro Ordine, il panorama e l'ambiente le aiutavano ad approssimarsi al Creatore, poiché sapevano che tutto concorreva alla Sua gloria, per la quale vivevano.

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Non appena poteva, sgattaiolava
col suo cucciolo Faru a giocare
vicino al muro del convento

Lavoravano la terra, mangiavano quello che coltivavano e vendevano dolci fatti con la frutta che produceva il loro generoso frutteto. Erano famose le mele del convento. Tutti gli abitanti della regione commentavano che mai se n'erano viste altre di più belle e saporite.

Nelle vicinanze viveva Edoardo con il nonno, cui dava una mano nella sua carpenteria. Egli si sognava le mele delle religiose... Non appena poteva, sgattaiolava col suo cucciolo Faru a giocare vicino al muro del convento e tentava di scoprire dov'era il frutteto. Aveva la speranza di trovare qualche frutto caduto per terra.

Aveva già fatto la Prima Comunione e sapeva bene che non poteva prendere nient'altro. Ma se la mela fosse stata fuori dal muro non avrebbe avuto più un padrone... Il cane fiutava dappertutto, il bambino cercava e cercava, e non trovarono mai nulla!

Un pomeriggio, però, mentre perlustravano la zona intorno al convento, si aprì lentamente il suo immenso portone di legno.

- Faru - disse Eduardo al cucciolo -, si arrabbieranno con noi perché stiamo qui? Impaurito, egli guardava verso quella porta così grande e consumata dal tempo, nell'attesa di quello che sarebbe successo. Apparve, allora, la suora portinaia, ormai di una certa età e di benevola fisionomia:

- Buon giorno, piccolo mio! Come ti chiami?

- Buon giorno, madre! - rispose - Il mio nome è Edoardo. E lei, come si chiama?

- Sono Suor Maria di Gesù... ti vedo sempre giocare qui intorno col tuo cagnolino. Abiti qui vicino?

- Bau, bau, bau! - abbaiò Faru, scuotendo la coda amichevolmente, percependo di essere stato nominato.

- Quieto, Faru! - lo sgridò il bambino. E, rivolgendosi alla monaca, continuò:

- Sì, abito qui vicino con mio nonno, che è carpentiere.

- Carpentiere?! Da tanto ne cerchiamo uno, per sistemare diversi mobili delle sale e del refettorio. Pensi che tuo nonno potrebbe farlo? Se fosse possibile, chiederemo le debite autorizzazioni al Signor Vescovo, affinché possa entrare nella nostra clausura e lavorare.

- Parlerò con lui. Penso che potrebbe, certo. Solo che anch'io dovrei entrare, perché sono il suo principale aiutante...

- Non è un problema, chiediamo l'autorizzazione per un ragazzino in più - disse la religiosa.

Il bambino salutò la nuova amica e scese giù per la collina, di corsa, per raccontare la grande novità al nonno. Avrebbero avuto un ottimo lavoro e lui avrebbe realizzato il suo grande sogno: entrare nel convento e trovare le così famose mele...

- Nonno, nonno! Senti che cosa è accaduto... - E gli narrò tutto.

Il nonno accettò la proposta, perché avevano proprio bisogno di nuovi lavori. Le ultime ordinazioni erano quasi terminate ed egli si stava preoccupando per la sopravvivenza sua e del nipote, nel caso non riuscisse a trovare qualcosa. Erano tempi di magra quelli!

Passate alcune settimane, giunsero le autorizzazioni del prelato. Edoardo e il nonno si diressero al convento per iniziare il lavoro. Il bambino era emozionato. Non aveva portato Faru, poiché poteva ostacolare i suoi tentativi. Tuttavia, sentiva la mancanza dell'amichetto in quel momento così speciale.

Entrarono attraverso il grande e antico portone, e tutte le monache, avvisate delle visite, si ritiravano al loro passaggio per salvaguardare la clausura. Fecero visita al Santissimo Sacramento nella bella cappella, illuminata a quell'ora del mattino dai raggi del Sole che incidevano sulle vetrate, dipingendo i marmi del pavimento e delle colonne con i più svariati e brillanti colori.

Dopo aver visto quello che avrebbero dovuto fare, nonno e nipote cominciarono a lavorare: segavano, martellavano, scartavetravano e levigavano. Erano falegnami coi fiocchi!

All'ora della merenda, Edoardo si fermò a riposare e decise di esplorare le stanze del convento, pensando: "è arrivato il momento! Vado a cercare la dispensa. Sicuramente le mele saranno immagazzinate lì, perché non posso andare nel frutteto".

Trovata la cucina, rifletté: "Nessuno conserva alimenti molto lontano dalla cucina. La dispensa deve essere da queste parti....

Edith Petitclerc
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Alla fine aprì l’ultimo
armadio… Che gioia!
C’erano le mele!

Andava passo a passo per non suscitare l'attenzione di nessuna monaca. In fondo a un corridoio, si trovò davanti alla tanto ambita dispensa. Entrato, vide vari armadi, tutti molto puliti e ordinati, dove c'erano scatole di riso, lattine di fagioli, farina e zucchero. Dove potevano essere le mele?

Il suo cuore batteva forte... Apriva tutte le porte e trovava vasi di vetro, bicchieri, piatti, pentole di cotto, mestoli e cucchiai di legno. E neanche l'ombra delle mele... Alla fine, quando aprì l'ultimo armadio, che gioia! C'erano le mele! C'erano anche pere, guaiava e arance. Le mele erano di un rosso come non aveva mai visto. Ed enormi! Guardò intorno, per assicurarsi di essere solo, e si mise in punta di piedi fino a afferrarne una...

In quel momento, il suo sguardo si posò su un bell'azulejo decorativo fissato alla parete, che diceva a grandi lettere azzurre e dorate: "Dio ti vede!

Edoardo diventò pallido... Era vero! Dio lo vedeva e lui era sul punto di rubare una mela!

Chiuse la porta dell'armadio lentamente e tornò a capo chino vicino al nonno. Non avrebbe avuto sapore quella mela così bella se fosse stata rubata... se ne sarebbe sempre ricordato nella vita, poiché Dio vede tutti i nostri atti. Non siamo mai da soli!

Giunta l'ora del pranzo, Suor Maria di Gesù venne a portar loro una deliziosa zuppa di gallina e verdure fresche, raccolte nell'orto. E come dessert... mele!!! Il bambino non riusciva a crederci. Assaggiò la frutta e sembrava del paradiso. Non aveva mai mangiato nulla di simile! E non ce n'era soltanto una, furono diverse quelle che la monaca gli offrì.

Allo stesso modo agisce Dio con noi. Egli ricompensa in abbondanza quelli che sono onesti e retti di coscienza.

(Revista Arautos do Evangelho, Aprile/2013, n. 120, p. 46 - 47)

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