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Storie per bambini

Un tempio degno di Dio!

Pubblicato 2013/03/14
Autore : Juliana Montanari

- Ah, mio caro Sig. Augusto, oggi ho ricevuto una cattiva notizia! Il nostro principale benefattore mi ha scritto annunciando che non potrà contribuire con la somma promessa!

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Nel primo banco, seduta a fianco del suo padrino, spicca Gabriella, tutta vestita di bianco e raggiante di gioia. Con lo stesso ardore col quale ha contribuito all'ottenimento del sacrario, si è anche prodigata per santificare la sua anima.

Juliana Montanari

- Ah, mio caro Sig. Augusto, oggi ho ricevuto una cattiva notizia! Il nostro principale benefattore mi ha scritto annunciando che non potrà contribuire con la somma promessa!

- Non è possibile, Don Silvio! Questo complica moltissimo sul completamento delle opere del nuovo tempio! Come faremo a recuperare la somma necessaria?

- Vedo solo una soluzione: percorrere i villaggi vicini chiedendo ai nostri parrocchiani la donazione di quanto ci serve: pietre, colore, denaro per pagare le vetrate...

- Sì, Don Silvio. Conosco questa buona gente e non ho dubbi che daranno quanto potranno, secondo le loro possibilità.

- Quello che più mi dispiace, tuttavia, è il ritardo con cui offriamo un tempio degno di Dio!

Seduta in un angolo dello studio del padre, la piccola Gabriella era intenta a ritagliare bambole di carta, senza prestare molta attenzione alla conversazione in corso con il parroco. Quando però cominciò a intendere quello di cui si trattava, ripose subito le forbici che teneva in mano rimanendo immobile e pensierosa... Un tempio degno di Dio!

 Edith Petitclerc
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Quando la piccola Gabriella capì quello di cui si trattava,
pensierosa ripose subito le forbici...

Gabriella aveva soltanto sette anni. Si stava preparando alla Prima Comunione e sognava di ricevere Gesù nel nuovo tempio che stava per essere costruito per sostituire quello precedente, ormai quasi in rovina.

Il giorno dopo, la sua governante la portò a passeggiare per i campi vicini, come faceva tutti i pomeriggi. Mentre giocava vicino al fiume, la bambina scoprì in un angolo certe pietre di una tonalità rosata molto bella. Non appena le vide, si ricordò di Don Silvio. Non aveva detto il buon sacerdote che aveva bisogno di pietre per la nuova chiesa? Quelle erano così belle che certamente sarebbero piaciute a Gesù!

Decise, allora, di trasportarle a casa una alla volta. E così fece per vari giorni, sebbene le costasse molto dover portare quel peso considerevole per le sue poche forze.

La governante trovava strano quel comportamento e gliene chiedeva il motivo. Gabriella, però, rispondeva:

- È un segreto!

Qualche settimana dopo, la bambinavide Don Silvio che andava in visita da suo padre un'altra volta. Lo udì, allora, raccontargli che era ormai riuscito a mettere insieme quasi tutto quello che mancava per completare la chiesa. Il buon parroco si lamentava solo di non esser ancora riuscito a mettere insieme la cifra sufficiente a pagare il tabernacolo. Aveva chiesto al Dr. Gilberto e questi gli aveva detto che per il momento non era possibile affrontare la spesa. Gabriella rimase a bocca aperta! Com'era possibile che al suo padrino, l'uomo più ricco della città, mancasse denaro per una cosa così importante? Magari stava passando per un momento difficile e non voleva raccontarlo a nessuno...

Corse in camera, ruppe il suo salvadanaio e andò a depositare nelle mani del sacerdote tutte le monete che possedeva. Poi, assumendo un'aria solenne, proclamò:

- Don Silvio, questo è per aiutare a costruire il tabernacolo. E ho qualcosa di meglio ancora...

Senza dar tempo a una risposta, uscì correndo di nuovo e presto tornò barcollante, portando una bella pietra rosata tra le mani. Ancora ansimante per lo sforzo, esclamò:

- Ne ho altre undici, una più bella dell'altra. Credo che piaceranno molto a Gesù!

Don Silvio restò commosso e, accomiatandosi dalla famiglia, pensava al modo migliore di usare i dodici pezzi di quarzo rosa trovati dalla bambina. Non erano pietre preziose, ma, ben lavorate e pulite, avrebbero potuto comporre una stupenda cornice per il tabernacolo. Il sig. Augusto lo accompagnò fino alla casa parrocchiale e Gabriella rimase sola in casa con la sua governante.

Dopo pochi minuti suonò il campanello. Era il Dr. Gilberto che aveva deciso di fare un salto a salutare la figlioccia.

- Buona sera, Gabriella! Ti trovo incantevole e bene educata, come sempre. Raccontami quello che hai fatto in questi giorni, piccina mia.

- Sto raccogliendo pietre per la costruzione della chiesa! Venga a vederle. Sono molto grandi e di un colore speciale!

Prendendolo per mano, la bambina condusse il padrino nel luogo dove le aveva riposte con cura.

- Sono molto belle! Come hai fatto ad averle?

- Le ho trovate vicino al fiume. In segreto le ho portate una alla volta tornando dalla passeggiata. Sto anche contribuendo alla raccolta che Don Silvio sta facendo per terminare il tabernacolo. Voglio che sia bello e splendente nel giorno della mia Prima Comunione!

Il Dr. Gilberto rimase alcuni istanti in silenzio, ricordandosi della sua risposta negativa a Don Silvio. Gli aveva detto che al momento non disponeva di denaro, ma la realtà non era questa... Abituato a comandare, era rimasto molto offeso per non essere stato consultato riguardo al disegno del tabernacolo. Con il buon gusto che possedeva e che tutti elogiavano, avrebbe suggerito di adornarlo con un bordo di belle pietre... come quelle, per esempio!

- Vuoi vendermi le tue pietre, Gabriella?

La piccola fissò il padrino e, con gli occhi brillanti di entusiasmo, gli rispose:

- Mai! Le ho già regalate a Don Silvio. E siccome è in un momento di difficoltà, gli ho dato anche tutti i soldi del mio salvadanaio.

Rosso di vergogna, il Dr. Gilberto aprì il suo portafogli, firmò un assegno, senza compilare la somma e lo mise nelle manine di Gabriella, dicendole:

- Custodiscilo con molta attenzione e consegnalo nelle mani del parroco. Digli che è per fare un tabernacolo meraviglioso per accogliere Gesù nel giorno della tua Prima Comunione.

Per non esser tradito dall'emozione, la salutò rapidamente, lasciando la bambina con l'assegno in mano. Lei rimase senza saper bene quello che era accaduto, ma pronta a consegnare al più presto quel prezioso dono.

Trascorsi pochi mesi, la parrocchia era in festa: rintoccavano le campane e tutta la popolazione era assiepata per assistere alla solenne dedicazione della nuova chiesa. Il popolo era estasiato davanti alle solide pareti di pietra, l'imponenza del campanile e la folgorante policromia delle vetrate. Proprio al centro dell'altare maggiore, ispirando la devozione e il fervore dei fedeli, risplendeva un tabernacolo d'oro incorniciato da magnifiche pietre rosate, nel quale, al termine della cerimonia, il Vescovo avrebbe depositato per la prima volta le Sacre Specie.

In primo banco, seduta a fianco del suo padrino, spiccava Gabriella, tutta vestita di bianco e raggiante di gioia, ad attendere il suo Gesù per la prima volta nel suo cuore. Con lo stesso ardore con cui aveva collaborato in modo così efficace all'ottenimento del ricco tabernacolo, si era adoperata, per tutto quel tempo, a santificare la sua anima, per piacere a Nostro Signore. Non sarebbe stato, pertanto, soltanto in un inerte tabernacolo di metallo che Gesù Eucaristico avrebbe stabilito la sua dimora ma, soprattutto, nella sua anima innocente e generosa, un vero tempio degno di Dio!

(Revista Arautos do Evangelho, Marzo/2013, n. 119, p. 46 - 47)

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