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Storie per bambini

Il Re Gasparre ti benedice!

Pubblicato 2013/01/03
Autore : Adelina Maria Ribeiro Matos

"Ecco i Re che arrivano, dall’arenile”… Bruscamente, Maria Mercedes interruppe la canzone e, con salti di gioia, si rivolse ai suoi cugini, dicendo..

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A mano a mano che la bambina parlava, il volto dell'uomo subiva un cambiamento:
i suoi tratti si addolcirono, il suo sguardo diventò soave, quasi
commosso per tanta innocenza.

Adelina Maria Ribeiro Matos

"Ecco i Re che arrivano, dall'arenile"...

Bruscamente, Maria Mercedes interruppe la canzone e, con salti di gioia, si rivolse ai suoi cugini, dicendo:

- Fernando, Giovanni, vi rendete conto che tra poco sarà la Notte dei Re e i Magi dell'Oriente verranno a portare i regali ai bambini? - Sì - esclamò Fernando, il più vecchio -, oggi Melchiorre, il Re dalla barba bianca, lascerà i soldatini di piombo che gli ho chiesto!rei_gaspar.jpg

- E io - ribatté Giovanni -, a partire da domattina, comincerò a suonare il tamburo che mi porterà il Re Baldassarre, il monarca che ha la pelle d ebano e i denti d'avorio... - E io spero di guadagnarmi una bambola grande, con volto di porcellana e molti vestiti colorati. Ah!...

Quanto mi piacerebbe vedere il buon Re Gasparre, venuto dalle regioni dell'India, col suo turbante azzurro molto distinto, ornato di penne bianche...

- Mercedes - dichiarò Fernando con severità - la mamma dice sempre che ai Re Magi non piace essere sorpresi dai bambini, e se ci svegliamo in piena notte, essi vanno via e non lasciano nulla!

- Sì - assentì la piccola -, Ma, se Gasparre si lasciasse vedere una volta soltanto!... Se io potessi ammirare i suoi abiti preziosi, i suoi occhi neri e il suo sorriso buono... Anche perché, mi piacerebbe ringraziarlo per tutti i regali che mi ha portato in questi miei sei anni!

Dopo aver salutato i cugini, dandosi appuntamento per il giorno dopo, Maria Mercedes andò a dormire ansiosa e felice. Fece fatica ad addormentarsi, immaginando l'arrivo di Gasparre, col suo manto coperto di pietre preziose e il suo meraviglioso turbante azzurro sormontato da piume di cigno. Quanto bella sarebbe stata la bambola che le avrebbe portato? Certamente sarebbe arrivata accompagnata da deliziosi dolci, marzapane e biscotti imburrati. Pensando a questo, si addormentò...

L'orologio a pendolo del nonno che era nel salotto, tuttavia, la svegliò con i suoi forti rintocchi:

- Dieci, undici, dodici... Mezzanotte! Che Gasparre sia già passato?

Alzatasi dal letto, scese con decisione le scale, in punta di piedi, per vedere se i regali erano già arrivati. Che strano! Socchiusa, la porta del salotto lasciava fuoriuscire un tenue barlume di luce e si udivano provenire da dentro alcuni rumori. Il cuore di Mercedes si mise a battere forte: era il Re Gasparre! E lei lo avrebbe visto con i suoi occhi!

La bambina si avvicinò alla porta. Sul tavolo del salotto c'era una lanterna che illuminava l'ambiente.
Sul caminetto, le sue calze erano stracolme di dolci e vicino c'era una grande quantità di pacchetti confezionati con carta rossa e dorata. In fondo alla sala, un'ombra si muoveva vicino al mobile, dove erano custoditi i candelabri e le posate d'argento della famiglia. Lei non riuscì a trattenersi, entrò risolutamente e disse:

- Grazie mille, Re Gasparre, per avermi portato così tanti regali che non merito. Ma, dov'è il vostro cammello? Siete venuto a piedi?

Sorpreso, lo sconosciuto si girò... Che delusione! Invece del turbante, indossava un berretto grigio scuro; al posto di abiti sontuosi, vesti stracciate; invece del sorriso affettuoso, la fissava con un'espressione dura e minacciosa e... al posto di un sacco di velluto con i regali, aveva una rozzo sacco a tracolla. Impaurita, la piccola proruppe in pianto e, gettandosi ai suoi piedi, esclamò:

- Perdonatemi, signore! Di sicuro il Re Gasparre non è potuto venire e vi ha inviato al suo posto. Io desideravo tanto conoscerlo... Non siate arrabbiato con me perché vi ho visto! Voi non porterete via i miei regali, vero? O sarà che per punire la mia indiscrezione prenderete le posate e i candelabri d'argento della mamma e l'orologio d'oro del papà?

Oh, non fatelo! Loro non hanno colpa! A mano a mano che parlava, manifestando la sua infantile afflizione, il volto dell'uomo subiva un mutamento: i suoi tratti si addolcirono, il suo sguardo diventò soave, quasi commosso. Allora, a voce bassa, le sussurrò:

- Non preoccuparti, bambina, non ti porterò via i giocattoli, né gli oggetti dei tuoi genitori...

E unendo il gesto alla parola, tirò fuori dal sacco l'argenteria e l'orologio, e rimise tutto al suo posto, con la precauzione di non fare alcun rumore. Quindi, disse:rei_gaspar1.jpg

- Che il Re Gasparre ti benedica e che tu sia felice domani con i tuoi regali! Torna a letto e dormi tranquilla, poiché là in Cielo gli Angeli gioiscono per te!

Poi, saltando dalla finestra, scomparve.

Maria Mercedes, morta di sonno, tornò in camera sua e si addormentò tranquillamente, sognando i pacchetti rossi e dorati che la attendevano...

La mattina, quando la sua famiglia si diresse in chiesa ad assistere alla Messa dell'Epifania, uno sconosciuto, con gli occhi pieni di lacrime, si avvicinò al padre della bambina, in fondo al tempio, e gli disse:

- Oggi, sua figlia mi ha impedito di commettere un grande peccato! Spinto dalla necessità, ero sul punto di rubare tutto quello che c'era di valore a casa sua. Però, l'innocenza della piccola ha salvato la mia anima! Siano benedetti i Santi Re Magi che mi hanno fatto ottenere una tale grazia!

Qualche tempo dopo, Gioacchino - così si chiamava quel "buon ladro" - era felice e soddisfatto. L'umile confessione della sua colpa commosse il cuore del padre della bambina che, premiando la rettitudine e l'onestà riaccese nell'anima del poveruomo, l'aiutò a ottenere un buon impiego.

Ora Gioacchino, tutte le volte che incontra Mercedes, ricorda la grande lezione appresa quella Notte dei Re: non c'è niente al mondo che si possa equiparare alla gioia dell'innocenza!

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