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Storie per bambini

Gli occhi che si volsero alla Luce

Pubblicato 2012/12/03
Autore : Emelly Tainara Schnorr

Nella lontana Palestina, più di duemila anni fa, una bambina di nome Giuditta si sedeva a lato di un pozzo, ogni mattina, per chiedere l'elemosina.

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Tra breve, una Luce brillerà nelle tenebre di questo mondo. E,
grazie a questa Luce, io ti prometto: tu potrai vedere con
i tuoi occhi le meraviglie create da Dio!

Emelly Tainara Schnorr

Nella lontana Palestina, più di duemila anni fa, una bambina di nome Giuditta si sedeva a lato di un pozzo, ogn;i mattina, per chiedere l'elemosina. Dopo la morte della madre, viveva soltanto con il padre, che tutti i giorni la portava lì, per farle ottenere il sostentamento per entrambi.

La giovane era cieca dalla nascita. Tuttavia, la sua disgrazia non la abbatteva. Sempre allegra e ben disposta, aiutava a ritirare acqua per le carovane, mentre cantava belle canzoni, e finiva, in questo modo, col guadagnare qualche soldo, subito requisito con avidità dal genitore. La destrezza con la quale tirava su l'acqua e la semplicità del suo cuore conquistavano l'ammirazione dei viaggiatori, che trovavano nell'innocenza di quest'anima infantile il miglior refrigerio per le loro fatiche.

Nelle ore in cui rimaneva da sola, Giuditta era uno spettacolo per gli Angeli. Avere la sfortuna di non poter vedere le bellezze create, non le impediva di desiderare la venuta del Messia. Al contrario, qualcosa le faceva sentire in fondo all'animo che questo momento era prossimo!

Un giorno, stando al suo posto, sentì le voci di un uomo e una giovane Signora. Con l'editto promulgato da Cesare Augusto, il movimento dei passanti era molto aumentato e certamente quella coppia stava andando a registrarsi nella terra dei loro antenati. Sempre servizievole, con molto piacere si offrì di rifornire loro di acqua, chiedendo con cortesia:

- Anche voi siete in viaggio per il censimento?

- Sì, mia piccina, rispose il signore. Il mio nome è Giuseppe. Sono della casa di Davide e vado a Betlemme con mia moglie, Maria, che è incinta.

Il tono grave e buono della sua voce penetrò nel fondo dell'anima della piccola cieca. Vicino a loro si sentiva piena di pace e gioia. E, come indovinando i suoi sentimenti, la nobile Signora le accarezzò il capo, dicendo:

- Tra breve, una Luce brillerà nelle tenebre di questo mondo. E, grazie a questa Luce, io ti prometto: tu potrai vedere con i tuoi occhi le meraviglie create da Dio!

Trascorsero vari mesi, da allora, e la vita presso il pozzo continuava uguale... Intanto, la piccola conservava nel cuore la promessa della Signora. Pensando a lei, canticchiava allegramente quando, una sera, all'improvviso fu interrotta da un caratteristico rumore di animali.

- Bambina, che fai qui tutta sola? - le chiese qualcuno, con un accento straniero.

- Canto e tiro su acqua da questo pozzo per aiutare mio padre. Ma, ditemi: voi, chi siete? Da dove venite? Ho udito musica e della confusione, e ho creduto che fosse una carovana.

- Hai indovinato. Faccio parte del seguito del re Melchiorre, che ritorna in Oriente. Mi son dovuto fermare per abbeverare il mio cavallo e devo unirmi alla comitiva, non appena si sia riposato dalla fatica.

- E che cosa ha portato un re, come il vostro padrone, a intraprendere un viaggio così lungo?

- Come fai una simile domanda?! Tu sei l'unica in Israele che non sa della nascita, a Betlemme, del Re dei giudei?

- Il Re dei giudei?! - esclamò Giuditta, mentre il suo cuore batteva con forza.

- Sì. È un Bambino bellissimo e maestoso. Quando il mio signore l'ha visto, si è prostrato davanti a Lui e L'ha adorato! Dopo si è rivolto a sua madre, Maria, e Le ha chiesto se Si degnava di accettare l'oro che Le avevamo portato.

La bambina ascoltava a bocca aperta, mentre il paggio continuava a raccontarle le peripezie del viaggio: la prodigiosa stella che era loro apparsa, la conversazione con Erode e i sacerdoti, l'arrivo a Betlemme, l'avvertimento ricevuto in sogno che li consigliava di ritornare per un'altra strada...

Quando egli partì, un turbine di pensieri girava nella mente di Giuditta. Quel Bambino di Betlemme non poteva essere il Messia atteso? E sua Madre, il paggio non aveva detto che si chiamava Maria, come la buona Signora che aveva conosciuto? Tuttavia, non era possibile che Ella viaggiasse su un povero giumento, accompagnata solo dal suo sposo. Doveva trattarsi di una mera coincidenza...

Passarono i mesi e i viaggiatori che frequentavano il pozzo cominciarono a raccontarle terribili avvenimenti: il re Erode, per paura di perdere il trono, aveva ordinato di uccidere tutti i bambini di meno di due anni. Tutta la Giudea era colpita dal dolore e bagnata da sangue innocente...

"Come poteva un re così potente avere paura di un bambino indifeso?", si chiedeva la bambina. "Com'era possibile anche solo concepire un ordine così crudele e arbitrario? Cosa sarebbe successo al Re dei Giudei? E al Figlio di Maria?"

Dal momento in cui cominciarono ad arrivare queste notizie, il canto di Giuditta iniziò a essere meno allegro. La sua fede, nel frattempo, non diminuì. Il timbro soave delle parole della distinta Signora le tornavano in mente di tanto in tanto. "Signora", le diceva interiormente, "non mi sono dimenticata della sua promessa!"

In una fresca mattina, la giovane udì voci conosciute. Il cuore le saltò nel petto e dovette contenersi per non uscire di corsa incontro a quelle persone... perché si ricordò di essere cieca!

Poco dopo, tuttavia, qualsiasi dubbio fu dissipato. Si trattava, infatti, di Giuseppe e Maria, che stavano fuggendo da Erode, verso l'Egitto. E, questa volta, non erano soli. Un Bambino fuori dal comune li accompagnava, portando tra le mani un giglio bianco, con il quale giocava elegantemente.

Giuditta non Lo vedeva, ma per un misterioso sesto senso percepiva la sua presenza e piano piano si avvicinò a Lui. Il Bambino la fissava con amore e, quando già gli era ben vicina, le diede, con un sorriso, il suo fiore bianchissimo e profumato, toccandole la mano.

- Un giglio nel deserto! - esclamò la bambina nel riceverlo. Con questa fragranza e consistenza! E con questi petali così bianchi e belli come non si sono mai visti...

Rimase paralizzata per un momento... I suoi occhi videro la luce! Poteva ammirare il giglio bianco, che il bambino le aveva dato, contemplare il figlio venerabile, la cui voce le riconfortava l'anima, deliziarsi con il viso folgorante di quella Signora immacolata! Più ancora, ora lei vedeva seduto tra le braccia di sua Madre, come nel più prezioso dei troni, il Messia il cui arrivo aveva tanto atteso!

La promessa di Maria era stata mantenuta. Davanti alla Luce del mondo, gli occhi della bambina innocente cominciarono a vedere la luce.

Rivista Araldi del vangelo, Dicembre 2012, nº 116, p 46 - 47

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