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Storie per bambini

Che Gesù stia dormendo?

Pubblicato 2012/04/18
Autore : Suor Lucília Maria Ribeiro Matos, EP

Molte volte accade che non siano devoti tutti i membri di una stessa famiglia. Tale fatto ha una grande ripercussione nei bambini, che soffrono nel vedere il papà o la mamma

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Vedendo lì vicino lo sgabello che il sacrestano usava per accendere le candele dei grandi candelieri dell'altare, il bambino non ebbe dubbi. Lo trascinò vicino al tabernacolo e salì, battendo
gentilmente alla porticina del tabernacolo, chiamando Gesù...

Suor Lucília Maria Ribeiro Matos, EP

Molte volte accade che non siano devoti tutti i membri di una stessa famiglia. Tale fatto ha una grande ripercussione nei bambini, che soffrono nel vedere il papà o la mamma, uno zio o i nonni distanti dalla Chiesa e dal culto che essi, nella purezza del loro cuore, già nutrono fin da piccoli.

Era quello che succedeva a Robertino. Sua madre, la signora Zulmira, era una buona signora, molto pia e lavoratrice. In casa dava sempre il buon esempio, ai figli e allo sposo, il signor Alfredo. Questi, però, era molto ostinato: compiva i suoi obblighi di capofamiglia, lasciando, però, la Religione sotto la responsabilità della moglie, e non voleva neppure saperne di parlare di Messa, preghiera o qualsiasi tipo di devozione.

Che Gesù stia dormendo?
“Gesù è in chiesa, nel tabernacolo, in
attesa della visita di ognuno di voi”

La signora Zulmira soffriva per questo e anche i bambini. Tutte le sere, dopo cena, si riuniva con Robertino e anuele, il figlio maggiore, a pregare con loro il rosario ai piedi della Madonna del Buon Consiglio. Le chiedevano di consigliare Alfredo a riprendere il buon cammino e non perdevano mai le speranze. La madre raccontava molte storie sull'intercessione di Maria e Gesù, infondendo loro, anche, un grande ardore per il Santissimo Sacramento, a cui facevano visita tutte le domeniche, a Messa.

Tuttavia, il signor Alfredo era sempre più chiuso in se stesso e voleva soltanto lavorare, mangiare, dormire e divertirsi con gli amici, senza preoccuparsi di niente che avesse a che vedere con la religione. Era già troppo distante dalla sua famiglia. Varie volte i bambini trovarono la loro madre con le lacrime agli occhi...

Era arrivata l'epoca del catechismo per Manuele. Con i suoi sette anni compiuti, frequentava la parrocchia, il sabato mattina, per prepararsi alla Prima Comunione. Robertino, di soli cinque anni, non poteva ancora accompagnare il fratello, poiché non sapeva nemmeno leggere, ma andava con la mamma a portare e a prendere il fratello nella sacrestia della chiesa parrocchiale. Manuele tornava raccontando molte storie di bambini pii e di santi, di angeli, di Gesù e Maria, tutte storie che affascinavano il fratello.

Uno di quei sabati, il piccolo arrivò molto presto a prendere Manuele e la lezione non era ancora finita. Ottenne quindi l'autorizzazione del professore di sedersi in fondo all'aula ad ascoltare.

Il maestro stava parlando delle meraviglie fatte da Gesù, nella Sacra Eucaristia:

- Gesù è in chiesa, nel tabernacolo, ad aspettare la visita di ognuno di voi. È molto contento quando un bambino va a farGli un po' di compagnia. Siate certi: tutto quello che Gli chiederete, nella Sacra Eucarestia, Lui lo realizzerà davvero!

Robertino rimase molto impressionato da questa affermazione e smise di ascoltare le parole dell'insegnante... Prima della fine della lezione, scappò dalla sacrestia ed entrò in chiesa, da solo. C'era un'atmosfera di grande pace. Rimase qualche istante ad ammirare le luci delle vetrate che coloravano le colonne e il pavimento del tempio, così come il grande altare di marmo.

Dirigendosi verso il presbiterio, il bambino salì lentamente i gradini e si avvicinò al grande tabernacolo d'oro, che sembrava brillare in modo ancora più particolare quella mattina. Giunto ben vicino, tentò di bussare alla porta, ma era così piccolo che non riusciva a raggiungerla. Il suo cuore palpitava veloce ed egli era molto emozionato, di essere così vicino a Gesù.

Vide lì vicino lo sgabello che il sacrestano utilizzava per accendere le candele dei grandi candelieri dell'altare e non ebbe alcun dubbio. Lo trascinò vicino al tabernacolo e salì. Bussando gentilmente alla porta del tabernacolo, balbettò:

- Gesù... Gesù...

Che Gesù stia dormendo?
“Sveglia, Gesù, ho bisogno di parlarTi!!!”

Non ottenendo nessuna risposta, alzò la voce:

- Gesù! Gesù!

Silenzio... Non sentì nessuno rispondere. Disse, allora, tra sé:

- Che Gesù stia dormendo e non mi sente?

Avvicinando la sua testina a quella porta benedetta - che ora risplendeva ancora di più, incisa da un raggio di sole che illuminava l'altare e il bambino - mise le mani a conca intorno alla bocca e gridò:

- SvegliaTi, Gesù, ho bisogno di parlarTi!!!

Oh, meraviglia! Dall'interno del tabernacolo, una voce grave si fece sentire, echeggiando nel tempio vuoto:

- Si, figlio mio! Sono qui per aiutarti. Di cosa hai bisogno?

- Ah, Gesù! Volevo chiederTi di convertire mio padre. È molto buono, ma non ne vuole sapere di pregare e mia madre soffre molto...

- Non preoccuparti, Robertino. La tua visita mi ha riempito di gioia, tanto che convertirò tuo padre. Va in pace!

- Molte grazie, Gesù! Sceso di lì, tornò presso la mamma, che stava entrando in chiesa con Manuele per salutare Nostro Signore, poiché era finito il catechismo, e le disse:

- Mamma, oggi papà verrà a pregare con noi. Me lo ha detto Gesù! La madre accennò un sorriso, non capendo le parole del figlio, e tornarono a casa.

Quella sera, dopo cena, quando stavano per cominciare a pregare, Alfredo si avvicinò, bruscamente, con un rosario tra le mani, un po' nervoso, e chiese:

- Posso pregare anch'io?

Robertino prese suo padre per mano e lo abbracciò, dicendo:

- Certo, papà! Ti stavamo aspettando...

Dopo la preghiera, il padre, con le lacrime agli occhi, chiese perdono alla famiglia per essere stato così ostinato e si pentì di essere lontano da Dio. Disse di sentire che la Madonna, in quell'invocazione del Buon Consiglio, gli aveva fatto capire quanto Gesù fosse buono e come noi non siamo nulla senza di lui. Nel suo cuore, Egli gli diceva che lo aspettava, nella sua immensa misericordia, da molto tempo!

Il giorno dopo, il signor Alfredo fu il primo ad essere pronto per andare a Messa, poiché prima voleva confessarsi, per "pulire l'anima", come aveva detto, e non smise più di far visita a Gesù nel Santissimo Sacramento, sicuro che Egli fosse lì, sempre, in attesa della nostra compagnia e pronto ad esaudirci.

(Rivista Araldi del Vangelo, Aprile/2012, n. 108, p. 46 -47)

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