Versione 0.6 Beta. Login | Registrarsi

Login

E-mail:
Password:
Non ti sei ancora registrato?
Fai clicca qui per acedere la comunità degli Araldi del Vangelo. Scrivi i tuoi commenti sulle attività.
Home » Dottrina » Commenti al Vangelo »
Commenti al Vangelo

Maria sarebbe in grado di ripristinare l’ordine nell’universo?

Pubblicato 2012/03/14
Autore : Mons. João Scognamiglio Clá Dias, EP

Se ci fosse dato di contemplare l'immensità dei possibili di Dio, ossia, gli innumerevoli esseri che Egli avrebbe potuto creare nella sua onnipotenza, vedremmo creature simili a quelle di questo mondo, ma senza i loro tipici difetti

| Stampare | Email E-mail | Report! Correggere | Share

Vangelo

nsra_anunciacao_catedral_avila_1.jpg
“Annunciazione” – di Giovanni di Borgogna –
Cattedrale di Avila (Spagna)

"In quel tempo 26l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, 27da una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28Entrando da lei, disse: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te!'. 29Maria a queste parole rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. 30L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine. 34Allora Maria disse all'angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo'. 35Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. 36Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile, 37nulla è impossibile a Dio. 38Allora Maria disse: "Eccomi,sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". E l'angelo partì da lei" (Lc 1, 26-38).

La Solennità dell'Annunciazione del Signore è la più bella occasione per celebrare la restaurazione dell'armonia nell'universo. È la commemorazione del giorno in cui la Creazione ha cominciato a brillare di una luce tutta
divina, per i meriti di Maria Santissima.

Mons. João Scognamiglio Clá Dias, EP

I - Un universo composto da creature con difetti

Se ci fosse dato di contemplare l'immensità dei possibili di Dio, ossia, gli innumerevoli esseri che Egli avrebbe potuto creare nella sua onnipotenza, vedremmo creature simili a quelle di questo mondo, ma senza i loro tipici difetti. Per esempio, ricci fatti senza la possibilità di causare danno agli uomini; bellissime avocette dotate di una puntura piacevole e benefica; urubù dalla figura elegante quanto i loro voli, così via.

Per quale motivo Dio non ha posto nell'universo creature di questo genere, senza alcun difetto, che potevano esser state create e invece non lo furono? Domanda questa di difficile risposta. Certo, però, è che nell'universo nel quale viviamo tre creature sono insuperabili: l'umanità del Signore Gesù, unita ipostaticamente alla divinità; la visione beatifica e la Madonna.1 Tutti gli altri esseri, considerati individualmente, potrebbero esser più perfetti. Ora, questo mondo composto da creature con difetti è, comunque, ottimo nel suo insieme, come insegna San Tommaso d'Aquino: "L'universo non può esser migliore di quello che è, se lo consideriamo come è attualmente costituito, proprio in ragione dell'ordine molto appropriato attribuito alle cose da Dio nel quale consiste il bene dell'universo. Se solo una di queste cose diventasse migliore, la proporzione dell'ordine sarebbe distrutta, come la melodia di una cetra sarebbe distrutta se una corda diventasse più tesa di quello che deve".2

L'universo creato da Dio doveva essere ciò che più Lo glorificasse, perché Egli non avrebbe potuto scegliere di crearlo in una forma neanche un po' inferiore alla più adeguata. E quanto in esso esiste di difettivo serve affinché l'uomo abbia presente la sua debolezza, fiacchezza e dipendenza continua da Dio. Gli ricorda, insomma, la sua contingenza. È di questo mondo, con difetti, che noi facciamo parte.

Eric Salas    
Interno della Santa Casa
Non si trattava di un magnifico palazzo, ma di una casa
molto modesta, con pareti di mattoni a vista


Interno della Santa Casa – Santuario della
Santa Casa, Loreto

Le considerazioni di cui sopra ci preparano ad analizzare il ruolo della Madonna nella Creazione, che è particolarmente ricordato nella liturgia scelta dalla Chiesa per la Solennità dell'Annunciazione del Signore.

II - Il "fiat" di Maria Santissima

Sul notissimo e tanto commentato passo evangelico dell'Annunciazione, sembrerebbe che non ci sia nulla di nuovo da aggiungere. Tuttavia, come un vino eccellente presenta aspetti differenti in ogni vendemmia, così accade anche col grande avvenimento dell'Incarnazione del Verbo, nel quale sempre scopriremo nuove e magnifiche meraviglie.

Le apparenze non sono all'altezza dell'avvenimento

"In quel tempo 26 l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, 27 da una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria".

Prima di addentrarci nell'analisi della narrazione di San Luca, bisogna rivolgere la nostra attenzione sul luogo dove Si trovava Maria Santissima quando venne a visitarLa l'Arcangelo San Gabriele. Non si trattava di un magnifico palazzo, come tanti artisti hanno immaginato, ma di una casa molto modesta, con pareti di mattoni a vista. Era situata a Nazareth, una città a quel tempo insignificante, nella quale la Sacra Famiglia viveva nella povertà, umiltà e modestia.

Non ci sono in questo episodio altri elementi che appaiano all'altezza dell'avvenimento che lì si sarebbe verificato, se escludiamo la presenza della Vergine Maria, e anche quella di San Giuseppe. Infatti l'elevatissimo grado di santità di entrambi certamente traspariva nei loro gesti, fisionomie e in tutto il loro modo di essere.

Al momento dell'Annunciazione, la Madonna pregava

28a "Entrando da lei...".

Che cosa faceva Maria Santissima quando l'angelo giunse presso di Lei? Senza dubbio, pregava, forse considerando la disastrosa situazione nella quale si trovava l'umanità. Il popolo giudeo si era allontanato dalla pratica della vera religione e i pagani, a cominciare dai romani, vivevano in una tremenda decadenza morale. Si era giunti a quello che San Paolo chiama "pienezza dei tempi" (Ef 1, 10).

È così, con Maria Santissima che prega il Padre raccolta nella sua stanza, che San Bernardo descrive la scena dell'Annunciazione, mettendo in evidenza l'importanza della preghiera affinché Dio Si manifesti. Infatti una cosa è evidente: le preghiere di Lei hanno commosso i Cieli: "Il saluto dell'angelo, fatto con tanta reverenza, indica quanto le orazioni di Maria fossero piaciute all'Altissimo"3 - afferma il Dottor Mellifluo.

In una delle sue meditazioni sulla vita di Cristo, San Bonaventura ci presenta la giovane Maria che Si alza a mezzanotte e va nel Tempio per fare sette suppliche davanti all'Altare, pregando in questo modo: "Io Ti chiederei la grazia di concedermi di vedere il tempo in cui dovrebbe nascere quella Vergine Santissima che darà alla luce il Figlio di Dio, di conservarmi gli occhi per poterLa vedere, la lingua per lodarLa, le mani per servirLa, i piedi per andare dove Lei mi dice e le ginocchia per adorare il Figlio di Dio nel suo grembo".4

La sua umiltà Le impediva di concludere chi avrebbe dovuto essere questa Dama che Lei desiderava ardentemente servire, ma, possedendo scienza infusa e ricevendo grazie su grazie, andò tessendo considerazioni fino a concepire nel suo spirito, con totale nitidezza, la figura morale del Messia promesso. Maria "concepì Cristo nella sua mente prima ancora di concepirLo nel suo ventre", afferma Sant'Agostino.5

Vedendo illuminarsi la stanza di una luce soprannaturale e apparire davanti a Lei l'Arcangelo San Gabriele, Maria non manifestò il minimo segno di stupore. Secondo vari autori, tra cui San Pietro Crisologo e San Bonaventura, Lei era "abituata alle apparizioni angeliche, le quali non potevano che essere frequenti per Colei che Dio aveva riempito di tante grazie, che riservava a così alti destini, e che gli angeli riverivano come loro Regina e Madre stessa di Dio".6 Possiamo, anche, congetturare che lo stesso San Gabriele non Le fosse sconosciuto.

La grazia cresceva in Lei in ogni istante

28b "...disse: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te!'".

L'espressione usata dall'angelo per salutar-La ha un senso molto profondo sul quale vale la pena soffermarci.

Il Signore Gesù, Salvatore dell'umanità, è l'unica creatura che possiede la pienezza assoluta della grazia. Egli l'ha avuta fin dall'inizio, senza nessuna possibilità di aumento. Quando il Vangelo afferma che Gesù "cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini" (Lc 2, 52), si riferisce alle manifestazioni esteriori della sua santità. "Ma interiormente il tesoro di doni celesti, che Lo rendevano piacevole a Dio, era talmente perfetto che non poteva crescere in nessuna maniera".7

Non avveniva lo stesso con la Madonna. Lungo tutta la sua vita, fu incessante il suo progresso spirituale, ora dovuto ai meriti soprannaturali ottenuti con la pratica di innumerevoli opere buone, ora come frutto della sua preghiera umile, fiduciosa e perseverante, ora, alla fine della sua esistenza, per effetto del Sacramento dell'Eucaristia. Questo senza parlare degli incrementi di grazia, di incalcolabili proporzioni, sperimentati dalla sua anima nel momento dell'Incarnazione del Verbo, ai piedi della Croce e in occasione di Pentecoste.8

Non ci fu, pertanto, un istante in cui Lei non avesse più grazia di quanto ne avesse avuto in quello precedente, come ben esprime Campana: "In tutti i momenti della sua vita, Maria fu penetrata interamente dai raggi divini della grazia; ogni minuto della sua esistenza, la sua volontà si mostrò docile nel rendere a Dio omaggio e gloria; tutte le pulsazioni del suo Cuore furono sempre per Dio. [...] Questa ascensione di Maria verso l'ideale di santità era continua, uniforme, senza intoppi, senza interruzione".9

Così, quando l'angelo La proclama "piena di grazia", indica che la sua anima sta partecipando alla vita divina nel maggior grado possibile in quell'istante; ma un minuto dopo questa pienezza sarebbe già stata maggiore.

Conclude lo stesso Campana: "Maria progrediva in grazia perché in Lei si svelavano incessantemente nuove capacità di grazia, che erano subito messe in atto. Precisamente in questo consiste la differenza caratteristica tra la pienezza di santità di Maria e quella di Gesù Cristo".10

Pienezza di sovrabbondanza

Basandosi sul Dottor Angelico, Garrigou-Lagrange distingue tre pienezze di grazia: assoluta, esclusiva di Cristo; di sovrabbondanza, privilegio speciale di Maria; di sufficienza, comune a tutti i santi.11 Spiega l'insigne teologo domenicano: "Queste tre pienezze subordinate sono state giustamente comparate a quella di una fonte inesauribile, a quella del fiume che ne deriva e a quella dei canali alimentati da questo fiume per irrigare e rendere fertili le regioni che esso attraversa, ossia, le diverse parti della Chiesa universale nello spazio e nel tempo".12

Così, dal momento della sua creazione, Maria Santissima ha partecipato alla vita divina più che tutti gli Angeli e tutti i beati messi insieme. A tal punto che, se Lei distribuisse loro tutte le grazie di cui ognuno avesse necessità, nulla Le mancherebbe, poiché, "sotto la forma di meriti, di preghiere e di sacrifici, questo fiume di grazia risale a Dio, oceano della pace".13

La pienezza della grazia di Maria, afferma San Lorenzo di Brindisi, "è comprensibile soltanto a Dio, poiché solo Lui abbraccia l'abisso immenso e il quasi infinito pelago di questa grazia".14

Causa del turbamento di Maria

29 "Maria a queste parole rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto".

La reazione della Madonna mostra la profondità del suo spirito.

   Gustavo Kralj
Annunciazione
Particolare dell’ “Annunciazione”, del Beato
Angelico – Museo Diocesano, Cortona

Dotata di scienza infusa, Ella ha inteso perfettamente la portata dell'altissima affermazione dell'angelo, considerando non solo il significato immediato di quelle parole, ma anche le sue conseguenze e correlazioni con il panorama della Storia.

Tuttavia, essendo piena di grazia, uno dei suoi attributi era l'umiltà più eccelsa. Per nulla preoccupata verso se stessa, tutte le sue riflessioni si rivolgevano a Dio e alla salvezza dell'umanità: Quando sarebbe venuto il Messia? Quando si sarebbe verificata la redenzione?

La presenza di San Gabriele non Le causò il minimo turbamento. Il suo saluto, però, La lasciò con un punto di domanda, poiché non poteva immaginare che quelle parole potessero esser applicate a Lei. Come chiarisce San Tommaso: "La Beata Vergine aveva una fede espressa nell'Incarnazione futura: ma, poiché era umile, non possedeva una così alta considerazione di Se stessa. Per questo era necessario che fosse informata riguardo all'Incarnazione".15

Paura di macchiare un'umiltà illibata

30 "L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio".

Sebbene senza macchia di peccato originale, la Madonna fu creata in stato di prova e percepiva con estrema chiarezza la necessità di essere vigile. Temeva di applicare a Sé le parole dell'angelo e, cedendo un po'all'orgoglio, di finire per offendere Dio.

"Non aver paura, Maria" significava: "Non preoccuparti, perché la tua umiltà in nulla sarà intaccata". Con queste parole, San Gabriele La esorta ad aver fiducia che mai uscirà dal retto cammino. Non in virtù dei suoi meriti. Egli non dice: "Non aver paura perché sei forte", ma "perché hai trovato grazia davanti a Dio".

E perché Lei ha trovato grazia davanti a Dio? La risposta è di San Bernardo: "Se Maria non fosse stata umile, non sarebbe sceso su di Lei lo Spirito Santo e se Questi non fosse disceso, Lei non avrebbe concepito col potere di Lui. Infatti come avrebbe potuto concepire da Lui senza di Lui? È chiaro, pertanto, che, affinché Ella concepisse da Lui, ‘il Signore guardò all'umiltà della sua serva' (Lc 1, 48) molto più che alla sua verginità e, sebbene sia piaciuta per la sua verginità a Dio, è stato per l'umiltà che ha concepito".16

E noi? Anche noi procediamo così? Facciamo attenzione alla vanità, come ha fatto la Madonna in questa circostanza? Siamo coscienti che se acconsentiamo a un pensiero d'orgoglio questo può essere il punto di partenza per una seria decadenza nella vita spirituale? Oppure accettiamo deliziati qualsiasi elogio, reale o immaginario, che ci venga fatto?

L'atto di virtù che Lucifero e gli angeli cattivi non hanno praticato nel Cielo, né Adamo e Eva nel Paradiso Terrestre, Maria Santissima lo ha fatto nella forma più perfetta possibile. Che esempio sublime Ella ci dà, a noi così spesso preoccupati di ottenere onori dovuti o indebiti!

"Sarà chiamato Figlio dell'Altissimo"

31 "Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32 Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33 e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine".

In questi tre versetti, l'angelo indica le straordinarie caratteristiche di Colui che la Madonna avrebbe dovuto concepire. Esse erano in perfetta armonia con la Sacra Scrittura, che Maria Santissima conosceva come nessun altro, e con la ricca immagine del Messia formata da Lei nel Suo spirito, lungo gli anni.

Immaginiamo quale sarebbe stata la reazione di una giovane appena sposata di quel tempo, nel ricevere da un angelo la notizia che suo figlio sarebbe stato grande tanto nell'ordine soprannaturale: "sarà chiamato Figlio dell'Altissimo", quanto in quello naturale: "il Signore Dio Gli darà il trono di suo padre Davide". Impossibile escogitare qualcosa di più elevato!

Maria, invece, reagisce alla comunicazione dell'Angelo dando nuova dimostrazione di umiltà eroica. San Gabriele le annuncia che sarà la Madre del più importante dei figli di Israele: dello stesso Messia! E Lei lo ascolta tranquilla e serena, perché le sue preoccupazioni erano ben lungi dalla gloria personale.

Perplessità di fronte all'annuncio

34 "Allora Maria disse all'angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo'".

Qui risplende la Fede del tutto fuori dal comune della Madonna, di fronte all'annuncio fatto dall'Angelo. Sentendolo dire "concepirai e darai alla luce un figlio", riconosce che si tratta effettivamente di un messaggio divino, e non frappone alcun ostacolo alla sua realizzazione. Tuttavia, tra le grazie di cui era piena, riluceva un insuperabile amore per la virtù della castità. Sposata con San Giuseppe, aveva pattuito con lui di mantenersi vergini per tutta la vita. 17 Ed è in questo senso che si deve intendere l'espressione "non conosco uomo alcuno". Possiamo supporre che ci siano state lunghe conversazioni tra Lei e San Giuseppe a questo proposito, arrivando alla conclusione che era chiaramente ispirato da Dio il voto di castità fatto da entrambi.

Anche con questa convinzione ben radicata nell'anima, Ella non aveva dubitato delle parole di San Gabriele. Gli presentava soltanto la sua perplessità, per conoscere più a fondo come si sarebbe dovuto concretizzare il disegno divino.

Origine interamente soprannaturale del Verbo Incarnato

35 "Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. 36 Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile, 37 nulla è impossibile a Dio".

Chi se non Dio, suo Creatore, conosceva l'amore straordinario della Vergine Santissima per la virtù della purezza? Per questo Egli, che è la Delicatezza in essenza, si è preso cura di mandare il celeste messaggero a risolvere con straordinaria elevazione e riverenza la sua santa perplessità.

Gustavo Kralj  
Annunciazione
Particolare del fregio dell’ “Annunciazione”, del Beato Angelico – Museo Diocesano, Cortona

Conoscendo per istruzione divina il problema che la maternità divina sollevava in Lei, l'angelo Le mostra che, come aveva concesso a sua cugina Elisabetta di concepire un figlio in vecchiaia, l'Onnipotenza divina avrebbe potuto far- La concepire senza il concorso di un uomo. E Lei, risplendente di saggezza e intelligenza, intende in tutta la sua profondità le spiegazioni dell'Angelo e subito le accetta.

L'origine del tutto soprannaturale del Verbo Incarnato fu rivelata in quel momento. Quali considerazioni deve aver fatto Maria nel momento in cui conobbe la portata di questo avvenimento!

Maria ha generato nel tempo la stessa Persona generata dal Padre nell'eternità

38 "Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". E l'angelo partì da lei ".

La schiavitù è lo stato più deplorevole per una creatura umana. Secondo il Diritto Romano, chi cadeva in questa situazione era considerato cosa, res, perdendo tutti i diritti propri della persona umana. Quando la Vergine Maria disse: "Ecco la serva del Signore", lo ha fatto con totale coscienza, collocandoSi interamente nelle mani di Dio, con assoluta fiducia nella sua liberalità.

A partire da quest'atto di radicale accettazione, tutto fatto di umiltà e di fede, subito dopo si operò il concepimento del Verbo Incarnato nel suo seno virginale.

Consideriamo ora un aspetto particolarmente commovente di questo fiat.

Il Verbo di Dio fu generato dal Padre fin dall'eternità. ConoscendoSi, Egli generò un Figlio eterno senza concorso di madre alcuna, in un modo misterioso che la nostra intelligenza non riesce a comprendere.

Ora, subito dopo il consenso della Vergine - "Ecco la serva del Signore, si faccia in Me secondo la tua parola" -, lo Spirito Santo iniziò in Lei il processo di gestazione del Verbo Incarnato. Lei divenne Madre senza concorso di padre naturale. Esiste, infatti, tra il Padre Eterno e Maria Santissima un parallelo di impressionante grandezza: considerando le sue magnificenze, Questi genera il Figlio nell'eternità; e Maria, ponendo nelle mani di Dio la propria contingenza, genera il Figlio di Dio nel tempo!

Essendo la più umile di tutte le creature, la Madonna riproduce in qualche modo la generazione del Verbo nell'eternità, dando origine sulla terra alla natura umana di Nostro Signore. Il Padre creò tutte le cose nel Verbo e col Verbo; con l'Incarnazione, Maria permetterà al Figlio di offrirSi in sacrificio al Padre, per la restaurazione di tutte le cose degradate dal peccato.18

Il grandioso piano dell'Incarnazione e della Redenzione del genere umano è dipeso da questo fiat di Maria, perché se, per un'ipotesi assurda, Lei non avesse accettato, non ci sarebbe stata la Redenzione.

III - La festa dell'armonia nell'universo

Come abbiamo visto all'inizio di questo articolo, Dio scelse, tra infinite possibilità, di creare il migliore degli universi, nel quale tutto si adatta in funzione del Signore Gesù, perché se Egli avesse creato tutti gli esseri nel loro grado massimo di perfezione sarebbe sorto, paradossalmente, un tremendo handicap, maggiore di qualunque altro possiamo concepire: quello per cui il Verbo Incarnato non avrebbe potuto offrire niente di Sé per rendere più elevata la Creazione.

Dobbiamo, pertanto, rallegrarci delle nostre limitazioni e, in un certo senso, persino dei nostri peccati, perché essi permettono a Nostro Signore di esercitare la misericordia, versando su di noi, per mezzo di Maria Santissima, quello che in Lui esiste in pienezza assoluta.

Tuttavia, la fecondità del Preziosissimo Sangue di Gesù è tale che, riparando e perdonando, Egli non solo ci restituisce quello che abbiamo perso, ma ci porta un complemento, dandoci ancor più di quanto anteriormente possedevamo. In questa maniera, possiamo ottenere, con la grazia divina, quello che gli esseri più perfetti, se fossero creati, avrebbero per natura.

Ora, è stata la Vergine Maria, con la sua disponibilità e obbedienza, che ha introdotto nel fulcro dell'Opera divina la Creatura culmine e modello archetipico di tutto quanto esiste, da Cui tutto defluisce. Pertanto, la Solennità dell'Annunciazione del Signore celebra la restaurazione dell'armonia nell'Universo. È la comemorazione del giorno in cui la Creazione ha cominciato a brillare con una luce tutta divina, per i meriti di Maria Santissima.

1 "L'umanità di Cristo, per il fatto di esser unita a Dio, la beatitudine creata, per essere il diletto in Dio e la Beata Vergine, per esser la Madre di Dio, hanno in certa misura un'infinita dignità, proveniente dal bene infinito che é Dio. A questo proposito, nulla può esser fatto meglio di loro, poiché nulla può esser meglio di Dio" (SAN TOMMASO D'AQUINO. Somma Teologica, I, q.25, a.6, ad.4).
2 Idem, I, q.25, a.6, ad.3.
3 SAN BERNARDO. Opere Complete. Omelie sulla Vergine Madre 3,1. Madrid: BAC, 1953, t.I, pag.207.
4 SAN BONAVENTURA. Meditaciones de la vida de Cristo. Buenos Aires: Santa Catalina, 1945, pag.7.
5 SANT'AGOSTINO. Sermo 215, 4.ML 38, 1074.
6 JOURDAIN, Zéphyr-Clément. Somme des grandeurs de Marie. 2.ed. Paris: Hyppolite Walzer, 1900, t.II, pag.268.
7 CAMPANA, Emile. Marie dans le Dogme Catholique - Les Prérogatives de Marie. Montréjeau: Soubiron- Cardeilhac, s.d., t.II, pagg.281-282
8 Cfr. ROYO MARÍN, OP, Antonio. La Virgen María. Madrid: BAC, 1968, pagg.252-268.
9 CAMPANA, op. cit., pag.278.
10 Idem, pag.281
11 Cfr. GARRIGOU-LAGRANGE, OP, Réginald. La Mère du Sauveur et notre vie intérieure. Paris: Les Éditions du Cerf, 1954, pagg.34-36.
12 Idem, pag.35.
13 Idem, ibidem.
14 SAN LORENZO DI BRINDISI. Marial - María de Nazaret, "Virgen de la Plenitud". Madrid: BAC, 2004, pag.206.
15 SAN TOMMASO D'AQUINO. Op. cit., III, q.30, a.1, ad 2.
16 SAN BERNARDO. Op. cit., Homilías sobre la Virgen Madre 1,5, pag.189.
17 Cfr. SAN TOMMASO D'AQUINO. Op. cit., III, q.28, a.4.
18 Osserva a questo proposito Alastruey: "L'Annunciazione dimostra la partecipazione all'Incarnazione e, pertanto, alla restaurazione del mondo decaduto, ottenuta dalla Santissima Vergine, dal cui consenso Si è degnato di dipendere lo stesso Dio per incarnarSi nel suo seno" (ALASTRUEY, Gregorio. Tratado de La Virgen Santísima. Madrid: BAC, 1945, pag.71).

(Rivista Araldi del Vangelo, Marzo/2012, n. 107, p. 10 - 17)

Suo voto :
0
Risultato :
0
- Voti: 0

Articoli suggeriti

I riti e cerimonie della Santa Chiesa Cattolica: Nostalgia anticipata della Patria Celeste

La Santa Chiesa, nel corso dei secoli, ha arricchito i suoi riti e cerimonie, offrendo occasioni di consolazione spirituale e di veri incontri con Dio...Leggi tutto

Io sto vicino a ognuno...

Il tempo trascorreva e il mistero continuava a non essere svelato! Il parroco, però, non lasciava che lo spirito degli abitanti, he continuavano a cercare senza alcun esito la statua della loro patrona, si abbattesse. ...Leggi tutto

"Vecchi"... come certi vini

Quante volte le nostre anime possono sentirsi come una bottiglia di vino custodita in una buia cantina, che il Divino ispensiere non sembra nemmeno DegnarSi di guardare… Però, al momento opportuno Egli verrà a farci visita. ...Leggi tutto

La voce del silenzio

È il silenzio una semplice assenza di rumore o di comunicazione? Non sempre... A volte esso parla più delle parole, aprendo le orecchie dell’anima alle sublimità del soprannaturale....Leggi tutto

La docilità allo Spirito Santo insegnata da dei pagani

Alla durezza di cuore della maggioranza del popolo eletto, che rifiuta la nascita del Messia, si oppone l'esempio di docilità alla chiamata di Dio, manifestato da re pagani di terre lontane....Leggi tutto

Copyright Araldi del Vangelo. Tutti i diritti riservati.