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Storie per bambini

La risposta di San Giuseppe

Pubblicato 2012/03/07
Autore : Barbara Honório

Caterina, una sarta giovane e pia, aveva avuto sempre molta devozione per San Giuseppe. Fin da piccola, la nonna le aveva insegnato che il grande Patriarca della Chiesa vegliava, con affetto

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Ansimante per la corsa, legò con cura il biglietto alla zampa della colomba. Liberandola in aria, rimase fiduciosa in attesa  della risposta del Santo Patriarca.

La risposta di San GiuseppeBarbara Honório

Caterina, una sarta giovane e pia, aveva avuto sempre molta devozione per San Giuseppe. Fin da piccola, la nonna le aveva insegnato che il grande Patriarca della Chiesa vegliava, con affetto, sulle necessità spirituali e materiali di coloro che a lui ricorrevano, poiché era stato il custode e l'economo della Sacra Famiglia. Nella chiesa della sua piccola città, c'era una bella immagine del santo, a cui lei faceva visita tutti i giorni, dopo aver assistito alla Messa, con molto raccoglimento e fervore.

La sua era una famiglia semplice e molto religiosa. La mamma era rimasta vedova presto e, per questo, le due vivevano con la nonna, mantenendosi col lavoro di cucito di entrambe. Ancora bambina, abile e intelligente, aveva imparato a cucire e a ricamare, e lo faceva alla perfezione. Lavorava in un laboratorio di alta moda ed era la miglior professionista del posto. La signora Marietta, proprietaria dello stabilimento, la stimava molto e riconosceva il suo talento.

Oltre a servire i clienti con molta educazione e cordialità, non trascurava di intrattenersi con loro in conversazione, raccontando storie di santi e incoraggiandoli ad aver Fede. Per questo, molti la trattavano come confidente, poiché lei ascoltava i loro problemi e le loro difficoltà con interesse e dava buoni consigli, non senza raccomandare di aver molto amore per San Giuseppe.

San Giuseppe

 

Caterina raccomandava sempre
a tutti molto amore e devozione
a San Giuseppe

Tuttavia, ebbe bisogno di dedicare un po' meno tempo al lavoro, per un'improvvisa malattia della nonna. Infine, per dedicarsi a lei completamente, non trovò altra soluzione che abbandonare l'impiego, divenendo sua infermiera personale. La povera signora ebbe una malattia molto lunga e dolorosa, che prosciugò alla fine tutti i risparmi della famiglia. I lavori di cucito della mamma ormai non bastavano per tutto... Finirono per avere molti debiti da pagare.

Finalmente, essendosi la buona anziana ristabilita, Caterina tentò di tornare al lavoro. Nel frattempo, nel laboratorio il suo posto era già stato occupato e lei si trovava alla fine di una lunga fila d'attesa. La signora Marietta, per quanto la stimasse, era una donna d'affari e non era disposta ad assumere più nessuno, non avendone il bisogno, e nemmeno avrebbe licenziato la nuova impiegata senza una giusta causa. Siccome la città era piccola, erano poche le alternative per la giovane.

Pensò, allora, di mettersi in proprio, ma sarebbe stato più difficile, perché i clienti continuavano a rivolgersi all'atelier. La sua unica speranza era tornare là, poiché aveva bisogno di pagare i debiti e mantenere la casa, ma come farsi di nuovo accogliere? Non voleva essere d'ostacolo per la nuova sarta, perché anche lei doveva aver bisogno di lavorare...

Vedendosi in grande difficoltà, Caterina andò in chiesa e si mise in ginocchio davanti a San Giuseppe, chiedendogli di non abbandonarla in quell'emergenza. All'improvviso, ebbe un'ispirazione e tornò di corsa a casa...

La giovane aveva una colomba di valore, bianchissima e mansueta, con cui giocava e si distraeva. Era così affettuosa con l'uccellino, che la colomba era solita compiere le sue evoluzioni tutti i giorni, per poi tornare tranquillamente, la sera, senza mai perdersi. Giunta a casa, ansimante per la corsa, scrisse un messaggio su un pezzetto di carta, prese la colomba e lo legò con cura alla zampetta. Liberandola, in aria, disse:

- Vola, colomba mia e porta questo messaggio a San Giuseppe.

Rimase tranquilla, nella certezza che quel messaggio urgente avrebbe solcato i cieli fino a giungere dal Santo Patriarca. Più tardi, quasi all'imbrunire, la colomba ritornò a casa, senza il biglietto alla zampetta...

La risposta di San Giuseppe non si fece attendere molto tempo!

Il giorno seguente, di buon mattino, la signora Marietta bussava alla porta della casa della giovane, chiedendo di lei. Dopo averla salutata, disse subito:

- Caterina, vengo qui così presto perché ho bisogno del suo servizio oggi stesso!

La risposta di San Giuseppe
Ingegnosa e intelligente, aveva
imparato molto presto a cucire
e a ricamare

Allora le narrò l'accaduto. Quella stessa mattina, ancor prima dell'alba, aveva ricevuto la visita di un venerando anziano, che le aveva fatto un'ordinazione molto importante, da parte della signora più ricca della città vicina. Questa voleva una serie di ricami per decorare la sua nuova casa e anche il vestito di compleanno di sua figlia, che avrebbe compiuto quindici anni tra breve. Voleva assolutamente che il lavoro fosse fatto da Caterina, poiché aveva avuto notizie che lei era la miglior sarta e ricamatrice della regione. Siccome la padrona del laboratorio aveva affermato che non lavorava più da lei, l'anziano aveva detto che allora avrebbe riportato indietro tutto il materiale che aveva con sé, perché aveva ricevuto a tal riguardo un'esplicita raccomandazione.

La signora Marietta, percependo che valeva la pena concludere l'affare per la sua reputazione e per quella del suo atelier, non ebbe alcun dubbio a rassicurare il rispettabile signore che la giovane avrebbe ripreso la sua attività quel giorno stesso. Con questa garanzia, egli aveva lasciato i tessuti e i disegni in base ai quali dovevano esser eseguiti i lavori, e se ne era andato. E lei ora era lì a supplicarla di riprendere l'impiego.

Non potendo più contenere le lacrime per l'emozione, Caterina raccontò alla sua padrona quello che aveva fatto il giorno prima. Come era arrivata rapidamente la risposta di San Giuseppe! Anche la signora Marietta si emozionò e volle accompagnare la sua impiegata e amica in chiesa, dove si diresse con la madre e la nonna per ringraziare il suo santo protettore per questo grande beneficio.

La notizia corse per il vicinato, facendo crescere enormemente la devozione di tutti e una Messa solenne fu fatta celebrare da Caterina, in azione di grazie per l'aiuto dato dall'illustre patrono. In occasione della sua festa, da lì a poco, al grande Patriarca della Chiesa fu dato il titolo di patrono della città, si addobbarono le vie e le piazze per celebrarlo, nella certezza che il suo aiuto non viene mai a mancare a tutti coloro che ricorrono a lui con amore e fiducia.

(Rivista Araldi del Vangelo, Marzo/2012, n. 107, p. 46 - 47)

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