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Storie per bambini

Un’ispirazione angelica

Pubblicato 2012/02/08
Autore : Fernanda Cordeiro da Fonseca

Era una giornata calda, poiché si approssimava l'estate. In quelle terre, il sole ardente non risparmiava i contadini, che approfittavano del calore e delle piogge per preparare la terra e le semine...

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Prendendo Gabriella per mano, Michela corse in direzione della scala,
per fuggire. Intanto, il fuoco infuriava sempre più e  non avevano
da dove uscire...

Fernanda Cordeiro da Fonseca

Era una giornata calda, poiché si approssimava l'estate. In quelle terre, il sole ardente non risparmiava i contadini, che approfittavano del calore e delle piogge per preparare la terra e le semine, come pure per prendersi cura dei frutteti, per ottenere una buona raccolta prima del ritorno del tempo freddo e secco.

Michela e Gabriella passavano le vacanze a casa del nonno, il signor Leonardo, grande possidente della regione. Esse erano incantate delle grandi piantagioni e correvano con gioia per i campi, quando non andavano a cavallo, salendo i poggi e contemplando il paesaggio montagnoso. Siccome erano due sorelle che si volevano molto bene ed erano le uniche bambine della casa, giocavano da sole, inventando giochi con quello che trovavano: facevano cavallini con le patate e gli stuzzicadenti, pentoline d'argilla e bamboline con le spighe di grano.

La sera, dopo aver cenato e recitato il rosario con la nonna e tutta la famiglia vicino all'oratorio della Vergine del Perpetuo Soccorso, arrivava il momento più atteso della giornata: ascoltare le storie raccontate dalla pia signora, piene di avventure e particolari interessanti, come quello della protezione degli angeli e degli abitanti del Cielo verso coloro che amano veramente Dio.

Così trascorrevano quei giorni di riposo, più veloci di quanto esse avrebbero desiderato...

Un pomeriggio, le bambine andarono a giocare tranquillamente al piano superiore di uno dei grandi granai del nonno. Avevano un gran numero di bamboline, alcune in sella ai loro cavallini vegetali, che partivano per preparare una grande semina, in un campo lontano da lì. Alcune bamboline preparavano delle prelibatezze, nelle pentoline di terraglia, per lenire il peso della giornata lavorativa. Attraverso la grande finestra entrava la luce dorata del sole, illuminando quell'innocente divertimento e una brezza gradevole soffiava, alleviando il calore che faceva fuori.

Esse non capirono, tuttavia, che la forza di un raggio di sole aveva inciso su un pezzetto di vetro - forse un pezzetto di un bicchiere rotto - lasciato cadere da qualche contadino distratto in mezzo alla paglia del piano di sotto del granaio, e aveva provocato una piccola fiamma, che si era presto propagata tra i chicchi lì immagazzinati...

Il fuoco si muoveva rapidamente e quello che sembrava esser un focherello inoffensivo assumeva le proporzioni di un incendio! Le fiamme presto consumarono le provviste immagazzinate e già aggredivano la scala di legno che conduceva al secondo piano.

Le bambine, volando con la loro immaginazione fertile, erano talmente assorte nel gioco che non si accorsero della tragedia che le minacciava, mentre il fuoco cominciava già a consumare le travi della struttura e il pavimento del recinto.

Vedendo un'animazione strana fuori del granaio - vari contadini, percependo il disastro, avevano dato il segnale d'allarme -, con molta gente che correva e gridava, e sentendo un puzzo di bruciato, Michela lasciò le bambole e si voltò indietro, lasciandosi cogliere di sorpresa dalle grandi fiammate che le stavano già lambendo. Essendo la sorella maggiore, prese Gabriella per mano e corse in direzione della scala, per fuggire di corsa. Ma, il fuoco lì era più aggressivo ed esse non avevano modo di uscire...

- Madonna mia, soccorrici! - gridò la piccola, spaventata.

Gli adulti, dall'esterno, non sapevano che le bambine fossero lì, e non udirono le loro grida di spavento, perché anche loro gridavano, tentando di organizzarsi per spegnere il fuoco che minacciava gli altri granai vicini e perché i legni e le sementi, bruciando, facevano un baccano terribile.

Gabriella, percependo il grande pericolo che correvano, disse alla sorella:

- Chiediamo aiuto agli angeli, come nelle storie della nonna. Che San Michele e San Gabriele ci soccorrano adesso!

Michela, allora, ebbe un'ispirazione angelica: avvicinatasi alla finestra, misurò l'altezza fino a terra. L'unica salvezza per loro era saltare! Tuttavia era molto alto... si sarebbero potute rompere un braccio o una gamba!

Con coraggio e fiducia nella protezione dei loro angeli patroni, la bambina raccolse un po' di paglia su cui stavano sedute prima a giocare, e la gettò dalla finestra, nella speranza di attutire la sua caduta. Poi disse alla sorellina:

- Salto prima io! Tu salti dopo, così da giù ti aiuto.

E saltò! La bambina sembrava non aver peso... Giunse a terra come una piuma. Gabriella, vedendo il buon esito della sorella, si riempì di coraggio e saltò anche lei. Accadde la stessa cosa e le due corsero vicino agli adulti che tentavano di spegnere il fuoco, sane e salve!

Il signor Leonardo, quando le vide, non ci poteva credere, poiché non pensava che si trovassero in mezzo alle fiamme... Oh, prodigio! Il buon fattore le abbracciò commosso, ma dovette seguitare nella lotta ingaggiata contro il fuoco, insieme ai suoi capomastri.

In poco tempo ebbero ragione del fuoco e gli altri granai furono salvi! Solo allora il buon nonno poté udire dalle nipotine la loro incredibile storia.

Come ringraziamento per la protezione angelica e per il fatto che gli angeli non avevano permesso un disastro maggiore nella sua fattoria, il signor Leonardo fece costruire al posto del granaio bruciato una cappella dedicata a San Michele e a San Gabriele, ora patroni di tutta la sua proprietà.

Le bambine non si dimenticarono più di questo grande aiuto e non smisero mai di pregare e chiedere la protezione dei santi angeli nelle loro vite, seguendo sempre le loro preziose ispirazioni.

(Rivista Araldi del Vangelo, Febbraio/2012, n. 106, p. 46 - 47)

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