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Storie per bambini

La casa di Dio e la porta del Cielo!

Pubblicato 2011/12/30
Autore : Suor Maria Teresa Ribeiro Matos, EP

Il Dott. Roberto era un facoltoso avvocato. Appartenente a una famiglia di tradizione nel mondo del diritto, era molto stimato nella società in cui viveva

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Afferrato il cappotto, la sciarpa, il cappello e indossati gli stivali, decise
di seguire la fedele vecchietta. Aveva bisogno di sapere quale forza
dava impulso a quella signora!

Suor Maria Teresa Ribeiro Matos, EP

Il Dott. Roberto era un facoltoso avvocato. Appartenente a una famiglia di tradizione nel mondo del diritto, era molto stimato nella società in cui viveva. Non aveva figli e la sua giovane sposa, Rachele, era una  cattolica esemplare, ma soffriva per la mancanza di bambini che rallegrassero la sua casa. Tuttavia, soffriva  ancor più perché vedeva il suo sposo preoccupato solo per il lavoro e gli affari, mentre disprezzava tutto  quello che avesse riferimento alla Chiesa e alla Religione.

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“Chiesa, a fare cosa? Dio ha già la
sua casa in Cielo…”

Tutti i giorni Rachele pregava il Rosario, chiedendo l’intervento della Santissima Vergine affinché le  concedesse la grazia di esser madre e di convertire il duro cuore di suo marito. Non poteva mai andare in chiesa, perché il Dott. Roberto le diceva:

– In chiesa, a fare cosa? Dicono che quella è la casa di Dio. Immagina se Dio vuole star rinchiuso in un sol  luogo... Dio ha già la sua casa in Cielo, e non ha bisogno di case su questa Terra!

Rachele ascoltava queste parole con le lacrime agli occhi e molto dolore nel cuore: come poteva una persona  esser tanto ingrata verso Dio, che ci ha dato l’essere, la vita, la natura, in una parola, ci ha dato tutto? Come  poteva essersi dimenticato delle grazie ricevute nell’infanzia, soprattutto quando aveva fatto la Prima  Comunione?

Comunque, non si scoraggiava e continuava a pregare.

Una sera l’avvocato giunse a casa commentando il fatto di aver ricevuto la proposta di assumere uno studio  di avvocatura nella città vicina. La città era piccola, è vero, ma tutti i casi giuridici dei dintorni sarebbero stati in mano sua. Era deciso ad accettare l’offerta e si sarebbero trasferiti entro un mese.

Di fronte alla prospettiva di una nuova vita, le speranze di Rachele aumentarono. Forse in una città più  piccola il suo sposo avrebbe avuto più tempo per ascoltare la voce di Dio...

E non si sbagliava! Nella cittadina dove si erano stabiliti, tutti i giorni uno scampanio festoso riempiva l’aria  con i suoi sonori timbri, invitando alla Messa della mattina e della sera. Molto sensibile alla musica, il Dott.  Roberto interrompeva sempre il lavoro e si affacciava al balcone per ascoltar meglio quei bei suoni.

La casa di Dio e la porta del Cielo!
La vecchietta, curva per il vento, saliva
penosamente verso la chiesa

Il suo nuovo studio si trovava nella via principale della città, al secondo piano di un vecchio palazzo, molto ben curato ed elegante. Tutti i giorni, alla stessa ora, ascoltando la melodia delle campane, egli osservava una vecchietta che, lentamente, saliva la china che portava alla cattedrale. Non c’era giorno che l’anziana non passasse di lì, vestita con semplicità e modestia, e con un incedere lento e sicuro. E lui pensava:

– Starà andando in Chiesa. Cosa ci sarà lì di tanto speciale, per attrarre una signora di quest’età, senza che  rinunci un solo giorno?

La durezza dell’avvocato cominciò ad essere addolcita dalla perseveranza della devota vecchietta. Rachele non smetteva di pregare e, a volte, accompagnava il marito al davanzale dello studio, vedendo anche lei la  fedele anziana in cammino per assistere alla Messa. Come desiderava seguirla... Confidava che un giorno  sarebbe avvenuto...

Giunse l’inverno e, con questo, la neve. La cittadina, fra le alte montagne, divenne bianchissima, e nel  contempo gelida. A causa dell’altitudine, il vento era ancora più sferzante! Una sera particolarmente fredda, il Dott. Roberto decise di chiudere lo studio prima del solito, per una tempesta di neve tremenda. Neppure le campane della cattedrale suonarono per la Messa della sera.

Intanto, la grazia divina lavorava il cuore di quell’incredulo avvocato... Guardando l’orologio e vedendo che  era l’ora della Messa, pensò:

– Ah! Oggi non suonano nemmeno le campane! Impossibile che la “mia vecchietta” si avventuri a fare una  camminata così rischiosa!

E, automaticamente, si avvicinò al balcone. Quale non fu la sua sorpresa, quando vide la vecchietta, col suo  passo ancora più lento, curva per il vento, tutta infagottata, dirigersi alla chiesa. La china aveva molta neve e  la povera signora dovette aiutarsi nella salita appoggiando le mani per terra, per non scivolare.

Stupito, Roberto esclamò:

– Non è possibile! Che cosa spinge questa signora ad affrontare una tale intemperie?

Edith Petitclerc  
La casa di Dio e la porta del Cielo!
In ginocchio, diceva sottovoce: “Veramente,
qui è la casa di Dio! È la porta del Cielo!”

Afferrato il cappotto, la sciarpa, il cappello e indossati gli stivali, decise di seguire la fedele vecchietta. Aveva bisogno di sapere quale forza dava impulso a quella signora! Giunto alla salita, non ebbe altra alternativa che imitare l’anziana, appoggiando anche lui le mani per terra, poiché era tutto molto  sdrucciolevole.

Chi lo avrebbe detto! Quell’incredulo avvocato affrontava una tempesta di neve, praticamente andando a  gattoni, per vedere ciò che c’era in quella chiesa, che egli aveva tanto disprezzato...

Entrando nella cattedrale, la penombra dell’illuminazione, la luce del lume del Santissimo, il suono del canto gregoriano, intonato dal prete e dal suo chierichetto, e la voce ferma della vecchietta che rispondeva alla Messa toccarono la sua anima! Guardando verso il tabernacolo, la cui porta dorata sembrava brillare in  quell’ambiente di pace, cadde in ginocchio, piangendo, e dicendo sottovoce:

– Veramente, qui è la casa di Dio! È la porta del Cielo!

Terminata la Messa, chiamò il sacerdote e gli raccontò tutta la sua storia. Chiese la Confessione e, a partire  da quel momento, fece il proposito di non abbandonare mai più la Religione. Tornato a casa, raccontò tutto a  Rachele che, emozionata, aveva solo parole di ringraziamento alla Madonna per il miracolo di questa  conversione.

Tuttavia, siccome la Vergine Santissima non si lascia superare in generosità, qualche tempo dopo,  ricompensò la pia signora, con la grazia della maternità. La giovane coppia portò subito a battezzare e a consacrare alla Madonna ogni bambino che nasceva, affinché fosse Lei stessa il suo aiuto e protezione  durante questa peregrinazione terrena. E non appena il piccolo cominciava a comprendere le cose, quello che  il Dott. Roberto gli insegnava prima di tutto, mostrando le imponenti torri della cattedrale, nell’ora in cui  suonavano le campane, era:

– Vedi, suonano le campane della chiesa. Lì è la casa di Dio! È la porta del Cielo!

(Rivista Araldi del Vangelo, Dicembre/2011, n. 105, p. 46 - 47)

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