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Storie per bambini

Il regalo del contadino

Pubblicato 2009/04/07
Autore : Lucia Nga Thi Vu

n bel giorno d'estate, passate le forti piogge di primavera, il signor Francesco cominciava un'altra giornata della sua solita vita di contadino, nel regno della Valle delle Acque Chiare .

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Poteva un rozzo contadino osare offrire delle semplici mele al re? Ciò che alle guardie parve uno scandalo, non lo fu per la buona regina .

Lucia Nga Thi Vu

Un bel giorno d'estate, passate le forti piogge di primavera, il signor Francesco cominciava un'altra giornata della sua solita vita di contadino, nel regno della Valle delle Acque Chiare .

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Col suo modo di fare rozzo, egli si dirigeva affrettatamente verso il suo campo, per dare inizio alla raccolta di quell'anno. Entro pochi giorni sarebbe cominciata la grande fiera, dove egli voleva portare i suoi migliori frutti .

Il modesto contadino, malgrado l'età avanzata, aveva ancora una buona disposizione d'animo, e percorreva allegramente e con decisione tutti i filari e gli alberi del suo immenso "campo espressivo" - così era solito definire la sua piantagione, a causa della molteplicità di colori -, raccogliendo i frutti degli alberi, molti dei quali molto antichi, e di cui lui si occupava con particolare cura .

Quel giorno, decise di esaminare alcuni meli che si trovavano in un punto di difficile accesso. Lì giunto, ebbe una gradita sorpresa: quegli alberi avevano prodotto mele di incomparabile colore e bellezza. In verità, pensò, in tanti anni di lavoro, non ho mai visto niente di simile. Mature e lucenti, avevano un colore quasi scarlatto ed emanavano un delicato aroma .
Nel vederle, pensò: - Sono degne di un re! Allora gli venne in mente il suo sovrano, che tempo addietro gli aveva dato quel grande campo, quindi decise di consegnargli quelle magnifiche mele come regalo .

Prese le migliori con le sue mani incallite ed utilizzò un modesto panno per lustrarle. Poi le pose in un sacchetto, sistemandole per bene nel fieno .

Di ritorno a casa sua, ripose il resto della raccolta fatta in vista della successiva fiera e, dopo essersi messo in ordine come meglio poteva, si incamminò verso il palazzo Reale, portando in spalla un rozzo sacchetto con le mele per il re .
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Giunto alle porte della fortezza, si imbatté con due alti soldati armati di spada che erano a guardia del grande portone principale. Rivolgendosi ad uno di loro, disse: - Per favore, vorrei parlare con il re! Vedendo il deplorevole stato di quel povero contadino, la guardia gli rispose con un tono di disdegno: - Che cosa vuoi dal re? Fissa la tua udienza. E... vieni vestito più degnamente! - Potrei allora parlare col ministro? - Chi credi di essere? Che cosa vuoi insomma? - Vorrei consegnare un regalo al re .

- Ah! È questa roba? - disse con disprezzo l'altra guardia - lasciala lì sulla porta... la prenderà dopo il vetturino .

Il contadino esitò e si allontanò con disappunto .

All'improvviso apparve dall'alto della merlatura, una terza guardia, che diede un bello squillo di tromba .
Lentamente venne abbassato il pesante ponte levatoio, mentre un'elegante carrozza si approssimava. La regina stava arrivando! Quando era ormai vicina al portone del palazzo, al vecchio contadino venne un'idea. Approfittando della distrazione delle guardie, si gettò davanti al cocchio e fece un rustico gesto di saluto alla sovrana. Ella diede ordine di fermarsi e chiese delicatamente al pover uomo: - Figlio mio, desideri qualcosa? Meravigliato per l'affabilità della regina, il signor Francesco non sapeva neppure come rivolgerle la parola .

Vedendo i vestiti della sovrana, rimase estasiato per così belli e colorati ornamenti. Al loro cospetto, il colore delle sue mele gli sembrava addirittura quasi opaco! Ma, incoraggiato dalla bontà della regina, sollevò il suo povero sacchetto e disse: - Io vorrei... dare queste mele al re. Sono le migliori della mia raccolta! - Perché no, sta' tranquillo. Io stessa gliele consegnerò .

Allora il contadino scosse un po' il sacchetto, per togliere la polvere della strada e lo consegnò alla regina, che chiese: - Dimmi, qual è il tuo nome? - Ah, sì. Sono Francesco e abito nel Campo Nuovo, abbastanza vicino al palazzo .
La regina fece un cenno discreto affinché una delle cameriere prendesse nota e disse: - Senti, consegnerò le tue mele con molto piacere. Sappi che sono molto riconoscente per la tua generosità .

La carrozza entrò e il contadino si allontanò, tornando al suo lavoro .
Era contento, perché era riuscito a far recapitare le sue mele nella miglior maniera possibile. Fatto questo, tornò ad occuparsi della fiera, che in breve sarebbe cominciata .

Entrata a palazzo, la regina suonò un campanello e disse ad una dama di corte: - Hanno appena portato queste mele, affinché io le consegni al re. Tu devi curarne la presentazione meglio che puoi. È bene lavare e pulire questa frutta, in modo che risulti molto lucente. Poi, prendi un vassoio d'argento, mettile bene al centro e, intorno, abbellisci con alcune ciliegie. Così le consegnerò al re .

Poco dopo, la dama fece ritorno con le mele già pronte e le consegnò alla regina. Questa prese il vassoio e lo portò al re, che si trovava nella sala da pranzo, ormai alla fine del pasto in attesa del dolce .

Il re, vedendola entrare, disse: - Signora, che cosa fate con questo vassoio in mano? - È il regalo di un contadino, la cui proprietà è molto vicina al palazzo .

- Che belle mele! Che meraviglia! Il re le assaporò con vero piacere, mentre la regina assisteva contenta alla scena. Egli ordinò che fosse consegnata al contadino una buona porzione di ciliegie del palazzo, disposte anch'esse su un bel vassoio .

Alcuni giorni dopo, mentre era in pieno lavoro, il signor Francesco vide da lontano una carrozza. Si sporse, osservò bene e... capì che veniva verso di lui! Chi poteva essere? Scosse la polvere dai suoi vestiti ed aspettò. La carrozza si fermò e scese un lacchè che, rivolgendosi al contadino, disse: - Il re ti invia queste ciliegie, in riconoscenza per le mele che gli hai offerto .

L'umile contadino ne fu sorpreso e, rimanendo a bocca aperta, impiegò un po' di tempo prima di rispondere .
- Che bella frutta! Aspetti che la prendo e le restituisco il vassoio! - Ah... No. Anche il vassoio d'argento è un regalo reale... Buon lavoro! La carrozza si allontanò e il contadino cominciò a piangere per l'emozione .

Mai si sarebbe aspettato nella sua vita di ricevere un simile regalo dal suo re! * * * Per noi, la regina di questa storia è la Madonna, che porta tutte le nostre offerte, per quanto semplici esse siano, a Gesù, il Re dei re. Per una modesta "mela", Ella ottiene per noi meraviglie! È quello che dice il grande santo mariano San Luigi Grignion de Montfort: "Mettiamo nelle mani di Maria le nostre buone azioni, che nonostante appaiano buone sono in fondo macchiate e indegne di Dio e Lei, avendo ricevuto il nostro povero regalo, lo purificherà, santificherà e renderà bello in tal misura, che diventerà degno di Dio" .

Facciamo tutto per mezzo di questa Madre tanto generosa e piena di compassione verso di noi. In Lei troviamo il mezzo più rapido, facile ed efficace per giungere a Dio.

 (Revista Araldi del Vangelo, Luglio/08, n. 63. p. 46-47)

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