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Storie per bambini

Il primo “albero di Natale”

Pubblicato 2011/12/08
Autore : Suor Tammie Laura Bonyun, EP

Vedendolo, Gesù sorride in modo incantevole e stende le sue adorabili manine per afferrare quelle luci così scintillanti. Il piccolo pino non sta in sé dalla contentezza...

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Vedendolo, Gesù sorride in modo incantevole e stende le sue adorabili manine per afferrare quelle luci così scintillanti. Il piccolo pino non sta in sé dalla contentezza...

Suor Tammie Laura Bonyun, EP

Il periodo natalizio spunta sempre con un'euforia di colori e gioia; case e strade vengono addobbate per celebrare la nascita del Salvatore, l'avvenimento magno dell'Umanità. Le canzoni più sublimi e armoniose sono intonate per riscaldare il Dio Bambino e i piccoli pini, sempreverdi, sono agghindati con ornamenti belli e attraenti, come pure con luci, cioccolatini e dolci.

Chi non ha sperimentato l'incanto, da bambino, di addobbare un albero di Natale in casa? Intanto, molti bambini si domanderanno: chi há avuto l'idea di ornare il primo albero, la notte di Natale? Ricordiamo l'origine leggendaria di questo bel costume natalizio.

* * *

È notte. La natura dorme sotto un manto bianco, soave e gelido nelle terre d'Oriente. Le stelle scintillano nel cielo e la luna sembra competere in candore e brillantezza con la neve. Gli alberi piangono, spogli delle foglie e dei fiori, e le loro lacrime congelate pendono dai rami, sembrando diamanti rilucenti al chiaro di luna. Un albero,però, si conserva verde e lussureggiante: è il pino che, nonostante il gelo e il freddo dell'inverno, non perde mai il suo fogliame e pare regnare in quella solitudine.

Ma, tutto dorme? No! In una povera e fredda grotta dei dintorni, una giovane vergine, di straordinaria bellezza, veglia insieme al suo casto sposo. Tra pochi minuti sarà Madre!

Mezzanotte! In forma miracolosa nasce il Bimbo: Egli non è un bambino qualsiasi. È allo stesso tempo Dio e uomo; creatura fragile e tenera, nel contempo, è l'Essere eterno e onnipotente, il Salvatore dell'Umanità, promesso ai profeti e da loro annunciato: è Gesù, il Figlio di Dio e di Maria!

In quel momento, una melodia sconosciuta si fa udire. In pochi istanti il Cielo si riempie di luci, colori e suoni straordinari, e appare una moltitudine di angeli che annunciano la nascita del Redentore, cantando: "Gloria a Dio nei cieli e pace in Terra agli uomini di buona volontà!"

La natura, fino ad allora secca e gelida, all'improvviso comincia a prendere vigore come se fosse primavera! Gli alberi rinnovano le loro foglie e fiori, diventando molto più belli di prima. Tutto diventa colorato e profumato. Animaletti, i più svariati, piccoli e grandi, escono dalle loro tane per giocare, felici, nella neve, già coperta di vita. Gli uccellini abbandonano i loro nidi per cantare le più belle armonie al loro Creatore fatto uomo. Anche tra gli alberi la gioia è generale, poiché tutti vogliono lodare questa meravigliosa nascita e hanno qualcosa da offrire al Bambino Dio, appena nato.

Solo uno, tra gli alberi, è triste e a capo chino: il pino. Esso era l'unico a rimanere verde in inverno. Tuttavia, ora, solo lui non ha fiori né frutti da offrire a Gesù. I suoi rami sono coperti di foglie, è vero, ma queste sono puntute e sembrano delle spine che non permettono al neonato di avvicinarsi, nel timore di far male alla sua pelle soave e delicata.

Gli altri alberi, avendo compassione della sua sventura, non possono fare niente. E il piccolo pino geme sottovoce, senza aver nessuno a cui ricorrere... Sarà vero che próprio nessuno possa rimediare alla sua tristezza?

Le stelle, là in cielo, brillano com più fulgore e così anch'esse lodano il Bambino Gesù. Illuminando tutto, capiscono che c'è in Terra qualcuno che non partecipa alla stessa felicità generale. È il povero pino che si sente inutile e senza grazia. Si guardano l'un l'altra con pena e una, la più grande e luminosa, propone:

- Lo vogliamo aiutare? Noi abbiamo tanta luce e siamo in tante a poter donargli un po' della nostra luminosità, ed in questo modo esso avrebbe qualcosa da offrire al Bambino Dio!

Tutte accettano la proposta e, com la rapidità del lampo, si lanciano sul pino, che si spaventa moltissimo, temendo di incendiarsi! Ma la paura passa subito e, in un istante, es Gli altri alberi, avendo compassione della sua sventura, non possono fare niente. E il piccolo pino geme sottovoce, senza aver nessuno a cui ricorrere... Sarà vero che próprio nessuno possa rimediare alla sua tristezza?

Le stelle, là in cielo, brillano com più fulgore e così anch'esse lodano il Bambino Gesù. Illuminando tutto, capiscono che c'è in Terra qualcuno che non partecipa alla stessa felicità generale. È il povero pino che si sente inutile e senza grazia. Si guardano l'un l'altra con pena e una, la più grande e luminosa, propone:

- Lo vogliamo aiutare? Noi abbiamo tanta luce e siamo in tante a poter donargli un po' della nostra luminosità, ed in questo modo esso avrebbe qualcosa da offrire al Bambino Dio!

Tutte accettano la proposta e, com la rapidità del lampo, si lanciano sul pino, che si spaventa moltissimo, temendo di incendiarsi! Ma la paura passa subito e, in un istante, esso si vede tutto coperto di brillanti stelle di tutti i colori. Che gioia! Ora sì, esso è degno di presentarsi davanti al Divino Bambinello, per lodarLo con questo meraviglioso brillio.

Vedendolo, Gesù sorride in modo incantevole e stende le sue adorabili manine per afferrare quelle luci così scintillanti. Il piccolo pino non sta in sé dalla contentezza... Finalmente, dopo tanta tristezza, esso ha un dono che fa sorridere il suo Creatore.

Da allora, ad ogni compleanno del Bambino Gesù, le stelle, senza mancare una sola volta, si sarebbero staccate dal firmamento per posarsi sui rami di tutti i pini della Terra ed insieme si sarebbero offerti in dono al Dio Bambino.

Quando Gesù si elevò al Cielo, le stelle non scesero più sulla Terra per adornare i pini. Esse andarono ancora più in alto di dove si trovavano prima per stare più vicini al Dio fatto Uomo e, in qualche modo, abbellire ancor di più quella festa eterna. Però, sulla Terra, per ricordare tale prodigio, i bambini cominciarono a decorare i pini, nell'epoca del Natale, con palline colorate, stelle rilucenti e ogni tipo di ornamenti e ghiottonerie, come offerta dei loro cuori innocenti, per rallegrare il Cuore del piccolo Salvatore.

Sappiamo anche noi, in questo Natale, offrire quello che abbiamo di meglio a questo Dio, fatto Bambino per aprirci le porte del Paradiso perduto col peccato, in attesa del momento in cui possiamo partecipare con Lui, la sua Santissima Madre e San Giuseppe, al grande banchetto della vita celeste.

(Rivista Araldi del Vangelo, Dicembre/2011, n. 104, p. 46-47)

 

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