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Storie per bambini

Il banchetto del Bambino Gesù

Pubblicato 2009/04/01
Autore : Elen Coelho

Si narra che in un convento vicino a Santarém, in Portogallo, vivesse fra Bernardo di Morlat, un virtuoso religioso. Uno dei suoi amici, un bravo contadino della regione

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I due bambini raccontarono al buon frate che un bambino partecipava tutti i giorni alla loro merenda. Chi sarà stato il nuovo e misterioso commensale?

Elen Coelho

Si narra che in un convento vicino a Santarém, in Portogallo, vivesse fra Bernardo di Morlat, un virtuoso religioso. Uno dei suoi amici, un bravo contadino della regione, gli aveva chiesto il favore di insegnare, per carità, a leggere e a scrivere ai suoi figli, bambini devoti e obbedienti.

Il frate accettò volentieri e, da allora, i piccoli uscivano tutte le mattine molto presto per il convento, portando con sé la loro provvista di cibo. Vi trascorrevano la giornata studiando ed aiutando nelle messe. Solo nel tardo pomeriggio tornavano a casa.

Una volta, con una familiarità tutta infantile, si sedettero a mangiare ai piedi di una statua della Madonna, che teneva in
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braccio Gesù Bambino. Con lo stesso candore, commentarono tra loro che non era molto carino mangiare senza invitare l'altro Bambino lì presente. Questi, miracolosamente, accettò l'invito di anime tanto innocenti e, sceso dalle braccia di Sua Madre, si mise a mangiare con i Suoi piccoli amici.

A partire da allora, tutte i giorni, Gesù scendeva a mangiare con i due fratelli, tanto che non fu più necessario chiamarLo. Non appena i piccoli aprivano il loro sacchettino, Egli era già tra loro. Diventarono amici al punto che non solo mangiavano ma anche conversavano e giocavano insieme. Il buon Gesù li aiutava persino a superare le difficoltà degli studi.

Soltanto una cosa lasciava perplessi i due innocenti: quel Bambino non portava mai la Sua razione di cibo, mentre loro erano obbligati a procurarsi più cibo, sebbene i loro genitori fossero molto poveri.

- Allora forse in Paradiso non ci sono molte cose buone che Lui possa portare? - si chiedevano.

Decisero di raccontare tutto a Fra Bernardo che, dopo aver esaminato bene il caso, rimase profondamente turbato da un così grande prodigio. Pregò Dio di illuminarlo e di fargli conoscere i suoi disegni riguardo ai piccoli. Allora suggerì loro:

- Non vi piacerebbe se il Bambino Gesù vi invitasse, almeno una volta, a casa di Suo Padre?

- Oh sì! Ci piacerebbe molto! Ma Lui non ce ne ha mai parlato - risposero.

Il buon frate spiegò loro:

- A dire la verità, a Lui piace se Glielo chiedono. Se Gesù continua a non portare nessun cibo, fateGli questa richiesta. Se Lui vi dice di sì, riceverete mille volte di più di quello che Gli avete dato.

E continuando la spiegazione, fra Bernardo parlò loro delle magnificenze e delizie del palazzo del Padre Eterno, e concluse:

- Quando il Signore verrà di nuovo a mangiare con voi, non dimenticatevi di chiederGli di essere invitati.
Ma diteGli quanto piacerebbe anche a me partecipare.

Il lunedì successivo, il Bambino Gesù scese di nuovo a mangiare con i due compagni. Terminato il pasto, prima che Lui mettesse piede sul piedistallo di pietra, per salire tra le braccia della Madonna, i due bimbi espressero timidamente il loro desiderio.

- Perché non ci inviti Tu, almeno una volta?

Gesù fece un cenno di consenso, mentre i bambini aggiungevano:

- Anche al nostro maestro piacerebbe partecipare alla festa.

Gesù allora disse loro:

- Tra tre giorni alla solennità dell'Ascensione, ci sarà un grande banchetto nella casa di mio Padre. Dite a fra Bernardo che vi invito al mio tavolo, dove parteciperete alla gioia degli angeli e dei santi.

Felicissimi, i due corsero a comunicare la bella notizia!

Tornati a casa loro, avvisarono i genitori che tre giorni dopo avrebbero partecipato a un banchetto in Cielo. Fra Bernardo lo comunicò al suo superiore e per tre giorni, maestro e discepoli rimasero in preghiera, presso l'altare della Vergine. Il frate spiegò ai bambini il senso dell'invito di Gesù e loro, infiammati d'amore, non volevano nient'altro se non lasciare questo mondo ed entrare senza indugio nella Patria Celeste.

Giunse il giorno dell'Ascensione. Tutte le messe erano già state celebrate nel villaggio. Mentre i frati si trovavano nel refettorio, fra Bernardo si diresse all'altare della Madonna, accompagnato dai suoi accoliti, e cominciò la celebrazione della santa Eucaristia. I due discepoli ricevettero con grandissima devozione, per la prima volta, il Pane Eucaristico. Nell'ora del rendimento di grazie, i tre si inginocchiarono sui gradini dell'altare, aspettando con fiducia il momento della partenza per la dimora celeste.

Più tardi, quando i religiosi entrarono in chiesa per recitare le preghiere dopo la refezione, trovarono Fra Bernardo e i due accoliti immobili, con le mani alzate al cielo e gli occhi fissi su Gesù Bambino. Si avvicinarono a loro e - Oh! Momento prezioso! - constatarono subito che essi avevano lasciato la vita terrena per la beatitudine eterna.

I loro corpi furono seppelliti ai piedi dell'altare del rosario. Molti anni dopo, quando furono aperti i tumuli per la traslazione dei resti mortali, questi esalavano un delizioso profumo, forse un ultimo residuo di quel lontano giorno nel quale, felici, salirono al celestiale banchetto del Padre Eterno...

(Revista Araldi del Vangelo, Ag/2008, n. 80, p. 46-47)

 

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