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Storie per bambini

Una fata vera ed un bambino di nome Giovanni

Pubblicato 2009/04/01
Autore : Clara dos Santos Nascimento

La storia che vi voglio raccontare è così incantevole che potrebbe cominciare col famoso "C'era una volta", ma non ha nulla di fantasioso

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Clara dos Santos Nascimento

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La storia che vi voglio raccontare è così incantevole che potrebbe cominciare col famoso "C'era una volta", ma non ha nulla di fantasioso. E' accaduta realmente più di cinque secoli fa in Spagna, più precisamente nel regno di Castela, in un paesino di appena cinquemila anime, chiamato Fontiveros. Correva l'anno 1548. Una giovane vedova, Caterina Álvarez de Yepes, lottava con tutte le sue forze per mantenere i suoi tre figli: Francesco, Luigi e l'ultimogenito Giovanni, di appena sei anni di età.

In questo ambiente di bisogno, la crescita dell'ultimogenito Giovanni fu pregiudicata, tanto che rimase piccolo e denutrito. Ma questo non gli impediva di partecipare ai giochi con i bambini della sua età.

Un giorno si trovava con i suoi amichetti ai margini di un lago palustre.
Erano tutti impegnati in un gioco.

Consisteva il divertimento per ogni bambino lanciare nell'acqua, ad una certa distanza, una bacchetta per poi raccoglierla stando a riva.

Giovanni lanciò la sua bacchetta con forza e subito dopo tentò di prenderla.
Ma questa si era fermata più lontano di quanto era la portata delle sue piccole braccia. Con ciò, perse l'equilibrio e cadde nell'acqua melmosa.

Andò a fondo e ritornò a galla, ma affondò nuovamente, sempre più lontano dalla riva. I suoi piccoli amici non sapevano cosa fare, non avevano modo di soccorrerlo e cominciarono a gridare.

Notarono nel frattempo che il piccolo Giovanni fluttuava serenamente ed aveva lo sguardo fisso in qualcosa che loro non
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vedevano. Che cosa stava succedendo? Dopo due involontarie immersioni, tornando a galla, egli notò la presenza di una Signora di incantevole bellezza, avvolta nella luce, sorridente, che gli tendeva la mano bianchissima affinché lui la afferrasse e, in questo modo, potesse uscire dal pantano.

Ma il nostro piccolo eroe, completamente dimentico di sé e incantato dalla bellezza della meravigliosa Dama, non osò afferrare questa mano che tanto maternamente gli era offerta, anche perché l'avrebbe sporcata di fango, e questo lui non lo voleva fare nel modo più assoluto! In quel mentre, sulla riva, attirato dalle grida dei bambini, apparve un contadino che aveva con sé un lungo bastone. Per fortuna il bastone aveva una misura sufficiente per raggiungere il piccolo Giovanni, che fu tirato fuori sano e salvo.

Nella sua anima innocente, rimasero impressi il sorriso della Signora, lo splendore del suo luminoso volto, il candore di quella mano tesa verso di lui... ma non raccontò il fatto a nessuno, neppure alla sua mamma.
Il piccolo Giovanni de Yepes diventò un uomo ed entrò nell'Ordine del Carmine, con il nome di Frate Giovanni della Croce. Spesso alcuni anni più tardi, quando ormai era priore del suo convento narrò che in quella occasione era stato salvato da Maria Santissima.

Oggi egli è conosciuto in tutto il mondo col nome di San Giovanni della Croce, dottore della Chiesa, celebre per le opere che scrisse, che gli valsero il titolo di Dottore Mistico!

(Revista Araldi del Vangelo, Marzo/2005, n. 39, p. 45)

 

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