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Storie per bambini

L’ultimo santino

Pubblicato 2011/11/09
Autore : Suor Michelle Viccola, EP

Il gruppo di chierichetti della parrocchia della Madonna del Perpetuo Soccorso era molto numeroso ed entusiasta. Tutti i sabati avevano una riunione con Don Romualdo che raccontava loro storie della vita dei santi...

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Per un momento i bambini pensarono di far rientro, poiché la pioggia cominciò ad infittirsi e il vento gelido penetrava nelle ossa. Avrebbero desistito a così poco dalla conclusione del loro impegno?

Suor Michelle Viccola, EP

Il gruppo di chierichetti della parrocchia della Madonna del Perpetuo Soccorso era molto numeroso ed entusiasta. Tutti i sabati avevano una riunione con Don Romualdo che raccontava loro storie della vita dei santi, miracoli eucaristici, come pure interventi prodigiosi della Madonna a favore dei suoi figli.

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Matteo era uno di questi bambini. Nato in una famiglia molto unita e cattolica, da piccino aveva imparato a pregare con fervore. Subito dopo la Prima Comunione era diventato un impegnato chierichetto, serviva sempre le Messe con serietà e compenetrazione.

In casa, il bambino ascoltava non poche volte i commenti dei genitori e della nonna sulle tante persone della sua città distanti dalla Chiesa per pura indolenza, senza che il parroco avesse mezzi per impedirlo. Pensava: "Quando crescerò, voglio esser missionario. Andrò a far visita a tutte queste persone e dirò loro che non possono comportarsi così. La Messa è così bella e vale così tanto!"

Con il tempo, quel desiderio cresceva nel suo cuore innocente, sollevandogli una grande inquietudine: avendo soltanto nove anni, avrebbe dovuto aspettare ancora molto prima di diventare grande... Perché non cominciare subito?

Manifestando il suo desiderio a padre Romualdo, questi ebbe l'idea di formare con i chierichetti un gruppo di piccoli missionari. Tutti i sabati sarebbero andati di casa in casa portando santini, medaglie e una consolazione ai più bisognosi. Avrebbero pregato insieme a tutti i membri della famiglia e approfittato dell'occasione per invitarli alla Messa domenicale.

Matteo non stava in sé dalla contentezza! Anche gli altri bambini si animarono e ogni settimana uscivano in gruppi di tre o quattro, cantando e portando gioia nelle case. Quei piccoli e valenti evangelizzatori si fecero ben presto conoscere e amare da tutti in città.

Trascorsero alcuni mesi senza che l'entusiasmo dei bambini diminuisse. Tuttavia, arrivò l'inverno, con le sue piogge, nebbie e basse temperature. Dopo il pranzo del sabato, i letti caldi e accoglienti preparati con affetto dalla mamma invitavano a un meritato riposo... Il gruppo di piccoli missionari si andò riducendo a poco a poco.

In un sabato particolarmente grigio, Matteo e il suo amichetto Giacomo accorsero in parrocchia, nonostante piovesse e facesse freddo. Don Romualdo rimase stupito per la bravura e lo zelo per le anime, ma li ricevette normalmente, come in qualunque altro sabato.

Matteo si fece avanti e disse:

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Tutti i sabati i chierichetti avevano
una riunione con Don Romualdo

- Padre, se gli altri non si sono fatti vedere, non è un problema. Noi due possiamo formare una coppia. Ha dei santini e medaglie da darci da portare con noi?

E Giacomo aggiunse:

- Davvero! Non abbiamo paura della pioggia e del freddo.

Il sacerdote mascherò la sua emozione e lasciò andare i bambini con una benedizione tutta speciale.

I due se ne andarono contenti, cantando e ben coperti, senza scoraggiarsi davanti alle porte che non si aprivano o addirittura alle finestre che si chiudevano sbattendo, precedute da voci di cattivo umore che si lamentavano del tempo...

Alla fine del pomeriggio, dopo aver percorso molte case, restava loro ancora un ultimo santino, proprio della Madonna del Perpetuo Soccorso... Per un momento pensarono di far rientro, poiché la pioggia aveva cominciato ad infittirsi e il vento gelido penetrava fino alle ossa. Avrebbero desistito mancando così poco?

Matteo disse, allora, a Giacomo: - Ne manca solo uno... Forse la Madonna lo ha riservato per qualcuno molto bisognoso? Andiamo a bussare alla porta di quella casa così triste...

Entrando nel giardino, i bambini batterono le mani e gridarono forte, ma non apparve nessuno... Stavano già per andarsene, quando la porta si aprì un po' e un uomo dai capelli canuti e lo sguardo abbattuto disse loro, esitante:

- Buon pomeriggio...

   Edith Petitclerc
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"Buon pomeriggio! Siamo qui per
portarle un sorriso della Madonna"

Una gioia inondò il volto dei bambini:

- Buon pomeriggio! Siamo qui per portarle un sorriso della Madonna! Prenda, è il nostro ultimo santino!

Il poveruomo spalancò gli occhi e non disse nulla. Prese la stampa offerta dai bambini e subito grosse lacrime rotolarono sul suo volto consumato dagli anni. I bambini cercarono di consolarlo raccontando alcuni begli esempi di bontà di Maria e gli dissero parole di incoraggiamento. Dopo, fecero rientro in parrocchia col cuore esultante.

La domenica, di primo mattino, molto prima della prima Messa, don Romualdo fu sorpreso dalla visita di un signore ben vestito, che gli chiese la confessione. Il buon sacerdote lo esaudì con molta bontà e lo aiutò a riconciliarsi con Dio, dopo esser stato per lunghi anni lontano dai Sacramenti.

Era l'inquilino di quella casa lugubre. Quando bussarono alla sua porta, era orribilmente sconvolto dai suoi problemi: si trovava in procinto di commettere una pazzia. Tuttavia, l'insistenza di chi chiamava lo obbligò a interrompere i suoi nefasti pensieri per andare ad aprire la porta.

Nel farlo, si imbatté con l'espressione angelica di due bambini che, sorridendo, cominciarono a parlargli della misericordia e della protezione della Madonna. E sentì che era lì la soluzione per le sue difficoltà!

Ora, egli sapeva che la sua attuale situazione era la conseguenza di certe disonestà che alcuni anni prima aveva commesso. Certamente non poteva aspettarsi l'indispensabile aiuto della Madonna senza prima riconoscere la sua colpa e cercare di riconciliarsi con Dio... Una buona confessione gli avrebbe dato l'opportunità di lasciarsi tutto alle spalle e cominciare una vita nuova!

Il sabato seguente, don Romualdo narrò al suo gruppo di piccoli evangelizzatori l'accaduto. I bambini rimasero impressionati! E dichiararono il proposito di non rinunciare mai più a fare apostolato, qualsiasi fossero gli ostacoli, perché quando meno ci si aspetta, Dio ci chiama ad essere strumenti di salvezza per quelli che ci stanno intorno.

(Rivista Araldi del Vangelo, Novembre/2011, n. 103. p. 46 - 47)

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