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Storie per bambini

Un incendio provvidenziale

Pubblicato 2011/10/11
Autore : Lucía del Pilar Gómez

Edgard si alzò molto contento quella mattina. La sua nuova barca da pesca, appena uscita dal cantiere, gli prometteva una proficua giornata di lavoro. Il tempo era perfetto per questa inaugurazione

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Scagliato dalla tempesta in un'isola deserta, Edgard si vide distruggere da un incendio il precario riparo fatto con i resti  della sua barca, per proteggersi
dal freddo. Era tutto perduto?

Lucía del Pilar Gómez

Edgard si alzò molto contento quella mattina. La sua nuova barca da pesca, appena uscita dal cantiere, gli prometteva una proficua giornata di lavoro. Il tempo era perfetto per questa inaugurazione. Il cielo si era svegliato azzurro, con alcune nuvole, è vero, ma queste lo avrebbero protetto dal sole. Le reti erano pulite e ben piegate. Il delizioso aroma del caffè del mattino, accuratamente preparato da Adelaide, sua moglie, lo invitava ad affrettarsi.

Uscì di casa subito dopo la colazione del mattino. Mentre si allontanava verso la spiaggia, vedeva Luisa e Marcello, i suoi figli, mentre lo salutavano, fiero della sua barca nuova. Sperava di tornare con molto pesce e fare buoni affari al mercato settimanale del giorno dopo, al quale affluiva gente da tutti i dintorni.

incendio_provvidenziale.jpg

Facendo il segno della croce e baciata la sua medaglia della Vergine del Carmelo, dalla quale non si separava mai, Edgard sollevò l'ancora e salpò. Fischiettava contento, mentre maneggiava con destrezza il timone del suo peschereccio.

Non passò molto tempo che entrò in una zona a lui ben nota per la quantità di pesce. Ma... cosa strana! Non incrociò nessuno dei suoi amici pescatori. Per quanto cercasse, non vedeva neanche una barca. Temendo una qualche sgradevole sorpresa, scrutò il cielo in tutte le direzioni. Il tempo si manteneva stabile, con solo qualche nuvola grossa. Non gli sembrò che ci fosse pericolo di pioggia.

Gettò le reti. Curioso... non c'erano pesci...

- Che starà succedendo? - chiese tra sé.

Il mare subito gli diede una risposta: le acque cominciarono a muoversi con più forza, le nuvole grosse aumentarono rapidamente, oscurando il cielo. Mai nella sua vita egli aveva visto una tempesta avvicinarsi così all'improvviso!

- Ecco perché non c'erano pesci!...

- disse a se stesso.

Marinaio coraggioso ed esperto, Edgard non perse la calma. Azionò il motore e tentò di dirigere la barca sulla via del ritorno verso la spiaggia. Ma questa non obbediva più ai movimenti del timone, le onde sempre più forti la trascinavano in senso contrario. In quel momento, vide passare poco distante il suo amico Luigi, anch'egli pescatore, che avanzava a fatica verso la terraferma e gli gridava:

- Edgard! Torna indietro! La tempesta sarà tremenda...

Quasi non riusciva a sentire... il vento era molto forte. Usò tutta la sua perizia per prendere la giusta direzione, ma inutilmente: la barca procedeva come se non avesse timone e la corrente lo allontanava dalla terraferma sempre di più. Una pioggia torrenziale venne ad aggravare ulteriormente la situazione.

Nell'imminenza di una tragedia inevitabile, Edgard si raccomandò alla Vergine Santissima. Non poteva fare nient'altro che pregare. Colpito da un'onda enorme, la barca si rigirò violentemente, Edgard sentì un forte colpo e cadde privo di sensi.

Quando tornò in sé, si trovava su una spiaggia. Era tutto intontito, la testa gli pulsava, gli faceva male dappertutto. Con molta fatica si rizzò in piedi, si guardò intorno e gli parve di trovarsi su un'isola sconosciuta. Della sua barca, vide soltanto alcuni rottami, sparsi sulla spiaggia.

A chi chiedere aiuto? Gli restava soltanto pregare il Cielo. Si tolse dal collo la sua medaglia della Vergine del Carmelo, si inginocchiò e pregò fervidamente.

Dopo quest'orazione, sentì le sue forze riprendersi. Calava la notte. Raccolse ciò che restava della barca e ne fece una capanna, coprendola con foglie di palma, per proteggersi dal freddo della notte.

Il mattino seguente, fu svegliato da una brigata di allegri gabbiani che pescavano. Sentiva una gran fame, ma non vi era nulla da mangiare. Decise di esplorare la "sua" isola in cerca di frutti.

Camminò, camminò, camminò... Non trovò nulla da mettere in bocca, ma riconobbe il luogo dove si trovava: era un'isola rocciosa e deserta, lontana dalla rotta dei pescherecci, completamente fuori da quella di una nave.

Il sole era ormai alto nel cielo e la fame aumentava! Decise di pescare. Trovò tra i resti della barca un pezzo di spago e un altro di fil di ferro col quale improvvisò un amo, ed ecco fatto... il resto era questione di abilità. Con questo attrezzo improvvisato ed alcuni molluschi che servivano da esca, non gli fu difficile trascinare quattro pesci in terraferma.

Dopo vari tentativi andati a vuoto, riuscì ad accendere il fuoco vicino alla capanna, in un luogo riparato dal vento. Cucinò due pesci grandi, insaporendoli con il sale del mare. Gli parvero deliziosi, più buoni addirittura di quelli che sua moglie, Adelaide, preparava tanto bene.

Dopo aver saziato la fame, decise di esplorare l'altro lato dell'isola. Chissà se avrebbe avvistato qualche barca... Camminò molto, salì e scese per le rocce, ma ad un certo momento sentì un forte odore di bruciato. Molto timoroso per quello che poteva essere successo, corse preoccupato di nuovo sulla spiaggia. Una volta arrivato, vide la capanna tutta bruciata ed una colonna di fumo nero che saliva da una cumulo di foglie secche raggiunte dalle fiamme.

Edgard, che fino a quel momento si era mantenuto forte, non ce la fece più. Si sedette sulla sabbia, con la testa tra le mani, e non riuscì a trattenere lo sconforto e le lacrime. Aveva chiesto aiuto al Cielo e pareva che Dio lo avesse abbandonato!

Alla fine, stanco per tutta la tensione di quel giorno, si addormentò lì sulla spiaggia, sotto il sole inclemente del pomeriggio. Quanto tempo dormì, nessuno lo sa. Fu svegliato da qualcuno che gli toccava il braccio e chiamava:

- Edgard!

Era Luigi, il suo amico pescatore. Alzatosi con un balzo, Edgard lo abbracciò e disse:

- Luigi! Cosa ci fai tu qui? Quest'isola non è sulla rotta delle barche...

- Passata la tempesta, mi sono rimesso in mare, deciso a trovarti. Ho cercato senza risultato in tutti gli angoli conosciuti, e stavo ormai tornando indietro, poiché stava arrivando la sera e al buio sarebbe stato impossibile continuare la ricerca. All'improvviso, ho visto una colonna di fumo che saliva dietro a questi scogli. Ho lasciato la barca ancorata e sono venuto a nuoto, perché è impossibile navigare tra queste rocce. Andiamo, amico, fra poco sarà notte, e la tua famiglia ti aspetta!

Nel tragitto di ritorno a casa, Edgard meditava con profonda gratitudine sul modo in cui la Vergine Santissima aveva portato fino a Dio le sue preghiere: quell'incendio, che gli era sembrata la disgrazia completa, aveva salvato la sua vita!

* * *

A volte, Dio agisce così, tanto che ci sembra che si sia dimenticato di noi. Egli invece permette l'apparente sconfitta o anche la disgrazia, per trarne un bene maggiore. Pertanto, anche se non capiamo il Suo disegno, abbiamo fede, perché Egli non ci abbandonerà mai! Ci sono mali che vengono per il bene!

(Rivista Araldi del Vangelo, settembre/2008, n. 65. p. 46 - 47)

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