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Storie per bambini

Mezz’ora di meno...

Pubblicato 2011/07/04
Autore : Suor Daniela Ayau Valladares, EP

La famiglia di Giacomo era semplice, ma molto religiosa. Fin da bambino, tutte le mattine, la nonna Esmeralda lo portava a Messa e il bambino si incantava con gli accordi dell'organo

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Nonostante fosse molto intelligente e si sforzasse, Giacomo continuava a prendere voti bassi. Fu allora che ricevette quell'inatteso consiglio:
"Studia mezz'ora in meno..."
.

Suor Daniela Ayau Valladares, EP

La famiglia di Giacomo era semplice, ma molto religiosa. Fin da bambino, tutte le mattine, la nonna Esmeralda lo portava a Messa e il bambino si incantava con gli accordi dell'organo, con la luce del Sole che entrava dalle vetrate, colorando le pareti della chiesetta antica del suo paesino e, soprattutto, con la sonora campanella che suonava durante la consacrazione. Lo impressionava vedere quel luogo pieno di uomini e donne che si inginocchiavano per adorare l'Ostia Consacrata, mentre la nonna gli sussurrava piena di fede:

    Disegni: Edith Petitclerc
01.jpg
Il bambino cresceva pieno di
devozione e innocenza

- Vedi, Giacomino, lì c'è Gesù! Terminata la Celebrazione Eucaristica, prima di tornare a casa, la buona signora prendeva il nipotino per mano e lo portava a far visita a Maria Santissima all'altare laterale, dove si trovava una bella statua della Vergine del Carmine.

La sera, il padre tornava a casa stanco dal lavoro. Tuttavia, dopo aver cenato e pregato il Rosario in famiglia, prendeva il piccolo in braccio e gli raccontava molte storie dei santi e della Madonna col Bambino Gesù, mentre la mamma, dandogli il bacio della "buona notte" prima di dormire, lo raccomandava sempre all'Angelo Custode.

Così cresceva Giacomo, pieno di devozione e innocenza. Per la sua precocità, presto frequentò il Catechismo della parrocchia e fece la Prima Comunione addirittura prima dell'età regolamentare, per una concessione speciale di padre Nicola. Il bambino sognava di poter ricevere nel cuore quel Gesù nascosto sotto le specie eucaristiche che adorava da quando aveva cominciato ad aver l'uso della ragione.

Essendo molto intelligente, Giacomo brillava negli studi. Era il primo della classe. Obbediente e responsabile, apprendeva tutto con rapidità. I suoi professori erano così incantati, che uno di loro, quello di scienze naturali decise di interessarsi personalmente del futuro accademico dell'alunno. Essendo il giovane nell'età di frequentare le scuole medie, il maestro andò a far visita alla sua umile casa, e rivolgendosi al padre, gli disse:

- Signor Norberto, sono venuto qui a parlare dell'avvenire di suo figlio. - Dica - rispose il genitore incuriosito...

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Giacomo, brillante negli studi,
era il primo della classe
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Interessato del futuro del suo
alunno, il prof. Raimondo
gli offrì di studiare in una
facoltà della capitale
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Le materie si facevano sempre
più difficili. Era necessario
studiare molto...
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"Non preoccuparti, studia mezz'ora
in meno... e ne uscirai bene!"

Il professor Raimondo allora espose il suo piano: offriva l'opportunità di portare il bambino nella capitale, dove sarebbe vissuto con suo fratello, che aveva un figlio della stessa età. Lì avrebbe potuto frequentare la Scuola Superiore fino al momento di entrare all'Università il cui corso sarebbe stato finanziato da una borsa di studi. Viste le inclinazioni che notava nel devoto alunno, sicuramente sarebbe diventato un grande medico.

Fissando il figlio, il signor Norberto trovò due occhietti che brillavano di speranza di fronte a quella prospettiva così promettente.

- Professor Raimondo - disse il padre - se Giacomo vuole, io do la mia autorizzazione, ma a condizione che egli non smetta mai di andare a Messa e frequentare i Sacramenti. Gli uomini possono concedersi tutti i piani che vogliono per le loro vite, ma senza la benedizione di Dio niente giunge a buon termine.

- Non si preoccupi, signor Norberto. Mio fratello e mia cognata sono cattolici ferventi. Giacomo sarà in ottime mani.

Fu preparato il viaggio e, subito dopo le feste, Giacomo partì per la città.

Il primo anno, il giovane ottenne ottimi risultati. Quando tornò a casa per le vacanze, i genitori notarono che continuava ad essere responsabile, cortese e molto devoto però, mano a mano, che l'università si avvicinava, le materie si facevano sempre più difficili. Era necessario studiare molto, penalizzando il tempo dedicato agli atti di pietà.

La signora Giovanna, madre del suo compagno Edoardo, lo sollecitava continuamente ad andare a Messa, ma lui le rispondeva sempre che non gli era possibile in quel momento, perché era molto occupato. Un po' alla volta Giacomo cominciò anche ad abbandonare le orazioni abituali e finì per non frequentare più i Sacramenti.

Ora, nonostante tutti i suoi sforzi, alcune settimane prima della prova decisiva per entrare nella facoltà, i voti erano ancora insufficienti. Correva il rischio di non esser ammesso al corso di Medicina! Molto preoccupato, decise di andare a trovare la famiglia per distrarsi un po'... Portava con sé una valigia talmente pesante che il padre riuscì a caricarla a fatica: era piena di libri!

Dopo aver abbracciato la madre e la nonna, con la scusa di essere stanco del viaggio, chiese licenza e si ritirò in camera a studiare. Il giorno seguente, di primo mattino, la signora Esmeralda bussò alla sua porta, invitandolo ad andare con lei a Messa, come quando era piccolo. Giacomo accettò controvoglia.

Però, quando entrò nell'antica chiesetta e vide la luce del Sole che le vetrate filtravano, colorando tutto l'ambiente, sentì nella sua anima una grande nostalgia. Nostalgia di quel tempo in cui faceva della sua visita a Gesù e a Maria il momento più importante della sua giornata. Ah! Da quanto tempo egli non riceveva quel Gesù che tanto lo attraeva fin dalla sua più tenera infanzia! Terminata la Celebrazione Eucaristica, don Nicola venne a salutare la signora Esmeralda e chiese a Giacomo come procedevano gli studi.

- Non molto bene - rispose lui - devo recuperare dei voti per poter entrare all'Università.

- Ora, non preoccuparti - replicò il pio sacerdote - studia mezz'ora in meno... e ne uscirai bene!

- Come??! - gli chiese il giovane perplesso.

- Sì, studia mezz'ora in meno e impiega questo tempo pregando e chiedendo alla Vergine Santissima di aiutarti!

Le parole del sacerdote fecero tornare Giacomo in sé. Aveva constatato quanto inutile fosse confidare nelle proprie forze e si era reso conto che non siamo nulla senza la grazia di Dio, della quale Maria è la dispensatrice. Immediatamente chiese al sacerdote che lo confessasse e fece il buon proposito di seguire quel consiglio così salutare! Avrebbe studiato, sì, ma avrebbe sempre dedicato mezz'ora - o anche più! - alla preghiera.

Il risultato non si fece attendere. Giacomo ottenne voti eccellenti agli esami di accesso all'Università e, dopo alcuni anni, diventò un grande medico che dava sempre questo consiglio ai suoi pazienti:

- Non dimenticate di dedicare mezz'ora a Dio tutti i giorni. Non esiste nessun modo migliore di ottenere benefici per il corpo e per l'anima!

(Rivista Araldi del Vangelo , Luglio/ 2011, n. 99, p. 46 - 47)

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