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Storie per bambini

Sacrifici per Gesù

Pubblicato 2011/05/31
Autore : Fernanda Cordeiro da Fonseca

Anna e Pietro erano gemelli. La loro nascita era stata un regalo di Dio per il signor Procopio e la signora Gabriella, poiché i figli portarono solo benedizioni a quella famiglia, costituitasi già da alcuni anni.

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Allora, pensò Martino, il dolore si può presentare anche nella vita dei
bambini? E se Gesù, quando era Bambino, ha  sofferto tanto per me,
che cosa posso fare io per consolarLo?

Fernanda Cordeiro da Fonseca

Anna e Pietro erano gemelli. La loro nascita era stata un regalo di Dio per il signor Procopio e la signora Gabriella, poiché i figli portarono solo benedizioni a quella famiglia, costituitasi già da alcuni anni.

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I bambini furono subito battezzati e crescevano in salute, molto tranquilli e allegri. La madre amorosa aveva insegnato loro, fin da molto piccoli, a riconoscere Gesù e la Madonna nelle belle immagini del Sacro Cuore di Gesù e del Cuore Immacolato di Maria intronizzate in casa. Li portava sempre a Messa con lei, nella loro carrozzina doppia, dove rimanevano silenziosi e ben educati, prestando attenzione a tutto, come se fossero capaci di comprendere la profondità del Mistero Eucaristico.

Godendo la famiglia di un certo agio, i bambini non sapevano cosa significasse vivere nelle difficoltà e, alla loro tenera età, ancora non si era presentata alcuna occasione per dimostrare la generosità d'animo necessaria per affrontare una sofferenza.

Il tempo passò e giunse il momento di prepararsi alla Prima Comunione. Il signor Procopio impartiva quotidianamente lezioni di catechismo ai figli, quando tornava dal lavoro, dopo aver pregato il rosario in famiglia. Così, il sabato, essi sapevano rispondere a memoria a tutte le domande della catechista, guadagnandosi numerosi santini come premio, che collezionavano con vera devozione.

Ora, più che recitare a memoria la dottrina, i due bambini cercavano di vivere secondo quello che apprendevano. La Fede cresceva nei loro cuoricini e il desiderio di ricevere Gesù, nel Santissimo Sacramento, aumentava in loro sempre di più.

In una delle lezioni di catechismo, Pietro si guadagnò un santino dove era rappresentato il Bambino Gesù crocifisso, con una frase: "Non ho potuto fare di più per te, per dimostrarti il mio amore". Consegnandoglielo, l'insegnante gli spiegò come Cristo, dalla più tenera età, conosceva e accettava tutto quello che avrebbe dovuto soffrire nella Passione per amore nostro, e lo esortò a consolarLo nei suoi dolori, offrendo piccoli sacrifici per amore di Lui.

Il bambino rimase molto impressionato, poiché aveva sempre visto Gesù crocifisso da uomo, mai come un bambino... Allora, pensò: Il dolore si può presentare anche nella vita dei bambini? E se Cristo, quando era bambino, ha sofferto tanto per me, che cosa posso fare io per consolarLo?

Sulla via del ritorno a casa, raccontò alla sorellina quello che provava nel suo cuore. Anche lei rimase impressionata e, insieme, decisero di offrire un sacrificio per alleviare i dolori del Piccolo Gesù.

Giunti a casa, Pietro chiese a sua madre:

- Mamma, quale può essere un sacrificio per dei bambini come noi?

La buona donna, sorpresa per la domanda, ci pensò un po' e rispose:

- Essere obbedienti e comportarsi bene.

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La gioia della povera donna
riempì loro la loro l'anima
di entusiasmo

I due fratellini si stupirono per la risposta, poiché erano obbedienti e si comportavano anche bene, pertanto questo non esigeva alcuno sforzo da parte loro...

Annina allora disse:

- No, mamma, qualcosa di difficile, che costi...

La signora Gabriella pensò un altro po' e disse:

- Allora potrebbe essere non usare la mancia che la nonna vi dà per comprare gelato e cioccolato, e offrirla come elemosina a qualche bisognoso.

Questo parve loro un po' più difficile... Il giorno dopo, prima di andare a scuola, portarono la loro mancia ad una donna storpia che stava alla porta della chiesa, e viveva della carità dei fedeli. La gioia della povera donna, nel ricevere dai piccoli quella modica somma, riempì loro l'anima di entusiasmo.

Però... giunti a casa, c'era gelato e cioccolato come dessert! I due pensarono con disappunto: "Dove è andato a finire il nostro sacrificio, se non ci è tolta la possibilità di mangiare quello che ci piace tanto?"

Il mattino seguente, prima di andare a scuola, la madre preparò un toast, la delizia dei bambini. Quel profumo di formaggio fuso impregnava la casa. Tuttavia, mentre si stavano accingendo a mangiare, Pietro e Anna decisero di rinunciare al saporito sandwich e di portarlo alla bidella della scuola, che lavorava molto e non aveva mai uno spuntino all'ora della ricreazione. Certamente doveva avere molta fame!

A tavola, i bambini si servirono del solito latte con cioccolata, limitandosi ad accompagnarlo con biscotti. La mamma era un po' scocciata, non capendo il rifiuto della prelibatezza preparata con tanto affetto.

Allora, Anna le chiese di incartare i sandwich, spiegando quello che avevano pensato. La signora Gabriella, emozionata per la generosità d'animo dei suoi piccoli, disse loro che con molto piacere ne avrebbe preparato degli altri per la bidella della scuola. Potevano dunque mangiarli senza scrupoli.

- E dove andrebbe a finire il nostro sacrificio per consolare il Bambino Gesù? - chiese Pietro.

La madre, molto colpita, dovette trattenersi per non lasciar scorrere le lacrime.

All'ora della ricreazione, i due bambini corsero dalla bidella e le dissero contenti:

- Signora Adelaide, oggi le abbiamo portato un regalo. Guardi!

E le diedero il pacchetto con i due succulenti sandwich.

Edith Petitclerc
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I due bambini corsero dalla bidella e le
dissero:"Signora Adelaide, oggi le
abbiamo portato un regalo!"

Anna aggiunse:

- Visto che lei non fa mai uno spuntino all'ora della nostra merenda, abbiamo pensato che deve aver fame...

La gioia di vedere la gratitudine di quella signora tanto semplice e l'appetito con cui aveva apprezzato il dono, compensò il piccolo vuoto sentito allo stomaco dopo il frugale caffè mattutino ma il fatto di star dimostrando con questo gesto il loro amore a Cristo, che si consegnò per noi sulla Croce, li consolava ancora di più.

Trascorsero i mesi e giunse, infine, il gran giorno della Prima Comunione. Con questi e altri piccoli sacrifici, i bambini si erano fortificati per affrontare le lotte della vita, e le loro anime innocenti, senza rendersene conto, si erano unite strettamente a Gesù.

Così, quando le note dell'organo diedero inizio alla cerimonia, i devoti cuori di Anna e Pietro cominciarono a battere con più forza: ardevano dal desiderio di riceverLo in corpo, sangue, anima e divinità nel Sacramento dell'Eucaristia.

Durante la Messa essi si sentirono inondati di grazie, in un crescendo che raggiunse il culmine al momento della Comunione. Gesù, entrando in quelle anime pure e generose, volle rendere indimenticabile questo primo incontro Eucaristico, per far sentire loro quanto Gli avevano fatto piacere i loro sacrifici, piccoli in apparenza, ma di grande valore per Dio.

(Rivista Araldi del Vangelo , Giugno/ 2011, n. 98, p. 47)

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