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Storie per bambini

Alla conquista del miracolo

Pubblicato 2019/11/01
Autore : Suor Joana Luiza Ribeiro Remígio Rezende, EP

I giovani scudieri circondavano Pietro mentre lui, allungando il suo arco, puntava con attenzione ad una mela lontana. Subito dopo si sentì un fischio, un colpo secco e forti grida di gioia.

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I giovani scudieri circondavano Pietro mentre lui, allungando il suo arco, puntava con attenzione ad una mela lontana. Subito dopo si sentì un fischio, un colpo secco e forti grida di gioia.

— Un’ottima mira, Pietro! È già pronto ad accompagnare Sua Maestà nelle battaglie!

Attratto dal baccano, un nobile cavaliere con una lunga barba bianca si avvicinò ai ragazzi. Il suo sguardo era serio e profondo, segno delle dure lotte affrontate durante la sua vita.Nossa Senhora.jpg

— Futuri combattenti del mio signore – disse l’anziano militare –, vengo a portarvi una triste notizia. A partire da oggi, non potrete più vedere il vostro re e ancor meno accompagnarlo nelle guerre, perché i medici del regno hanno verificato che ha contratto la lebbra.

— E non c’è alcun modo di curarlo? – chiese Pietro, molto consternato.

— Solo un miracolo potrebbe salvarlo. E in più di trentacinque anni non se ne è visto uno nel nostro regno…

I giovani si guardarono l’un l’altro confusi, finché Giovanni ribatté:

— Signore, perché ci sia un miracolo basta ricorrere con fede al Cielo!

— Pensate che sia così semplice? – proseguì il vecchio guerriero – In parte, avete ragione; tuttavia, il cammino del miracolo costuma essere pieno di ostacoli quasi insormontabili! E questo, giovani cavalieri, anche fisicamente! O non sapete che più di tre decenni fa i nemici del regno hanno rubato il nostro più grande tesoro? Non avete mai sentito parlare della statua della Regina degli Angeli, da cui emanava un balsamo miracoloso? Questo, certamente, guarirebbe Sua Maestà, ma…

— Signore – interruppe Guglielmo, uno degli scudieri più audaci – non è possibile continuare con le braccia conserte! Se la Madonna ha permesso questa separazione, non sarà stato forse affinché noi diamo prova del nostro amore per Lei? Non dobbiamo essere disposti a spargere il nostro sangue per salvarLa?

I giovani aggiungevano argomento dopo argomento, proponendo una spedizione rischiosa, ma il nobile dalla lunga barba non si lasciava convincere. Guerrieri forti ed esperti avevano già cercato di recuperare la statua nel corso degli anni, ed erano morti nell’intento. Senza dubbio, non sarebbero stati quei piccoli scudieri che avrebbero avuto successo nella complicata impresa!

— Ma… – disse Pietro – questa volta è in gioco la vita del nostro re. Se la statua si trovasse qui, potremmo usare il balsamo miracoloso per guarirlo.

Vedendo soffiare in quei giovani cuori i venti del coraggio, il nobile cavaliere, pieno di emozione, finì per benedire l’impresa rischiosa.

La mattina dopo, si misero in cammino. Quando giunsero ai piedi dell’alta e pericolosa montagna dove si trovava la statua, cominciarono a salire. Tutto era calmo e del nemico non c’era nemmeno l’ombra; tuttavia, ad ogni passo il percorso diventava più arduo e si sentiva di più il peso della marcia, che sembrava non portare da nessuna parte.

Ad un certo punto, il sentiero si aprì in due bracci. La via sulla destra era stretta, scura e cupa, piena di alti cespugli intricati che impedivano di distinguere il sentiero; quella sulla sinistra, al contrario, era illuminata, bordata da bellissimi fiori colorati e con il tracciato molto ben definito.
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I nemici fuggirono e uno di quei cavalieri scese dalla cima della
montagna, portando nelle sue mani la statua della Santissima Vergine!

Pietro e altri tre compagni decisero di procedere per il lato destro perché temevano che così tante agevolazioni occultassero un’imboscata dei nemici. Gli altri, invece, optarono per seguire la sinistra, trovando l’altra via molto dura e difficile. In fin dei conti, le due vie avrebbero dovuto portare in cima, e sarebbe stato una pazzia perdere tempo ad affrontare ostacoli inutili.

Ogni gruppo proseguì secondo la sua scelta. Quelli che si addentrarono nella bella strada dei fiori si imbatterono ben presto in uno squadrone nemico che li massacrò senza pietà. Caddero nella trappola preparata per attirare i paurosi, che fuggono dalla sofferenza.

Pietro e i suoi amici, a loro volta, avanzavano con difficoltà contornando pareti e precipizi. Ad un certo momento, una grande roccia si staccò dalla cima della montagna e venne verso di loro. I giovani invocarono la loro Madre e Regina e corsero più velocemente che poterono. La pietra rotolò rumorosamente senza colpirli…

Poco più avanti, la strada condusse all’ingresso di una caverna molto buia. Non c’era altra soluzione che attraversarla, ma addentrandosi un po’ in essa, si resero conto di trovarsi in un vero e proprio labirinto, da cui non sarebbero riusciti a uscire!

Li prese quasi la disperazione… Pietro, però, pregò la Madonna chiedendole di accendere nelle anime di tutti la fiaccola della fiducia e, incoraggiati da questa preghiera, continuarono a camminare a tentoni.

Quando entrarono in un altro corridoio… oh, gioia! Una luce dorata apparve in lontananza. Sì, era la fine del tunnel! Avanzarono il più velocemente possibile e si trovarono di fronte ad un panorama immenso. Il sentiero continuava! Erano già molto vicini alla cima della montagna.

Prima che potessero riprendere fiato, una freccia accesa si conficcò accanto a loro: i nemici li avevano appena scoperti! In quel momento, mille pensieri attraversarono la mente dei giovani. Erano svantaggiati per numero, posizione ed esperienza. Cosa fare? Come affrontarli? Non era meglio desistere e tornare indietro per la stessa via?
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"La Madonna desiderava che abbracciaste il cammino
della lotta, della sofferenza e della fiducia"

Facendo uno sforzo supremo contro se stessi, i giovani scelsero di continuare, anche se la sconfitta sembrava certa. E allora sorse all’orizzonte uno scintillante esercito di cavalieri montati su bianchi destrieri, con un’armatura dorata. Presi dallo stupore, i nemici fuggirono e uno di questi cavalieri, che potevano esse re solo Angeli, scese dalla cima della montagna, portando in mano la statua della Santissima Vergine!

Traboccanti di gratitudine e gioia, gli scudieri tornarono al castello e, quando arrivarono, udirono il rumore di una festa. Il re, completamente guarito dalla lebbra, li aspettava nella sala.

E la statua? E il balsamo? Non era lei che avrebbe operato il miracolo? La spedizione rischiosa che avevano fatto era stata invano? Inginocchiati davanti a Sua Maestà, i giovani non comprendevano…

— Figli miei, a tutti voi la mia gratitudine! La Madonna desiderava che la sua statua fosse recuperata, ma soprattutto voleva che i suoi figli abbracciassero il cammino della lotta, della sofferenza e della fiducia! È stata la vostra generosità nel servizio a Lei che ha conquistato il suo Cuore e ottenuto il miracolo, ancor prima che voi arrivaste. Infatti agli occhi della nostra Sovrana, la virtù è indicibilmente più preziosa e potente di tutti i balsami della terra! (Rivista Araldi del Vangelo, Ottobre/2019, n. 197, p. 46-47).

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