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Catechismo

Riflessioni sull’incendio di Notre-Dame

Pubblicato 2019/06/24
Autore : Don Fernando Néstor Gioia Otero, EP

La meravigliosa Cattedrale di Parigi, simbolo della cattolicità francese e dell’Europa cristiana, è stata quasi divorata dalle fiamme il 15 aprile. Cosa pensare di un evento così simbolico e terribile?

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Notre-Dame, che cominciò a elevarsi alla vista degli uomini alla metà del XII secolo e si mostrò nel suo splendore durante il regno di San Luigi.

1.jpgNotre-Dame, dove si veneravano la Corona di Spine, un frammento della Croce di Nostro Signore Gesù Cristo e uno dei chiodi con cui in essa Lo inchiodarono.

Notre-Dame, con la sua facciata di una perfetta bellezza incorniciata da due alte torri e la sua esile guglia centrale che punta verso il cielo.

Notre-Dame, macchiata durante il Terrore dall’idolatrico culto della dea ragione.

Notre-Dame, le cui statue dei re della Giudea furono decapitate da fanatici sostenitori della “libertà, uguaglianza e fratellanza”.

Notre-Dame, che sopravvisse alle velleità dell’Ancien Régime, al furore anticristiano della Rivoluzione Francese e all’occupazione nazista durante la Seconda Guerra Mondiale.

Notre-Dame, dichiarata Patrimonio dell’Umanità, visitata annualmente da tredici milioni di turisti…

Secoli di Storia quasi divorati dalle fiamme

La meravigliosa Cattedrale di NotreDame, simbolo della cattolicità francese e dell’Europa cristiana, il 15 aprile è stata quasi divorata dalle fiamme. La sua copertura sostenuta da una monumentale travatura in legno di quercia è stata completamente distrutta. La guglia che coronava la crociera è crollata sulla navata centrale, seppellendo con travi bruciate la mensa dell’altare.

Le campane delle chiese parigine si sono messe a suonare, invitando i fedeli a pregare Dio di fermare l’incendio. Inginocchiati nelle strade adiacenti, uomini e donne, giovani e anziani, cantavano con fede l’Ave Maria, mentre assistevano al terribile avanzare delle fiamme lungo il tetto. I video ci mostrano vicino a loro gli indifferenti di sempre, lontani da Dio e preoccupati solo dei loro interessi, quelli “il cui dio è il loro ventre” (Fil 3, 19), come li caratterizzò molto bene San Paolo. Altri, forse non credenti, si fermavano stupefatti di fronte a questo tragico evento.

È stato un momento indimenticabile per Parigi, per la Francia e per il mondo intero.

A un certo momento il fuoco si è fermato

Tuttavia, sembra che ad un certo punto la mano di Dio abbia deciso di fermare il fuoco.

I vigili del fuoco hanno lavorato con coraggio fin dall’inizio, ma in incendi di queste dimensioni è frequente che il fuoco divori tutto. Avendo certamente presente questo, il cappellano del Corpo dei Vigili del Fuoco, Don Jean-Marc Fournier, ha deciso di entrare nell’edificio in fiamme per salvare il Santissimo Sacramento e la più importante delle reliquie ivi venerate: la Corona di Spine di Nostro Signore Gesù Cristo.

Vedendo le “cascate di fuoco che cadevano dalle aperture, avevamo una sorta di visione di ciò che potrebbe essere l’inferno”, ha dichiarato in un’intervista alla televisione cattolica KTO. Salvare la Corona di Spine non è stato un compito facile, in quanto era conservata in una cassaforte e si è perso tempo prezioso cercando di aprirla.

In seguito, il cappellano ha raccolto il Santissimo Sacramento e con Lui ha benedetto la cattedrale. “Ho chiesto a Gesù di combattere le fiamme e di preservare l’edificio dedicato a sua Madre. Questa benedizione ha coinciso con l’inizio dell’incendio nella torre nord e la sua simultanea estinzione! Senza dubbio, la Provvidenza... I due campanili erano salvi”.1

Alla fine, il fuoco ha divorato l’intero soffitto, ma la struttura della cattedrale ha potuto essere conservata. La croce che concludeva la navata centrale, situata sopra l’antico altare maggiore, si è mantenuta in piedi, splendente; la statua della Madonna di Parigi non ha sofferto alcun danno, sebbene fosse molto vicina alla crociera così tanto danneggiata.

2.jpg
La splendida Cattedrale di Notre-Dame, simbolo dell’Europa cristiana,
divorata dalle fiamme; è stato un momento incancellabile per Parigi,
per la Francia e per il mondo intero
Quali saranno state le cause dell’incendio?

Fino al momento in cui vengono scritte queste righe, la causa dell’incendio non è ancora nota. L’impresa che realizzava i lavori di restauro nella cattedrale sostiene che tutti i suoi operai se ne erano andati via alle diciassette e venti minuti, e le fiamme sono apparse alle diciotto e cinquanta minuti.

Si è avanzata l’ipotesi, tra le altre cause, che si sia verificato un cortocircuito quando è stato attivato il meccanismo del carillon. Non ci sono indizi concreti che indichino un atto terroristico, ma non mancano voci che sollevano dubbi sul carattere accidentale di questo monumentale disastro. Infatti, nei tre mesi precedenti, almeno dieci templi cattolici del paese sono stati oggetto di atti vandalici e profanazioni, tra cui la famosa Chiesa parigina di San Sulpice, vittima di un incendio il 17 marzo. Per il momento non c’è altro da fare che attendere l’esito delle indagini.

Il Cielo ci invita a salire fino a Lui

Mentre le autorità cercano di chiarire le cause dell’incendio e di adottare misure per il restauro dell’edificio, proponiamo ai lettori un punto di riflessione.

In occasione della sua visita a Parigi nel 2008, Benedetto XVI definì questa cattedrale come “testimone dell’incessante scambio che Dio ha voluto stabilire tra Sé e gli uomini”.2 Ha ricordato che vi si sono svolti grandi eventi religiosi e civili e che del suo ambiente sacrale Dio si è servito per realizzare diverse conversioni, come quella di Paul Claudel.

Essendo entrato nella cattedrale nel dicembre 1886 per ascoltare il canto dei Vespri di Natale, questo famoso scrittore francese ebbe la sua anima illuminata da Dio quando sentì il coro intonare il Magnificat. Egli testimonia: “In un istante il mio cuore è stato toccato e io ho creduto. Ho creduto con una tale forza di adesione, un tale slancio di tutto il mio essere, una così possente convinzione, una tale certezza che escludeva ogni tipo di dubbio, che da allora tutti i libri, tutti i ragionamenti, tutti i casi di una vita agitata, sono stati incapaci di scuotere la mia fede e nemmeno di toccarla”.3

Questo è il meraviglioso effetto prodotto dalle magnifiche cattedrali gotiche che si sono elevate agli occhi degli uomini, tra cui la più emblematica è quella di Notre-Dame di Parigi. In esse troviamo l’unione del Cielo con la terra, propugnata dalla Liturgia. Quando preghiamo al loro interno, lasciandoci prendere dallo Spirito che in esse abita, l’Altissimo scende fino a noi e ci invita ad elevarci fino a Lui. (Rivista Araldi del Vangelo, Giugno/2019, n. 193, p. 20-21)

1 LEFÈVRE, Hugues. Père Fournier: “Dans Notre-Dame en feu, j’ai récupéré Jésus et béni la cathédrale”. In: www.famillechretienne.fr/eglise. 2 BENEDETTO XVI. Omelia durante la Celebrazione dei Vespri nella Cattedrale di Notre-Dame, 12/9/2008. 3 CLAUDEL, Paul. Contacts et circonstances. In: Œuvres en prose. Paris: Gallimard, 1965, p.1010.

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