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Voce del Papa

La Chiesa è in continua lotta

Pubblicato 2019/05/09
Autore : Redazione

Iniziato con la vita del nostro Santissimo Redentore, il combattimento sotto l’insegna della Croce non terminerà che alla fine dei tempi. Oggi più che mai la forza dei tristi è nella viltà e debolezza dei buoni, e tutto il nerbo del regno di Satana sta...

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Sono grato Venerabile Fratello,1 al vostro cuor generoso, che vorrebbe che io lavorassi nel campo del Signore, sempre al lume del sole, senza nubi e senza burrasche. Però e voi ed io dobbiamo adorare le disposizioni della divina provvidenza, che, avendo stabilito quaggiù la Chiesa, permette che incontri nel suo cammino ostacoli d’ogni genere e resistenze formidabili.

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San Pio X, fotografato
prima del 1907
Cruente prove e contraddizioni continue

E la ragione è evidente, perché la Chiesa è militante e quindi in una continua lotta: lotta che fa del mondo un vivo campo di battaglia e del cristiano un prode soldato, che combatte sotto il vessillo del Crocefisso, lotta che, inaugurata con la vita del nostro Redentore santissimo, non si compirà che alla fine dei tempi: per cui tutti i giorni, come i prodi della tribù di Giuda al ritorno dalla schiavitù, noi dobbiamo con una mano respingere il nemico e con l’altra innalzare le mura del tempio santo, vale a dire, lavorare per la nostra santificazione.

E in questa verità ci conferma la vita stessa degli eroi, per i quali furono testè pubblicati i decreti:2 eroi che arrivarono alla gloria non solo fra nere nubi e passeggere burrasche, ma fra continui contrasti e fra duri cimenti, fino a dare per la fede il sangue e la vita.

Un’epoca in cui molti mettono Dio alla gogna

Non posso negare però di essere ben lieto che con la glorificazione di tanti Santi Iddio manifesti la sua misericordia in tempi di tanta incredulità e indifferenza religiosa; che in tanta fiacchezza di caratteri si presentino ad imitazione anime generose che, a conferma della loro fede, hanno dato la vita. […]

Sono lieto perchè in una età in cui molti hanno vergogna di dirsi cattolici, molti altri prendono a catafascio Dio, fede, rivelazione, culto e ministri, di tutto discorrono con beffarda empietà, tutto negano e volgono a derisione ed a scherno, non rispettando nemmeno il santuario della coscienza; è impossibile che di fronte a queste manifestazioni del soprannaturale, per quanto cerchino di chiudere gli occhi in faccia al sole che li illumina, un raggio divino non li penetri, e, non fosse altro, per la via del rimorso li riconduca alla fede.

Ci sarà coraggio quando la fede dimorerà nei cuori

Il coraggio infatti non ha la sua ragione di essere se non avendo per fondamento una convinzione. La volontà è una potenza cieca, quando non è illuminata dall’intelligenza; né si può camminare con piè sicuro fra le tenebre.

Ma se la generazione attuale ha tutte le incertezze e i dubbi dell’uomo che va a tentoni, è segno evidente che non si fa più tesoro della parola di Dio: “Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino” (Sal 119, 105).

Verrà il coraggio quando sarà viva nel cuore la fede, quando si praticheranno tutti i precetti che dalla fede vengono imposti, perchè è impossibile la fede senza le opere, come è impossibile immaginare un sole che non dia luce e calore.

E di questa verità sono testimoni i martiri che abbiamo commemorati, perchè non è da credere che il martirio sia un atto di semplice entusiasmo, in cui si sottomette il capo alla scure per andare diritti in Paradiso, ma suppone il lungo e penoso esercizio di tutte le virtù, omnimoda et immaculata munditia.

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Briosa come un leone nei pericoli della battaglia, si mantenne sempre
raccolta in Dio

Santa Giovanna d’Arco nell’assedio di Orléans, di Jules Eugène Lenepveu - Panthéon di Parigi

La forza dei tristi è nella debolezza e viltà dei buoni

E per parlare di colei che più di tutti è da voi conosciuta, la Pulcella d’Orléans, dessa come nell’umile paese natio, così fra le licenze delle armi, si conserva pura come un Angelo.

Fiera come un leone in tutti i cimenti della battaglia, e pietosa verso i miseri e gli infelici. Semplice come una bambina, nella quiete dei campi e nel tumulto della guerra, essa è sempre raccolta in Dio, ed è tutta amore per la Vergine e per la santissima Eucaristia come un Cherubino: l’avete detto bene, venerabile Fratello. Chiamata dal Signore a difendere la sua patria, risponde alla vocazione per una impresa, che tutti, ed ella stessa, credevano impossibile; ma ciò che è impossibile per gli uomini, è sempre possibile con l’aiuto di Dio.

Non si esagerino pertanto le difficoltà per praticare quanto la fede ci impone per compiere i nostri doveri, per esercitare il fruttuoso apostolato dell’esempio, che il Signore aspetta da ciascuno di noi: “Diede a ciascuno precetti verso il prossimo” (Sir 17, 12).

Le difficoltà vengono da chi le crea e le esagera, da chi confida in se stesso senza gli aiuti del cielo, da chi cede vilmente pauroso per le beffe e le derisioni del mondo; per cui bisogna conchiudere che ai nostri dì più che mai la forza principale dei tristi è la viltà e la debolezza dei buoni, e tutto il nerbo del regno di Satana sta nella fiacchezza dei cristiani.

“Si son fatti complici dei miei avversari”

Oh! se mi fosse permesso, come lo faceva in ispirito il profeta Zaccaria, di dimandare al Redentore divino: “Perché quelle piaghe in mezzo alle tue mani?”, la risposta non sarebbe punto dubbiosa: “Queste le ho ricevute in casa dei miei amici” (Zc 13, 6); dai miei amici, che han fatto niente per difendermi e che in ogni incontro si sono fatti complici dei miei avversari. E a questo rimprovero, dato ai cristiani infingardi e paurosi di tutti i paesi, non si possono esimere molti cristiani della Francia. […]

Quindi, Voi, venerabile Fratello, nel vostro ritorno direte ai vostri connazionali che, se amano la Francia, devono amare Iddio, amare la fede, amare la Chiesa che, come dei padri vostri, è madre di tutti loro tenerissima. Direte che facciano tesoro dei testamenti di S. Remigio, di Carlomagno e di S. Luigi, che si compendiano nelle parole tante volte ripetute dalla loro eroina di Orléans: “Viva Cristo, il Re dei franchi!”

A questo titolo soltanto la Francia è grande fra le nazioni, a questo patto Iddio la proteggerà facendola libera e gloriosa, a questa condizione le si potrà applicare quanto nei libri Santi è detto d’Israello, “che non si è trovato alcuno che insultasse a questo popolo se non quando si è allontanato da Dio” (Gdt 5, 17). (Rivista Araldi del Vangelo, Maggio/2019, n. 192, p. 40-42) 

San Pio X. Passi del discorso proferito in occasione della lettura del decreto di beatificazione dei Venerabili Giovanna d’Arco, Giovanni Eudes, Francesco de Capillas, e Giovanni Teofano Vénard e compagni, 13/12/1908: AAS 1 (1909), 142-145

1 Mons. Stanislas-Arthur-Xavier Touchet, all’epoca Vescovo di Orléans, più tardi creato Cardinale. Fu lui a instaurare nella sua diocesi il processo di beatificazione di Santa Giovanna d’Arco. 2 In questo giorno sono stati proclamati i decreti sulle virtù eroiche dei Venerabili Giovanna d’Arco, Giovanni Eudes, Francesco de Capillas, e Giovanni Teofano Vénard e compagni.

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