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Spiritualità

La santa gioia dei figli di Dio

Pubblicato 2019/04/22
Autore : Suor Juliana Galletti, EP

Quando il dolore si presenta davanti a noi, non lasciamoci abbattere dallo sconforto. Teniamo presente la quaresmeira rosa e affrontiamo la sofferenza con la gioia che conduce al Cielo.

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Eucaristia presieduta da Mons. João nella Basilica della
Madonna del Rosario - Caieiras (Brasile)
Tra i vari simboli delle realtà soprannaturali collocate da Dio nella natura brasiliana, ne troviamo uno molto eloquente: le quaresmeire, piante i cui fiori dalla tonalità viola sbocciano abbondantemente poco prima della Settimana Santa.

È facile vedere in queste splendide piante la mano del Creatore. Esse ricordano ai fedeli che è giunta la Quaresima, tempo di contrizione e conversione caratterizzato liturgicamente dall’uso del colore violaceo. Tuttavia, un osservatore più attento noterà che vicino alle coppe fiorite di viola o lillà scuro si trova spesso un’altra varietà di quaresmeira, coperta da fiori rosa.

Dio non fa nulla per caso. Se gli attraenti bottoni viola invitano all’imposizione penitenziale dell’anima che dobbiamo avere nei giorni precedenti il Triduo Pasquale, quale sarà il simbolismo di questi fiori rosa?

Proprio nel mezzo del Tempo della Quaresima esiste un giorno riservato per celebrare la gioia: la Domenica Lætare. In esso, il viola dei paramenti cede il posto al rosa, la musica diventa più festosa e i fiori ornano nuovamente il presbiterio. Si fa una pausa nella penitenza, per alleviare la tristezza per i nostri peccati con la prospettiva della Risurrezione.

La Santa Chiesa ci insegna in questa Quarta Domenica di Quaresima che il dolore e il pentimento devono sempre venire accompagnati dalla gioia, poiché nel Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo abbiamo la certezza del perdono. Ma non solo: la presenza del rosa accanto al viola ci invita a ricordare che in questa vita la felicità è inseparabile dalla croce. Per raggiungere la beatitudine eterna, dobbiamo prima passare per contrarietà, battute d’arresto e sofferenze. Non c’è segno più grande dell’amore di Dio verso di noi che le prove inviate da Lui per purificarci e santificarci.

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Quaresmeire del giardino di Casa Thabor - Caieiras (Brasile)
“Sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio” (Rm 8, 28). Per questo, quando il dolore bussa alla porta di ognuno di noi, deve sbocciare nel nostro cuore un sentimento di gioia, così ben simbolizzato dalle quaresmeire rosa che sbocciano tra il viola penitenziale.

La più perfetta delle semplici creature, concepita senza peccato e dotata di tutti i doni e le virtù, Maria Santissima, soffrì immensamente in questa vita, al punto che La chiamiamo Corredentrice. Esempio sublime di quanto Dio incoroni con il dolore chi ama con predilezione!

Questa verità è dissonante rispetto agli aforismi predicati dal mondo, che equiparano la felicità a uno stato di piena soddisfazione materiale, esente da qualsiasi tipo di sofferenza! Tuttavia, l’unica felicità possibile per gli uomini su questa terra si trova nella via aperta da nostro Signore Gesù Cristo con la sua Croce, e passa attraverso l’adempimento del dovere e l’accettazione di tutte le avversità, che devono essere abbracciate con entusiasmo, sapendo che ci portano in Cielo.

Quando il dolore si presenta dinanzi a noi, non riteniamoci abbandonati da Dio e neppure lasciamoci prendere dallo sconforto. Teniamo presente l’immagine della quaresmeira rosa in mezzo a quelle violacee e affrontiamo la sofferenza con gioia. Staremo così preparando le nostre anime per il gaudio eterno. (Rivista Araldi del Vangelo, Aprile/2019, n. 191, p. 50-51) 

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