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Sant’Agnese di Montepulciano: Badessa, mistica e taumaturga

Pubblicato 2019/04/22
Autore : Suor Lucilia Virginia Bassi, EP

Chiamata dalla più tenera infanzia a un’intima unione con il Divino Sposo, fu premiata con abbondanti grazie mistiche e con il dono di compiere miracoli. Persino gli spiriti infernali erano obbligati ad ubbidirle.

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 Sant’Agnese con il Bambino Gesù in braccio Chiesa di San Domenico, Elvas (Portogallo)
Sfogliando le pagine delle biografie dei Beati, siamo sorpresi di vedere i vari modi di agire dello Spirito Santo per portare le anime all’unione completa e definitiva con Dio. Mentre alcuni sono scossi da una tumultuosa caduta, come San Paolo, e chiamati a una conversione radicale solo nella maturità, altri sono mantenuti nell’innocenza e perfezionati nella carità fin dalla più tenera infanzia.

Tuttavia, indipendentemente dalla strada percorsa e persino dall’età, tutti, senza eccezioni, ad un certo punto sono stati fedeli alla voce che nel loro intimo li chiamava, come quella di Gesù agli Apostoli, che diceva: “SeguiMi” (Mt 9, 9; Gv 1, 43).

Nella vita di Agnese di Montepulciano la chiamata di Dio non tardò a farsi sentire, al punto che apparvero nella stanza in cui nasceva, prodigiosamente, vari ceri accesi con fiamme divine. Essi annunciavano la grande missione di quella bambina che, per le sue virtù, avrebbe illuminato le anime rispondendo all’appello del Divino Maestro: “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli” (Mt 5, 16).

Vocazione provata dall’infanzia

Già all’età di quattro anni, Agnese sapeva pregare il Padre Nostro e l’Ave Maria, preferendo molte volte abbandonare i giochi infantili per conversare con Dio in qualche angolo più raccolto del giardino. Attratta da una voce che sussurrava nel fondo del suo cuore, prima ancora di compiere dieci anni sentì il desiderio di abbracciare la vita religiosa.

Molto presto, tuttavia, iniziarono le lotte e le prove: avendo manifestato ai suoi genitori i propri buoni desideri, questi cercarono in tutti i modi di dissuaderla.

Accadde allora che, passando un giorno per una collina vicino alle mura di Montepulciano, Agnese fu violentemente attaccata da una banda di demoni che, assunta la forma di corvi, si agitavano furiosamente e le ferivano la testa con gli artigli e il becco. C’era nei paraggi una casa di perdizione che sarebbe stata poi demolita e sostituita da una casa di spose di Cristo fondata dalla Santa, e gli spiriti infernali sembravano prevedere il danno che questo avrebbe causato loro.

L’insolito episodio causò molta preoccupazione ai suoi genitori, dopo di che la bambina presentò loro in modo categorico i piani di Dio a suo riguardo, facendo loro notare che eventi simili si sarebbero succeduti se avessero continuato ad opporsi al compimento della sua vocazione. Timorosi, essi non ebbero altra scelta che arrendersi ai disegni dell’alto: consegnarono la loro figlia alla vita religiosa, lasciandola entrare nel monastero delle “Suore del Sacco”,1 così chiamate perché, per umiltà, usavano uno scapolare fatto di questo tessuto grezzo.

Fervente orazione e osservanza della regola

Esimia osservante della regola, sempre allegra e senza dimostrare fatica, la piccola religiosa digiunava, pregava e faceva penitenza, servendo da angelico esempio alle sue sorelle di vocazione che si stupivano per un così alto grado di fervore e virtù. La sua serietà e il continuo progresso verso la perfezione suscitavano stupore anche nelle più osservanti.

Una volta il Vescovo andò a far loro visita e, incantato da Agnese, ammonì le religiose: “Abbiate, madri, cura nel crescere questa bambina, perché il suo nome sarà glorioso per la sua patria, come lo è per Roma la Santa che porta il suo stesso nome”.2

Essendo stata premiata con innumerevoli grazie mistiche, la sua vita di preghiera trascorreva in un’estasi continua. Durante i suoi colloqui spirituali, non rare volte entrava in lunghe levitazioni. Nei luoghi in cui si inginocchiava per pregare, abitualmente sbocciavano rose e gigli, che emanavano un profumo unico e molto gradevole. Così presa da fenomeni soprannaturali, non riusciva a nascondere alle sue sorelle le fiamme d’amore a Dio che ardevano nel suo cuore.

Molte volte le religiose, entrando nella cappella, la trovavano immersa nell’estasi, con il suo mantello coperto da una specie di soave manna. E il giorno in cui pronunciò i voti e ricevette il velo, a Proceno, la cappella fu riempita di questa stessa manna proveniente dal Cielo, che cadeva formando delle piccole croci, quasi a simboleggiare l’accettazione da parte del Crocifisso della oblazione di se stessa fatta dalla sua tenera sposa.

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Il giorno in cui ha emesso i voti la cappella si è riempita di una manna proveniente dal Cielo

Consacrazione di Sant’Agnese di Montepulciano Museo Coloniale, Bogotà (Colombia)

Tenendo tra le braccia il Bambino Gesù

In un’altra occasione, mentre pregava nella cappella del monastero, le apparve la Santissima Vergine, che teneva tra le braccia il Bambino Gesù. Era la festa dell’Assunzione e la Regina degli Angeli le consegnò suo Figlio, permettendole di tenerlo in braccio per qualche istante. Piena di contentezza e intenerita, Agnese pregò il Divino Infante che rimanesse al suo fianco o che la portasse via con sé. Tuttavia non era ancora il momento di vedere questo suo desiderio realizzato: non passò molto tempo e la Madonna Lo riprese nuovamente in braccio…

Comprendendo che il Divino Infante stava per andarsene, Agnese rimosse molto abilmente la piccola croce che Lui portava appesa al collo e Gli disse: “Visto che parti, lasciami almeno un ricordo di questo giorno!”3

La Madonna sorrise nel vedere il pietoso furto e scomparve, mentre la Santa rimase con il volto a terra e la piccola croce ben stretta in mano.

Giovane superiora del monastero di Proceno

All’età di quattordici anni, Sant’Agnese lasciò il suo primitivo convento per una nuova fondazione nella città di Proceno, dove ben presto divenne nota per la sua virtù, conquistando l’ammirazione e la fiducia di tutti. Molti del popolo, incantati da lei, desideravano che fosse designata priora del monastero, nonostante la sua giovane età, e procurarono per questo le necessarie dispense. Così, ancor prima di compiere quindici anni, la giovane religiosa ricevette l’incombenza di prendersi cura delle altre sorelle.

Considerando se stessa indegna della funzione che aveva ricevuto, Agnese raddoppiò le preghiere e i sacrifici: cominciò a mangiare solamente pane e acqua, avendo come letto il freddo pavimento, e come cuscino una pietra.

Perseverante nella preghiera, otteneva tutto ciò che a Dio supplicava. In un’occasione, desiderosa di avere qualche reliquia dei Luoghi Santi dove Gesù aveva vissuto e versato il Suo preziosissimo Sangue, una forte folata di vento riempì le sue mani di polvere: un Angelo era venuto a portarle zolle della terra che era stata aspersa dal Sangue di Gesù. E come se ciò non bastasse, immediatamente dopo l’Angelo le diede un pezzo del vaso di coccio nel quale la Santissima Vergine aveva fatto il bagno al Dio Bambino nella sua infanzia.

Amante dell’Eucaristia, si sentiva costantemente attratta da GesùOstia, e non perdeva neanche un minuto nel quale potesse stare davanti al tabernacolo. Spesso, quando non c’era la possibilità di comunicarsi per mano di un sacerdote, aveva come ministri gli Angeli stessi.

Potere di scacciare i demoni

Tuttavia, più che per il suo beneficio spirituale, le sue ardenti preghiere servivano a beneficio delle anime che si avvicinavano a lei. C’era un uomo in una città vicina a Proceno, un posseduto che si comportava in modo sempre più allarmante. Siccome nessun sacerdote della regione era stato in grado di risolvere il caso, i parenti del poveruomo, ormai disperati e desiderosi di ottenere la sua guarigione, decisero di ricorrere alla santa badessa, i cui miracoli erano noti nei dintorni.

Rendendosi conto che sarebbe stato impossibile portare l’uomo tormentato fino a lei, chiesero ad Agnese di accompagnarli dall’infelice. Non appena la serva di Cristo entrò in città, il demonio orgoglioso e insensato, che poco prima sembrava non dare importanza a nessuna parola che gli veniva detta, cominciò a far rotolare violentemente da una parte all’altra il corpo del posseduto.

Quando la santa religiosa fu sulla soglia di casa, si udì il piagnucolio codardo e sconfitto del demonio, che diceva: “Non posso restare qui, perché è entrata la vergine Agnese!”4 Con questo, l’uomo tormentato fu liberato dallo spirito che lo torturava da tanto tempo.

Anima contemplativa, dalla solida vita interiore, Sant’Agnese progrediva ogni giorno nel perfezionamento spirituale, senza mai lasciarsi prendere dalle preoccupazioni terrene. Né la scarsità di denaro né la mancanza di pane erano un ostacolo per l’impetuosa badessa. Di fronte a qualsiasi problema materiale, rivolgeva le sue suppliche a Dio, essendo efficacemente assistita. Moltissime volte moltiplicò i pani per nutrire le religiose del suo monastero. E non essendoci più vino in una delle case di famiglia che visitava, trasformò l’acqua in vino, come Gesù alle Nozze di Cana.

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Quando non poteva comunicarsi per mano di un sacerdote, aveva come ministri gli stessi Angeli

Un Angelo porta la Comunione a Sant’Agnese di Montepulciano Museo Coloniale, Bogotà (Colombia)

Nella collina di Montepulciano

Dopo la chiara visione che fosse fondata una nuova casa religiosa secondo la volontà di Dio, sulla collina di Montepulciano dove era stata attaccata dai corvi, Agnese partì con alcune religiose per erigere un monastero sotto la regola di San Domenico.

Ottenute le necessarie donazioni, acquisì l’intera collina, sulla quale costruì, oltre al convento, una chiesa dedicata alla Madonna. Zelante badessa, cercava con le sue ammonizioni e il suo esempio di incentivare le subalterne a una resa sempre più radicale a Cristo, senza tralasciare di fare anche miracoli per aiutarle.

Una volta una giovane religiosa di quel monastero divenne cieca e, affinché non fosse costretta ad abbandonarlo per farsi curare, la Santa le restituì la vista, dicendo: “Quello che Gesù e io vogliamo è che d’ora in poi tu non pianga con questi occhi per fatiche o mali temporanei, ma che, per amore di Dio, lasci ogni affetto terreno, conservando il tuo cuore libero per l’amore del Divino Sposo”.5

Una domenica, mentre stava pregando, un Angelo le consegnò un calice, con le seguenti parole: “Bevi, sposa di Cristo, questo calice che Nostro Signore ha bevuto anche per te!”6 Dopo questa apparizione, la santa badessa si ammalò gravemente. Colui che un tempo l’aveva chiamata per una vita di lotta, chiedendole già a nove anni la perseveranza nei buoni propositi nonostante la pressione contraria dei suoi genitori, ora la invitava ad accompagnarLo in cima al Calvario, unendosi a Lui nell’accettazione di nuovi patimenti.

Esaudendo alla richiesta delle sue sorelle religiose, Agnese passò a visitare le terme della città di Chianciano, al fine di rimettersi in salute. Quando mise i piedi nell’acqua per fare il bagno, il luogo si riempì con la già nota e misteriosa manna che cadeva dal Cielo. Sgorgò anche lì una nuova sorgente che, per i meriti della Santa, iniziò a guarire numerosi infermi.

Durante le sue uscite in questi bagni, operò molti miracoli, tra cui la resurrezione di un bambino che era annegato, facendo solo un segno della Croce sul cadavere. Dopo tante guarigioni e prodigi lì realizzati per intercessione della virtuosa religiosa, il luogo ricevette il nome di Fonte di Sant’Agnese.

Prodigi anche dopo la morte

Ritornata al monastero, i suoi dolori si fecero ancora più intensi, e il 20 aprile 1317, terminato il suo corso in questa vita, Sant’Agnese partì per l’eternità. Ancor prima che la notizia della sua morte fosse divulgata, all’alba, una signora colpita da una gravissima infermità al braccio si avvicinò alla porta del monastero e chiese di vedere la defunta badessa. Disse alle suore che durante la notte aveva avuto una visione, nella quale la Santa, piena di luce e circondata dagli Angeli, le diceva che se avesse toccato il suo corpo, sarebbe guarita. Quel cadavere inerte, segnato da una santità eroica, continuava a beneficiare le anime e ottenne la guarigione dell’afflitta signora.

Fatti simili a questo si verificarono per diversi giorni dopo la sua morte. E dal suo cadavere cominciò a esalare un profumo celestiale che si diffuse in tutto il monastero, come pure un odorosissimo balsamo si diffondeva da questo in abbondanza.

Santa Caterina da Siena coltivò un’intensa devozione a Sant’Agnese, poiché il Signore le aveva rivelato che in Cielo sarebbero state grandi compagne. Durante una delle sue visite a Montepulciano, mentre si chinava a venerare i resti mortali della Santa, miracolosamente i piedi di questa cominciarono a muoversi, salendo alle sue labbra, che, con estrema riverenza, li baciarono.

E la venerabile religiosa così rimase, con un piede un po’ sospeso, a ricordare lo stupendo evento. Ancor oggi, essendo il suo corpo semiincorrotto, può essere venerato nel santuario di Montepulciano, con un piede più in alto. Lì Sant’Agnese ha beneficiato innumerevoli anime con prodigiose guarigioni fisiche e spirituali, meritando di essere acclamata come mediatrice dei bisognosi e terrore degli spiriti infernali.(Rivista Araldi del Vangelo, Aprile/2019, n. 191, p. 34-37)

1 BEATO RAIMONDO DA CAPUA. The Life of Saint Agnes of Montepulciano. Summit (NJ): Dominican Nuns of Summit, 2012, p.10. 2 ÁLVAREZ, OP, Paulino. Santos de la Orden de Predicadores. 2.ed. Vergara: El Santíssimo Rosario, 1920, vol.I, p.398. 3 Idem, p.399. 4 BEATO RAIMONDO DA CAPUA, op. cit., p.36. 5 ÁLVAREZ, op. cit., p.403. 6 BEATO RAIMONDO DA CAPUA, op. cit., p.67. 

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