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Offerta accettata dalla Provvidenza

Pubblicato 2019/01/30
Autore : Mons. João Scognamiglio Clá Dias, EP

Vedendo disgregarsi la sua opera, il Dr. Plinio decise di offrirsi come vittima espiatoria. Così, con tutta coscienza e chiarezza, in quello stesso momento si pose nelle mani della Madonna. Trentasei ore dopo, la Provvidenza acconsentì e colse il suo...

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Dr. Plinio nella Sede del Regno di Maria a metà degli anni ‘60
Nel dicembre 1974 la situazione del Gruppo1 del Dr. Plinio raggiunse un picco di deterioramento, che non avrebbe fatto altro che aggravarsi nei primi giorni del 1975. Egli vedeva la sua opera dissolversi e lottava per evitare, in mezzo a molti altri mali, l’effetto disastroso degli egoismi e dei reciproci rancori tra i suoi figli, un sintomo caratteristico del cedimento rispetto alle più alte aspirazioni. 

Il 1º febbraio 1975 era un sabato. Come di consueto, dopo cena egli si riunì con alcuni membri del Gruppo nella sala della sua residenza. Si trattava della Conversazione del Sabato Sera, istituzione sorta in modo naturale e spontaneo, i cui partecipanti ponevano domande sui più svariati temi, sempre relazionati con la vita del Dr. Plinio e la sua missione. Era un ambiente di comunione molto intimo, con una speciale nota di armonia fra tutti, e anche di paternità piena di considerazione e stima nel trattamento che egli dispensava a ciascuno.

Quella sera, però, il Dr. Plinio parlò dello stato in cui si trovava il Gruppo e, mentre parlava, analizzava la situazione e si rendeva conto, con più acutezza e precisione, di quanto fosse tragica.

Anni dopo, ricordandosi di quella memorabile conversazione, avrebbe spiegato la prospettiva che si presentò ai suoi occhi: “Ponevamo l’attenzione sul panorama generale, e devo riconoscere che le circostanze interne del Gruppo, altamente preoccupanti, prevalevano molto su quelle esterne”. Quell’apprensione era motivata soprattutto dal fatto che verificava l’ingratitudine di tanti di fronte ai favori concessi dalla Provvidenza con la vocazione: “Molte grazie furono ricevute nell’entusiasmo dei primi momenti, ma poi gradualmente rifiutate, verso quella fossa delle anime che si chiama mediocrità. Sì, la mediocrità estendeva le sue ali di corvo sul Gruppo e non era chiaro quale fosse il modo di impedire quella situazione”. E menzionava anche i terribili danni causati tra i membri della sua opera dall’avvento della “Bagarre azzurra”.2

Descrisse anche quello che sarebbe successo se fosse morto in quei giorni. Immaginava il suo corpo vegliato nella cappella della sede principale del suo movimento, e diceva che tra i suoi figli ci sarebbe stato un certo dolore e abbattimento, forse pianto, per i primi venti minuti. In seguito sarebbe stato dimenticato, e attorno al cadavere sarebbero iniziate le scene di mondanità: si sarebbero interessati solo dell’importanza e del prestigio sociale che avrebbero avuto presso i suoi familiari, riuniti per la sepoltura.

Il Dr. Plinio continuò commentando che vedeva solo una soluzione per il Gruppo: il sacrificio di qualcuno che si consegnasse come vittima espiatoria. Durante la conversazione, si chiedeva chi avrebbe potuto offrirsi e si rese conto di essere l’unico. Così, con piena coscienza e chiarezza, in quello stesso momento si mise nelle mani della Madonna per tutto quello che Ella desiderasse, al fine di impedire l’estinzione della sua opera e far sì che quei figli fossero riscattati e salvati, come avrebbe dichiarato narrando tali fatti.

È necessario considerare che egli non pensava solamente ai suoi seguaci in quanto gruppo, ma si preoccupava per ciascuno di loro individualmente, temendo che venissero meno nel cammino della vocazione e non perseverassero. “Davvero in quell’occasione mi offrii per sete di anime. Io avevo sete, soprattutto, delle anime dei membri del Gruppo. Vedendo che si trovavano in un periodo di depressione, di mancanza di entusiasmo e vitalità, allora mi offrii per tutto quello che la Madonna potesse volere, al fine di evitare il disastro di un gran numero di defezioni”, raccontava.

In quel momento fece un atto di consegna della propria vita? Seguendo i passi di Nostro Signore Gesù Cristo, era disposto a morire per amore dei suoi se fosse stato necessario, ma sapeva che la promessa contenuta nel sorriso della Madre del Buon Consiglio di Genazzano nel 1967 non gli permetteva di immolarsi come vittima espiatoria in quella circostanza. Pertanto, si sentiva obbligato a rispettare in se stesso quella garanzia quanto al compimento della sua missione, come spiegava: “Se non ci fosse stata la grazia di Genazzano, avrei offerto la vita. Temevo che, se lo avessi fatto, avrei commesso un’infedeltà a quella grazia e, per castigo, la Madonna mi avrebbe portato via”.E aggiungeva in un’altra circostanza: “Tenendo questo in considerazione, offrivo quello che mi restava, che erano vantaggi, comodità o quello che io potessi avere e di cui la Madonna volesse disporre”.

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Il Dr. Plinio lascia la sede di Bairro Alto da Lapa,
San Paolo, nel gennaio 1975
In altre parole, si diede interamente, deciso a passare per qualsiasi sofferenza piacesse a Maria Santissima, e così formulò la sua offerta: “Chiesi alla Madonna di fare di me quello che intendesse, come uno che possiede denaro in banca: prende quanto è necessario. Che la Madonna prendesse quanto volesse da questa modesta banca di nome Plinio Corrêa de Oliveira”.

Quando i partecipanti alla conversazione se ne andarono, sentirono che una qualche tragedia si presentava all’orizzonte interiore del Dr. Plinio. “Andai a dormire tranquillo”, concludeva raccontando l’accaduto in quella notte tra sabato e domenica, tra il 1º e il 2 febbraio 1975.

Perseguitato dall’idea della vittima espiatoria

Chiamato dalla Provvidenza ad essere martire della sua stessa opera, il Dr. Plinio aveva sempre presente il ruolo delle vittime espiatorie nella vita della Chiesa. Particolarmente toccato dalla storia di Santa Teresina del Bambin Gesù, aveva già fatto un’offerta in questo senso nei suoi primi mesi di Congregazione Mariana. Decenni dopo, durante una serie di conferenze per i veterani del Gruppo, egli avrebbe mostrato l’importanza delle vittime espiatorie e avrebbe commentato un passo che lo aveva profondamente impressionato in una certa opera sui miracoli di Lourdes, di uno scrittore di grande talento. Secondo quella narrazione, la causa delle grazie ottenute non consisteva solo nell’iniziativa della Madonna, ma anche in un altro fattore, meno conosciuto. Su questo egli tesseva considerazioni commoventi:

“Secondo quanto racconta Huysmans,3 esiste un monastero dell’Ordine di Santa Clara a Lourdes, le cui suore hanno come missione quella di soffrire ed espiare per ottenere conversioni e guarigioni nel santuario. Allora in quelle processioni luminose e belle, con il popolo gioioso che glorifica la Madonna, nessuno si ricorda del convento delle clarisse, dove ci sono persone che muoiono, languono, soffrono tremende aridità e desolazioni interiori, così che gli altri possano avere felicità. Ma agli occhi della Madonna, la fonte di questa gioia è in quel monastero. Ed esse assumono l’impegno di non chiedere la propria guarigione! Io chiedo: c’è qualcosa sulla terra di più degno di ammirazione? Francamente, io non lo conosco!”

Egli si riempiva di rispetto ed emozione nel considerare una vocazione di così sublime idealismo. E aggiungeva in un’altra occasione: “Sono sempre stato, per così dire, perseguitato dall’idea della vittima espiatoria”. Ora, però, il 1° febbraio 1975, egli possedeva una nozione più chiara dei disegni della Provvidenza a suo riguardo e desiderava consegnarsi in olocausto in modo ancora più esplicito di quanto avesse fatto fino ad allora.

Nel viaggio per Amparo, un presentimento

La mattina del lunedì successivo, il 3 febbraio, il Dr. Plinio partiva per Amparo4 per iniziare l’elaborazione di un lavoro tra i più audaci e decisivi che avesse mai scritto.

Prima della partenza, parlò con un membro del Gruppo. Prese l’automobile, una Mercedes-Benz di colore bordeaux, e si fermò ancora al belvedere di Pacaembu, dove rimase per venti minuti a passeggiare avanti e indietro, mentre trattava con un’altra persona di gravi questioni riguardanti una delle case della sua istituzione. Fu lì che ebbe una premonizione di quello che sarebbe accaduto, come avrebbe narrato molto più tardi: “Mentre stavo camminando, mi passò più di una volta per la mente l’idea: ‘Chissà se questi sono gli ultimi passi normali che faccio nella mia vita, perché il mio sacrificio è stato accettato e sarò incapace di muovermi?’”

Nuovamente in cammino, pensò di approfittare del viaggio per riposare, per iniziare così a lavorare subito dopo essere arrivato alla fattoria. Si sistemò allora sul sedile anteriore, cosa che faceva solo in caso di spostamenti lunghi, a causa delle migliori condizioni del sedile. La parte posteriore fu occupata da un solo accompagnatore.

In quel momento lo assalì un altro dubbio: non sarebbe stato consigliabile passare al sedile posteriore? Dopo quasi dieci anni, raccontava: “Al momento di sedermi ebbi uno strano presentimento: ‘All’improvviso, a causa di uno scontro, io muoio perché sto qui davanti… Adesso dormo, chissà se mi sveglierò ferito o magari davanti al giudizio di Dio?’ Ma poi pensai: ‘Non si deve dare importanza a queste impressioni!’Mi sedetti, pregai e mi addormentai”.

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Il Dr. Plinio nel suo appartamento durante il
periodo di convalescenza dopo l’incidente
Il cielo era nuvoloso e c’era una pioggerellina. Il Dr. Plinio lasciò San Paolo accompagnato da altri due veicoli, uno davanti e uno dietro, e presto la pioggia si infittì, diventando torrenziale.

Nella strada di Jundiaí, l’incidente

Ora, chi guidava l’automobile del Dr. Plinio voleva arrivare ad Amparo quanto prima per tornare in fretta lo stesso giorno, in tempo per fare un giro con alcuni membri del Gruppo, scendendo a Serra do Mar. Così cominciò ad accumulare imprudenze senza curarsi degli avvertimenti del Dr. Plinio, che si era svegliato e aveva ripreso sonno diverse volte. Nonostante la pioggia, si lanciò per l’autostrada Anhanguera a una velocità inadeguata, aumentando il malessere del Dr. Plinio quando faceva le curve, tallonando l’autista davanti affinché anche costui accelerasse e obbligando quello dietro a raggiungerlo,mentre i componenti di entrambe le macchine, ignari della gravità di un tale atteggiamento, conversavano tra di loro con battute e scherzi, in un clima di irresponsabilità e ottimismo. Lasciando l’autostrada, il convoglio proseguì lungo la strada tra Jundiaí ed Amparo, che era stretta e richiedeva ancora più prudenza, ma l’andatura non cambiò. Il Dr. Plinio dormiva.

All’una e dieci del pomeriggio arrivarono, sempre a una velocità eccessiva, a una curva pronunciata a destra. Era la più pericolosa del percorso, ben nota a tutti e ben segnalata. Allora accadde l’inevitabile: il primo veicolo scivolò, si scontrò frontalmente con un camion che veniva dalla direzione opposta, e rimase di traverso sulla strada. Essendosi risvegliato, il Dr. Plinio fu testimone dello scontro e chiese:

— Quella macchina è nostra?

Il camion uscì dalla carreggiata e rotolò giù per il pendio, ma dietro di esso si avvicinava un autobus, il cui autista, vedendo quello che era successo, rallentò e accostò. Nel frattempo l’autista del Dr. Plinio, per evitare lo scontro con l’auto del Gruppo bloccata sulla strada, cominciò a frenare, facendo slittare la Mercedes a sinistra. Comprendendo che stava perdendo il controllo dell’automobile, istintivamente cercò di proteggersi e girò il volante in modo tale che proprio il lato in cui si trovava il Dr. Plinio andò a sbattere contro la parte anteriore del bus. Tutta la forza dell’impatto si concentrò su di lui.

Nessuno si ferì tanto quanto il Dr. Plinio. Dato che aveva la gamba sinistra incrociata sopra la destra, il ginocchio sinistro colpì il vano portaoggetti e il bacino non resistette allo scontro: fu sfondato e rotto dal femore, che a sua volta subì dei danni. Allo stesso tempo, il corpo fu proiettato contro il pannello, causando la frattura di due costole. E poiché aveva alzato la mano sinistra per difendersi, tutte le ossa di questa furono frantumate dal vetro, contro il quale andò a sbattere anche il gomito destro, fratturando l’omero. Quando la testa batté contro il parabrezza, i due denti davanti saltarono e il labbro superiore fu tagliato dall’alto al basso, causando un’abbondante perdita di sangue. Anche la palpebra sinistra fu quasi interamente strappata e rimase pendente, e lo stesso accadde con il sopracciglio. Oltre a tutto questo, il discepolo che occupava il sedile posteriore fu proiettato in avanti e cadde sopra di lui.

Trentasei ore dopo la sua offerta come vittima espiatoria, la Provvidenza aveva acconsentito e colto l’olocausto del Dr. Plinio, permettendo che la sua integrità fisica venisse colpita tragicamente in un tremendo incidente automobilistico. Anni dopo, egli lo avrebbe riconosciuto, dicendo: “Molti fattori portano a credere che la Madonna abbia accettato il sacrificio già il lunedì”.

In mezzo ai dolori, amore per l’ordine dell’universo

Insanguinato, il Dr. Plinio fu estratto dall’automobile e disteso sull’asfalto sotto la pioggia, in stato di incoscienza. Molti veicoli passavano, ma nessuno si offriva per soccorrerlo, e diverse persone commentavano che non sarebbe sopravvissuto. Alla fine un poliziotto, presente sulla scena al momento dell’incidente, fece fermare un furgone e ordinò all’autista di caricare il Dr. Plinio, che così fu trasferito in un ospedale di Jundiaí. A quel punto egli aveva ripreso coscienza, ma soffriva tremendi dolori e il gravissimo colpo alla testa gli aveva causato un trauma cranico, privandolo della piena e chiara nozione della realtà.

Portato immediatamente nella sala operatoria del pronto soccorso, fu assistito da uno specialista in chirurgia plastica, uno dei migliori del Brasile, che si trovava in servizio per una provvidenziale coincidenza vicina al miracolo.

Era urgente trasferirlo in un ospedale di San Paolo. Tuttavia, tra l’assistenza che doveva ricevere e la necessità di un’ambulanza appropriata allo stato in cui si trovava, fu necessario attendere fino alle dieci di sera, intervallo di tempo nel quale avvennero alcune scene commoventi. Sebbene sotto shock, il Dr. Plinio si manteneva in una pace completa e manifestava la sua piena conformità, dicendo:

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Sacra Statua della Madonna di Fatima in una delle sue visite in Brasile negli anni ‘70
— Se la Madonna vuole questo, accetto tutto per Lei.

Ed esprimeva il suo affetto nei confronti dei membri del Gruppo che si approssimavano, rivolgendo a ciascuno parole di incoraggiamento e fiducia.

Giunto il momento della partenza, mentre passava da una barella all’altra, gli infermieri lo spostarono con poca delicatezza, e il Dr. Plinio gemette di dolore. Fu allora che, sempre in uno stato di trauma, esclamò:

— Attenzione! Perché chi tocca me tocca l’ordine dell’universo!

Era indubbiamente la voce della semi-coscienza ma, soprattutto, la voce dell’innocenza che affermava una grande verità. In quel momento veniva alla luce tutto il suo amore per l’ordine posto da Dio nella creazione, che fin dall’infanzia si era sentito chiamato a comprendere, difendere e rappresentare, per stabilirlo tra gli uomini. Tutta la missione del Dr. Plinio traspariva in quel grido, in mezzo ai dolori e alle afflizioni di un colpo terribile.

Nel volto della Madre, l’espressione della tristezza

Quel 3 febbraio 1975, passato già mezzogiorno, due membri del Gruppo entravano in una certa casa nel quartiere di Vila Formosa, a San Paolo, portando la Sacra Statua della Madonna di Fatima5 in visita alla famiglia che viveva lì. Un pubblico relativamente numeroso si era radunato nel locale per riceverla e l’attendeva con ansiosa aspettativa. Ora, quando fu formato il corteo per introdurla nella sala principale della residenza, molte persone cominciarono a esclamare, mentre la guardavano, lasciando attoniti i due che la portavano:

— Mio Dio! Sembra che Lei stia per svenire!

Essi fissarono quel volto che conoscevano così bene e rimasero sbalorditi. Il viso era livido e allungato, ed erano visibili delle profonde occhiaie scure. Le labbra avevano perso il loro colore ed erano più aperte di prima, dando l’impressione di una profonda tristezza e sconforto.

La padrona di casa cadde in ginocchio davanti alla Sacra Statua, rimanendo in quella posizione per lungo tempo. Il singolare fenomeno durò fino circa alle quattordici, momento nel quale, a poco a poco, i colori tornarono gradualmente sul volto della Santissima Vergine ed Ella riacquistò la sua espressione abituale.

Alcune ore dopo, i due accompagnatori della statua pellegrina ricevevano la notizia di quello che era successo sulla strada tra Jundiaí e Amparo. Nel periodo esatto in cui si era verificata quell’inesplicabile mutazione fisiognomica, il Dr. Plinio subiva l’incidente e si consumava il suo olocausto.

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Il 15 giugno 2005, Mons. João e 14 discepoli del Dr. Plinio furono ordinati presbiteri nella Basilica della Madonna del Carmelo
I frutti di un olocausto

Nei primi momenti dopo l’incidente, coloro che assistevano alle terribili scene della strada di Amparo e del pronto soccorso di Jundiaí, presi da stupore e compassione, non possedevano elementi per penetrare il significato più profondo di quegli eventi. Tuttavia, lo spettacolo di quell’uomo forte, robusto e pieno di vitalità, prostrato sull’asfalto, che spargeva sangue da innumerevoli ferite, trasportato in una sala operatoria e, peggio di tutto, privato della sua piena coscienza per un periodo la cui durata nessuno poteva prevedere, rappresentava una pietra miliare storica essenziale per la sua opera.

L’infedeltà delle successive generazioni di seguaci del Dr. Plinio, dal nucleo iniziale dei compagni della Congregazione Mariana, aveva portato il Gruppo a uno stato di deterioramento in cui tutto sembrava irrimediabilmente incagliato. Dopo molti tentativi e sforzi per istituzionalizzare la sua opera e riaccendere il fervore, le circostanze sembravano indicargli che tale situazione poteva essere invertita solo per mezzo di un grande sacrificio. E la brevità con cui precipitarono i fatti, da quel sabato sera fino al pomeriggio del lunedì, 3 febbraio 1975, dimostra quanto il Dr. Plinio avesse visto giustamente la via della soluzione e come la Divina Provvidenza avesse accettato la sua offerta.

Sì, il prezzo era stato pagato. Da questo olocausto la vita del Gruppo avrebbe seguito un altro corso, trasformata da un nuovo flusso di grazie, e le istituzioni interne avrebbero prosperato con un vigore irresistibile. (Rivista Araldi del Vangelo, Febbraio/2019, n. 189, p. 26-31) 

Tratto, con piccoli adattamenti, da: “Il dono di sapienza nella mente, vita e opera di Plinio Corrêa de Oliveira”. Città del Vaticano-São Paulo: LEV; Lumen Sapientiæ, 2016, vol.IV, p.476-546

1 Quando, all’inizio degli anni Trenta, il Dr. Plinio formò un gruppo di discepoli con i quali si riuniva regolarmente, si forgiò negli ambienti cattolici l’espressione Gruppo di Plinio. Ed essa si radicò in modo tale negli ambienti interni che, decenni dopo, la parola Gruppo continuava ad essere usata per designare l’insieme della sua opera. Si metteva così in risalto il modo di trattare affettuoso e familiare che il maestro aveva con i suoi seguaci, denominati membri del Gruppo. 2 Con l’espressione Bagarre azzurra, il Dr. Plinio designava il periodo storico iniziato dieci anni dopo la Seconda Guerra Mondiale, con lo sviluppo industriale dei paesi un tempo colpiti dagli scontri. A quell’epoca, mentre il processo di decadimento morale e religioso avanzava, si parlava di “miracolo italiano”, “miracolo tedesco” e altri favolosi focolai di progresso economico, che promettevano una prosperità indefinita, come un cielo senza nuvole, azzurro e splendente. 3 In un momento di grande sofferenza nel 1967, il Dr. Plinio ricevette una insigne grazia contemplando una riproduzione dell’affresco della Madonna del Buon Consiglio, venerato nella città italiana di Genazzano. Senza udire propriamente una voce, egli sentì in fondo alla sua anima la Santissima Vergine come per dirgli: “Figlio mio, non turbarti. Fidati, perché la tua opera sarà completata e realizzerai interamente la tua missione”. Questa promessa interiore era chiamata dal Dr. Plinio grazia di Genazzano. 4 Cfr. HUYSMANS, Joris-Karl. Les foules de Lourdes. In: Œuvres Complètes. Paris: G. Crès, 1934, t.XVIII, p.211. 5 Con questo nome era designata una fattoria situata nella città di Amparo, nell’interno dello Stato di San Paolo, nella quale il Dr. Plinio si ritirava con frequenza per dedicarsi a lavori intellettuali o per riposare. 6 Statua pellegrina della Vergine di Fatima che nel 1972 pianse miracolosamente nella città di New Orleans, negli Stati Uniti. In visita in Brasile negli anni Settanta, la statua rimase sotto la custodia dei discepoli del Dr. Plinio. 

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