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Storie per bambini

Il ciottolo prezioso

Pubblicato 2019/01/28
Autore : Suor Lucia Nga Thi Vu, EP

Uscendo dall’udienza con il re, il Sig. Edmondo ricevette dalla regina un ciottolo grigio e insignificante. Il principe, suo figlioletto, desiderava che fosse trasformato in una bella gemma… Cosa fare per non deluderlo?

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“Che cosa fa un gioielliere? Vende gioielli?”
Il mese di febbraio stava iniziando e il regno si trovava nel pieno dei preparativi per celebrare il compleanno della regina Amelia. Suo marito, il re Federico, desiderava offrirle una corona nuova, nella quale sarebbe stato intarsiato un magnifico diamante proveniente dalle leggendarie terre dell’India.

La gemma, tuttavia, doveva ancora essere levigata e lucidata. Per eseguire un così fine lavoro, il sovrano decise di ricorrere a un gioielliere di nome Edmondo, che poco tempo prima era stato a palazzo ad offrire i suoi servigi.

Il giorno seguente, di buonora, un cavallo splendidamente imbrigliato era alla porta del suo modesto atelier. Da lui smontò un messaggero reale con l’ordine di condurre l’artigiano immediatamente al castello. Mentre il sig. Edmondo aspettava di essere chiamato, un nobile bambino si fermò accanto a lui, chiedendogli con un tono gentile:

— Per caso è in attesa di un’udienza con mio padre?

— Sì, altezza – rispose facendo una rispettosa riverenza. Sono un gioielliere e Sua Maestà mi ha convocato per darmi una commissione. 

— Gioielliere? Cosa fa un gioielliere? Vende gioielli?

— Li vendiamo anche… Ma questa è la cosa meno importante nella nostra professione. Preparare artistici pezzi di oreficeria esige molto lavoro e, soprattutto, molta pazienza. A volte giunge nelle nostre mani una pietra grezza, all’interno della quale c’è una gemma preziosa. Dobbiamo rimuovere con molta cura diversi strati di impurità per trovare, alla fine, un meraviglioso rubino, uno zaffiro o un topazio reale…

— Significa che lei riceve una pietra brutta e la trasforma in una meraviglia?!…

Prima che potesse rispondere, il maggiordomo avvisò che il re lo stava aspettando. E gli occhi del piccolo principe brillarono…

— Ah, ho un’idea! – esclamò, correndo in giardino.

Alcuni minuti dopo, il re Federico spiegava al sig. Edmondo il delicato servizio che desiderava affidargli e gli consegnava il diamante da tagliare. Il gioielliere non ne aveva mai visto uno di così grande! Lo custodì con cura nella sua borsa e, dopo essersi accomiatato da Sua Maestà, uscì in fretta per iniziare il lavoro.

All’uscita incontrò la regina che, tenendo in mano un ciottolo grigio e insignificante, gli rivolse la parola con molta bontà e una certa aria di esitazione:

— Certamente lei è il gioielliere che è stato ora con il mio sposo. Il mio figlioletto, il Principe Giovanni, mi ha dato poco fa questo ciottolo, chiedendomi di consegnarvelo. Secondo quanto ha affermato, un gioielliere può trasformarlo in una gemma preziosa. Credo che non abbia capito bene le spiegazioni sul suo lavoro… Comunque sia, le chiedo il favore di trovare il modo per non deluderlo.

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Nel mezzo della notte un’intensa luce illuminò l’atelier del sig. Edmondo 
Cercando di nascondere il suo sconcerto, l’artigiano prese con sé la pietra e disse:

— Con enorme piacere, Maestà! Farò il massimo per esaudire i vostri desideri!

Ritornato al suo atelier, il Sig. Edmondo non sapeva cosa fare. Da un lato, lo aspettava un preziosissimo diamante da levigare in pochissimo tempo; dall’altro, doveva fare qualcosa per abbellire il misero ciottolo che gli aveva consegnato la sovrana…

Nella sua afflizione pensò: “La questione è che non ho tempo da perdere con i lamenti. Affiderò il lavoro alla Madonna, la Regina per eccellenza, e al mio Angelo Custode”.

Si mise allora in campo, dedicando alla magnifica gemma un accurato lavoro che durò vari giorni.

Un pomeriggio, mentre fissava la bellezza dello stupendo diamante già levigato, vide attraverso le sue sfaccettature l’insignificante ciottolo che era rimasto dimenticato su uno degli scaffali… E disse tra sé e sé:

— Tenendo conto del desiderio del principe e delle parole della regina, tenterò almeno di farne venir fuori qualcosa.

I suoi sforzi, chiaramente, furono vani!… Per quanto tentasse di levigarlo e lucidarlo, riusciva a mala pena a ridurne le dimensioni. I vicini e i familiari dicevano:

— Cosa?! Questa è una pazzia! Un ciottolo non diventerà mai un gioiello di valore! Desisti da questa sciocchezza!

E il Sig. Edmondo rispondeva:

— Infatti, se questo ciottolo pensasse, riterrebbe di essere capitato nelle mani di un torturatore! Saprebbe di non poter diventare mai una pietra preziosa…

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Incantata, la regina volle che il signor Edmondo le
spiegasse ciascuna delle gemme
Quando mancavano soltanto due giorni alla festa, l’artigiano decise di fare un atto di fede, chiedendo alla Madonna un miracolo. E prima di andare a dormire, recitò ferventemente questa preghiera:

— O Maria Santissima, Tu sei Madre e Regina! Non prendere in considerazione i miei difetti e il poco valore di questa miserabile pietra! Pensa, invece, al nobile desiderio dell’innocente principe e all’anelito che ha la sua buona madre di compiacerlo. Ecco perché chiedo un miracolo per rallegrare il bambino!…

Nel mezzo della notte una luce intensa illuminò l’atelier del Sig. Edmondo. Veniva da uno splendido Angelo che, toccando il ciottolo ruvido, lo trasformò in una bella pietra, come non era mai stata vista su questa terra…

Il giorno del compleanno della regina, il gioielliere fu convocato per la consegna solenne dei regali. Portati da paggi su ricchi cuscini, furono presentati alla regina nel salone, in un lungo corteo che si concludeva con la preziosissima corona offerta dal re.

Incantata, la Regina volle avere dal sig. Edmondo la spiegazione su ciascuna delle gemme che la componevano, e lui cominciò col mettere in risalto la purezza e la trasparenza del prezioso diamante che la sovrastava. Tuttavia, presto il piccolo principe lo interruppe e chiese:

— E la pietra che le ho fatto dare, è anche lei nella corona?

Il gioieliere si volse allora verso i monarchi e rivelò: 

— Vedete questa pietruzza molto luminosa collocata proprio nel mezzo della parte frontale? Sebbene piccola, non è la più folgorante gemma di tutto l’insieme? Dunque, si tratta di quel grigio e miserabile ciottolo! La brillantezza che ora ostenta non è frutto dei miei sforzi, ma di un miracolo proveniente dal Cielo!

E narrò quanto accaduto quella notte. Stupefatto, il re si rivolse a tutti con queste sagge parole:

— Ecco qui, figli miei, un prodigioso episodio che ci mostra quanto dobbiamo confidare nella Madre della Divina Provvidenza. Per quanto insignificanti possiamo sentirci come ciottoli, se ci mettiamo nelle mani di Maria, Lei può trasformarci in un istante in una delle pietre più preziose della sua corona! (Rivista Araldi del Vangelo, Febbraio/2019, n. 189, p. 46-47) 

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