Testimoniare il Vangelo attraverso la Cultura

Pubblicato 2009/08/28
Autore: Redazione

Si รจ inaugurata nel marzo scorso, in Vaticano, l'esposizione "Una Signora vestita di sole - L'Immacolata Concezione nelle opere dei grandi maestri

In occasione della mostra "Una Signora vestita di sole", S. Ecc.za Revma. Mons. Mauro Piacenza ha ricordato la relazione tra i beni culturali e la missione della Chiesa, tra l'arte e l'esperienza mistica.

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Si è inaugurata nel marzo scorso, in Vaticano, l'esposizione "Una Signora vestita di sole - L'Immacolata Concezione nelle opere dei grandi maestri", promossa dalla Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, per segnalare i 150 anni del dogma della Immacolata Concezione.

In essa i visitatori possono ammirare 100 preziose opere (pitture, sculture, manoscritti, oggetti liturgici) che coprono un arco cronologico e tematico di circa mille anni. A questo riguardo, S. Ecc.za Revma. Mons. Mauro Piacenza, Presidente della Pontificia Commissione promotrice dell'evento, ha prestato all'Agenzia FIDES (organo della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli) le seguenti dichiarazioni.

FIDES- Eccellenza, Lei è a capo di un patrimonio immenso, che spesso rappresenta una testimonianza diretta della vita della Chiesa e quindi della missione che la Chiesa ha condotto nel corso dei secoli...

Mons. Piacenza - Sì, l'impegno artistico è, in effetti, una testimonianza della vita della Chiesa e quindi della sua missione. I beni culturali, sono definibili come una testimonianza viva della Tradizione, dell'azione della Chiesa nel mondo guidata dallo Spirito Santo, al fine di portare il Vangelo alle genti, cioè ai pagani di ogni tempo, oltre che di nutrire spiritualmente e culturalmente i fedeli.

FIDES - Testimoniare il Vangelo attraverso un'educazione all'accostamento dei beni culturali può avvicinare ancor oggi i contemporanei a Cristo?

Mons. Piacenza - La Chiesa può trovare nelle espressioni artistiche uno strumento privilegiato di incontro e di confronto con le generazioni contemporanee attuando in tal senso la propria vocazione missionaria attraverso la promozione culturale e l'evangelizzazione cristiana. Le molteplici manifestazioni che ritrovano nella bellezza un linguaggio universale ed un vincolo per dirigersi verso il sacro rappresentano il tesoro spirituale di ogni cultura che perviene alla maturazione quando, raggiunta dall'annuncio del Vangelo, favorisce la conversione cristiana e, di conseguenza, l'autentico sviluppo.

FIDES - Parliamo dell'arte e del suo rapporto con il piacere estetico...

Mons. Piacenza - L'arte deve spingere alla trasformazione del mondo nella sua dilettevole bellezza ordinata al vero e al bene. In questo contesto il piacere estetico è segno che rimanda al piacere di condividere la vita accanto agli altri. L'eresia estetica o edonistica che ha contrassegnato le culture della modernità, deve potersi risolvere in una rinnovata era etica, grazie all'impegno delle arti liberali.

Gli artisti hanno dunque grandi responsabilità etiche, poiché l'incidenza dell'arte sulle persone è notevole. Gli artisti sono da enumerare tra i benefattori più grandi dell'umanità, perché alimentano il senso qualificante, essenziale dell'uomo, che è la sua spiritualità. Attraverso le loro opere essi dicono e cantano il divino cagionando fascino e ascolto, poiché la bellezza fa risaltare i contenuti. Le loro opere manifestano il proprium dell'uomo di interloquire con i simili comunicando emozioni, intuizioni, delibere.

FIDES - Che rapporto sussiste tra arte ed esperienza mistica?

Mons. Piacenza - Un rapporto strettissimo perché l'arte punta proprio sull'intrinseca apertura dell'uomo verso Dio. L'arte apre le coscienze verso l'Assoluto muovendo gli animi al culto di Dio in spirito e verità. Il bello è lo splendore delle forme sensibili, il sacro è lo splendore della gloria di Dio. Lo splendore delle forme sensibili è frutto ed espressione della contemplazione della gloria di Dio.

Rivista Araldi del Vangelo, Maggio/2005, n. 15, p. 38)