Satana sapeva che Gesù era l’Uomo-Dio?

Pubblicato 2017/09/13
Autore: Redazione

Nell'episodio della tentazione nel deserto, il demonio sembrava riconoscere in Gesù il Figlio di Dio fatto uomo, poiché Gli disse: "Se sei Figlio di Dio, dì che questi sassi diventino pane" (Mt 4,3).

Se il demonio avesse avuto perfetta nozione che Gesù era figlio di Dio fatto uomo, avrebbe cercato un mezzo di evitare la sua morte sulla croce, affinché il genere umano non fosse redento. Dunque, egli aveva elementi concreti per concludere che Gesù era il Redentore promesso. Perché, allora, istigò i pontefici e farisei a condannarLo e ad esigere la sua crucifissione? La questione fu trattata in forma magistrale dalla rinomata rivista francese "L'Ami du Clergé" dell'anno 1923 (pagg. 285-86).

Nell'episodio della tentazione nel deserto, il demonio sembrava riconoscere in Gesù il Figlio di Dio fatto uomo, poiché Gli disse: "Se sei Figlio di Dio, dì che questi sassi diventino pane" (Mt 4,3). E poco dopo: "Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché sta scritto..."(Mt 4, 6). In altri pasi della Sacra Scrittura, egli fa, per bocca dei suoi posseduti, affermazioni categoriche: "Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio Altissimo?" (Lc 8,28). "Tu sei il Figlio di Dio!" (Mc 3, 11). "So chi sei: il Santo di Dio!" (Mc 1, 24).

Qual è allora il significato esatto del titolo di "Figlio di Dio", dato a Gesù dal demonio? Secondo quanto spiegano alcuni esegeti, non è possibile sapere con certezza se satana, chiamando Gesù "Figlio di Dio", aveva perfetta conoscenza della sua natura divina, o se aveva solo l'intuizione di una natura più o meno sovrumana la cui relazione con la Divinità rimaneva ancora molto oscura. Visto. Dunque, che non troviamo nella Esegesi la soluzione precisa del problema, cercheremo nella Teologia.

Il demonio tira conclusioni a partire dai fatti esteriori

Il demonio non conosce naturalmente i segreti dei cuori, né le circostanze future, né i misteri della grazia in ciò che questi hanno di sovrannaturale e di divino. Il mistero dell'Incarnazione non è, dunque, alla sua portata. I fatti esterni, invece, lo

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Gesù tentato dal demonio (altare maggiore
della Cattedrale di Oviedo, Spagna)
Timothy Ring
sono. Ed egli può, a partire dai fatti esterni che conosce per mezzo delle luci naturali, dedurre con grande probabilità la verità dei misteri della grazia. In questo modo, il demonio ha un qualche cosa di "fede". La penetrazione della sua intelligenza gli fa scoprire gli indizi manifesti della verità. Nonostante tutto - come insegna San Tommaso - questa "fede", per il fatto di essere forzata dall'evidenza dei segni, non è opera della grazia né fede propriamente detta.

Dall'altro lato, il suo spirito orgoglioso propende sempre a ricusare l'adesione ai misteri della grazia. San Tommaso aggiunge che la "fede" dei demoni è contraria alla loro disposizione di spirito: "Spiace ai demoni il fatto che i segni della fede siano tanto evidenti da obbligarli a credere" 1. Da qui è giocoforza concludere che essi sono in rivolta addirittura contro la stessa evidenza e sono portati ad appigliarsi a tutto ciò che possa oscurarla. Applichiamo ora questi principi al caso proposto.

Tentò Gesù per verificare se Lui era effettivamente il Messia

Quando Nostro Signore fu concepito dallo Spirito Santo nel grembo purissimo della Beata Vergine Maria, il matrimonio di questa con San Giuseppe poteva ancora nascondere allo spirito perspicace del demonio la realtà dell'Incarnazione. Soltanto più tardi gli furono forniti gli indizi per scoprire questo mistero. Al momento della tentazione nel deserto, egli poteva già sospettare che Cristo era Figlio di Dio. In effetti la voce del Padre già si era fatta udire nel Battesimo di Gesù, nel Giordano: "Questi è il Figlio mio prediletto" (Mt 3, 17; Lc 3, 22; 1Pd 1, 17).

Tuttavia, questa non è una prova perentoria dell'Incarnazione. Per cominciar, queste parole venivano proprio da Dio? In secondo luogo, aveva lei il senso della filiazione divina naturale, e non adottiva? Così, la formula della quale si serve satana durante la tentazione del Salvatore, rivelava un'esitazione: "Se sei il Figlio di Dio..." Il demonio aveva, senza dubbio, ragioni per supporre che Gesù era il Cristo, il Messia, il Figlio di Dio. Tuttavia, egli poteva avere qualche incertezza, e la disposizione naturale doveva condurlo a formularla per se stesso: "Egli lo tentò per verificare se era Cristo"2 afferma Sant'Agostino.

Egli era mosso più dalla supposizione che dalla certezza

Intanto, mano a mano che Gesù avanzava nella sua vita pubblica, i segni si moltiplicavano, testimoniando il carattere trascendentale del Figlio di Dio. Questi segni non avrebbero potuto sfuggire alla perspicacia del demonio. Così, nelle differenti occasioni nelle quali costui è obbligato a rendere pubblica una verità imposta al suo spirito, egli lo fa con più convinzione rispetto al momento della tentazione nel deserto. Dice a Gesù: "So chi tu sei: il Santo di Dio!" (Mc 1,24). Più ancora, Lo chiama, senza esitazione apparente, "Figlio di Dio", "Figlio del Dio Altissimo".

"Tertulliano ed altri esegeti pensavano che il demonio Gli dava questo titolo per adulazione. Invece, è preferibile credere che lui lo facesse con tutta sincerità, sebbene controvoglia, perché Dio aveva permesso che perfino l'inferno rendesse testimonianza a Cristo" 3 Nonostante ciò, non c'è piena persuasione in questa testimonianza.

Dunque, secondo San Tommaso, eco della Tradizione Cattolica, se i demoni "avessero conosciuto perfettamente e con certezza che Gesù era Figlio di Dio e quali sarebbero stati i frutti della sua Passione, mai sarebbero andati in cerca della crocifissione del Signore della Gloria" 4 infatti è grande la perspicacia dei demoni nel comprendere la forza degli argomenti a favore della divinità del Salvatore; ma è grande anche la loro perspicacia per scoprire le obiezioni, e - data la loro disposizioni a non credere, cioè, a non lasciarsi convincere se non a forza e al limite estremo - si capisce che essi avevano dubitato fino alla fine.

Scrive San Tommaso: " Alla vista dei miracoli, il demonio congetturò che Lui fosse il Figlio di Dio. (...) E se lui lo chiamava Figlio di Dio, lo faceva perché mosso più da sospetto che da certezza"5.

Conclusione: satana non è riuscito a togliersi dal dubbio

Satana aveva, dunque, l'intuizione, diremmo quasi la convinzione, che Gesù era Figlio naturale di Dio. Ma, giudicando la verità soltanto da segni esteriori e con spirito preconcetto, egli conservava dubbi sul mistero dell'Incarnazione, nonostante non avesse potuto smettere di riconoscere in Gesù Cristo la trascendenza sovrumana che le locuzioni "il Santo di Dio" e "il Figlio di Dio" esprimevano energicamente.

1) Summa Teologica, II- II, q.5, a.2, ad.3 2) De Civitate Dei, 1, XI, c.21.
3) Fillion, Evangile selon S. Marc, Paris, 1895, pag. 34.
4) Summa Teologica, I q. 64,. a. 1, ad.
5) Ibid., III, q. 44, a.1, ad 2.

(Rivista Araldi del Vangelo, Marzo/2006, n. 27, p. 20 - 21)