Sant’Eliseo, profeta - Antico Testamento

Pubblicato 2018/06/14
Autore: Padre Rohrbacher

Eliseo insieme a Elia, è una delle principali personalità del profetismo antico. Figlio di un ricco agricoltore, lavorava con l'aratro quando Elia venne a lui.

Sant'Eliseo, profeta - Antico Testamento

Eliseo insieme a Elia, è una delle principali personalità del profetismo antico. Figlio di un ricco agricoltore, lavorava con l'aratro quando Elia venne a lui.

Temendo l'ira di Gezabel, a chi Achab riferiva tutto ciò che faceva il profeta, Elia fu costretto a fuggire, e quindi partì per il deserto. Seduto sotto un ginepro, desiderò la morte per se stesso, e disse:santo_eliseu.jpg

- Mi basta la vita, o Signore, me la tolga, perché io non sono migliore dei miei genitori.

Poi si gettò a terra e si addormentò all'ombra del ginepro. Allora un angelo del Signore, lo toccò e gli disse:

- Alzati e mangia.

Egli guardò e vide vicino alla sua testa un pane cotto sotto la cenere, e un vaso d'acqua; mangiò, poi bevve, e tornò a dormire. Tornò ancora una seconda volta l'angelo del Signore che lo toccò e gli disse:

- Alzati e mangia, perché hai ancora una lunga strada.

Lui si alzò, mangiò e bevve, e con la forza di quel cibo, camminò quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l'Oreb.

Arrivato lì, trascorse la notte in una grotta. Allora il Signore gli rivolse la sua parola:

- Che ci fai qui, Elia? E lui rispose:

- Mi consumo nel zelo per il Signore Dio degli eserciti, perché i figli di Israele hanno abbandonato la tua alleanza, hanno distrutto i tuoi altari, e ucciso i tuoi profeti con la spada. Ero solo, ma cercarono di togliermi la vita. - Il Signore gli disse:

- Va' e mantieniti sul monte davanti al Signore, perché il Signore passerà.

In quel momento, davanti al Signore corse un vento impetuoso e forte, che strappò le montagne e ruppe le rocce, ma il Signore non era in quel vento. Dopo il vento ci fu un terremoto, e il Signore non era nel terremoto. Dopo del terremoto, si accese un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo l'incendio, si sentì il sussurro di una brezza leggera. Quando Elia la udì, coprì il suo volto con il mantello, uscì e si fermò all'ingresso della caverna. Allora si udì una voce che gli diceva:

- Che ci fai qui, Elia? - E Lui rispose:

- Mi consumo nel zelo per il Signore Dio degli eserciti, perché i figli di Israele hanno abbandonato la tua alleanza, hanno distrutto i tuoi altari, e ucciso i tuoi profeti con la spada. Ero solo, ma cercarono di togliermi la vita. - Il Signore gli disse:

- Va', rifa' la strada del ritorno fino al deserto di Damasco; giunto là, ungerai Hazael come re di Siria; poi ungerai Jehu, figlio di Nimsi come re di Israele; ungerai anche Eliseo, figliuolo di Safat da Abel-Mehola, come profeta, in luogo tuo. Accadrà che chiunque sfuggire alla spada di Hazael, sarà ucciso da Jehu; e chi sarà scampato dalla spada di Jehu, sarà ucciso da Eliseo. Lascerò per me in Israele settemila uomini che non hanno piegato il ginocchio davanti a Baal e non lo venereranno né baceranno la sua mano.

Partendo di là, Elia trovò Eliseo, figlio di Safat, che arava con dodici paia di buoi; lui stesso guidava uno degli aratri di dodici paia di buoi. Avviciandosi Elia da Eliseo, mise il suo mantello su di lui, che lasciò subito i buoi, corse dietro a Elia e gli disse:

- Lasciami andare a dare un bacio a mio padre e a mia madre, poi ti seguirò. - Elia ha detto:

- Va' e torna, perché sai quello che ti ho fatto.

Dopo Eliseo aver lasciato Elia, lui prese un paio di buoi e li uccise; con l'aratro cosse le carni e le diede da mangiare al popolo. Poi si alzò, partì, e seguì Elia, per servirlo.

Coraggiosamente, Eliseo chiese al maestro la doppia parte nella distribuzione dei doni profetici. Ciò è accaduto quando il Signore ha voluto strappare Elia in cielo in un turbine di fuoco, oltre il Giordano, dopo la partenza di Galgala.

Elia disse a Eliseo:

- Rimani qui, perché il Signore mi mandò fino a Betel. - Ed Eliseo rispose:

- Viva il Signore e viva la tua anima tua, che non ti lascerò.

Arrivando a Betel, i figli dei profeti riceverono Eliseo, e gli dissero:

- Non sai che oggi il Signore ti toglierà il tuo padrone? - Egli rispose:

- Lo so anche io, ma state zitti. - Elia disse a Eliseo:

- Rimani qui, perché il Signore mi manda a Gerico. - Egli rispose:

- Viva il Signore e viva la tua anima, non ti lascerò.

Dopo aver raggiunto Gerico, i figli dei profeti si avvicinarono a Eliseo e gli dissero:

- Non sai che oggi il Signore ti toglierà il tuo padrone? - Egli rispose:

- Lo so anche io, ma state zitti. - Elia disse di nuovo a Eliseo:

- Rimani qui, perché il Signore mi mandò al Giordano. - Egli rispose:

- Viva il Signore e viva la tua anima, non ti lascerò.

Così andarono tutti e due insieme, e cinquanta dei figli dei profeti lo seguirono. Si fermarono di fronte a loro a distanza, ed entrambi rimasero alla riva del Giordano. Elia prese il suo mantello, lo piegò, e percosse le acque, che si divisero di quà e di là, in modo che i due passassero sull'asciutto.

Dopo aver trascorso il fiume, Elia disse a Eliseo:

- Chiedimi quello che io possa fare per te, prima che io sia portato lontano da te.

- Ed Eliseo rispose:

- Vorrei che mi sia concessa due parti del tuo spirito. - Elia rispose:

- Mi hai chiesto una cosa troppo difficile: tuttavia, se mi vedrai quando sarò rapito lontano da te, ciò ti sarà concesso, ma se non mi vedi, non ti sarai concesso.

Continuarono il loro percorso, intrattenuti in un colloquio, quando un carro di fuoco e di cavalli di fuoco si interpose tra di loro, separandoli, ed Elia salì al cielo in mezzo a un turbine d'aria. Eliseo guardava e gridava:

- Mio padre, mio padre! Carro di Israele e il suo autista!

Poi non lo vide più. Allora prese le sue vesti e le lacerò in due pezzi, e raccolse il mantello, che era caduto a Elia. Tornò indietro, fermandosi sulla riva del Giordano, e raccogliendo il mantello che Elia aveva lasciato cadere, percosse le acque dicendo:

- Dov'è il Signore, Dio di Elia?

Quando colpì le acque, loro si divisero in due parti, ed Eliseo passò.

Ci iniziò la missione di Eliseo, caritatevole verso i piccoli, gli umili, e terribile verso i superbi, i potenti, i malvagi. Cominciavano i primi miracoli del profeta.

Vedendo questo, i figli dei profeti che erano a Gerico, sulla riva opposta, dissero:

- Lo spirito di Elia è posato su Eliseo. Gli andando incontro, e si protrarono a terra ai suoi piedi, e con profondo rispetto gli dissero:

- Tu sai che tra i tuoi servi ci sono cinquanta uomini forti che possono cercare il tuo padrone, perché forse lo spirito del Signore lo prendesse e lo gettasse a qualsiasi monte o valle. - Eliseo rispose:

- Non mandateli. - Essi tuttavia, lo costrinsero fino al punto che lui accettasse, e disse:

- Mandateli. - Mandarono dunque cinquanta uomini, che dopo aver cercato per tre giorni, non lo trovarono. Quando tornarono a Eliseo, che era a Gerico, egli disse loro:

- Non vi avevo forse detto: Non andate? - E gli abitanti della questa città gli dissero:

- Abitare in questa città è buono, come proprio tu lo puoi vedere, Signore, ma l'acqua è inquinata e la terra arida. - Egli rispose:

- Portatemi una nuova pentola e mettetevi del sale. Gliela portarono e lui si recò alla sorgente delle acque, verso su il sale su e disse:

- Così dice il Signore: Rendo sane queste acque; da esse non si diffonderanno più morte e sterilità.

Le acque rimasero sane fino ad oggi, secondo la parola pronunziata da Eliseo. Di lì Eliseo si recò a Betel, e, mentre camminava gli apparvero alcuni ragazzi che lo schernivano, dicendo:

- Vieni su, calvo, vieni, calvo!

Eliseo, voltandosi verso di loro, li guardò e li maledisse nel nome del Signore. Subito due orsi uscirono dal bosco, e uccisero quaranta e due di quei ragazzi. Da lì si ritirò sul Monte Carmelo e da lì tornò a Samaria.

(Vida dos Santos, Padre Rohrbacher, Volume X, p. 352 à 358)