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Il Papa, sole della Chiesa

La proclamazione del dogma dell'infallibilità pontifícia è stata la conferma definitiva di una verità riconosciuta dalla Chiesa fin dal pontificato del primo Papa, San Pietro.

Clara Isabel Morazzani

Tempo fa, ho visto nel giardino di un palazzo un orologio solare. Mi è sembrato un qualcosa di molto curioso. Mi sono avvicinata per analizzarlo bene e ho constatato che segnava l'ora esatta: nove e mezza. Tra i vari e utilissimi benefici che ci offre la luce dell'astro re, ce n'è uno al quale molti non danno l' importanza che si merita, quando invece, è indispensabile: quello di indicare con precisione l'ora esatta per tutta l'umanità.

 

C'è stata un'epoca in cui gli uomini si facevano guidare durante il giorno dal sole, e di notte dalle stelle. Se così non fosse, come avrebbero potuto sapere se erano le nove di mattina o le tre del pomeriggio? Possiamo immaginare le discussioni che per questo saranno nate, volendo ognuno adattare l'orario secondo le proprie convenienze...

Così, per presiedere il tempo, Dio ha creato il corso solare, il quale segue con puntualità immutabile le leggi stabilite dal Supremo Artefice.

Statua SP - Pontificale - 01.jpg
L’amore dei cristiani verso il Papa è più forte di tutti
gli scismi: il duro bronzo del piede della statua di
San Pietro è stato consumato dai baci dei fedeli
(San Pietro rivestito con i paramenti pontifici
– Basilica Vaticana)

Il sole, simbolo della Vergine Maria

Questa riflessione ci porta a considerazioni più elevate: nell'ordinare l'universo, il Creatore lo ha fatto in forma gerarchizzata, in modo tale che gli esseri inferiori simboleggiano quelli superiori, rendendo così più facile alle creature razionali - angeli e uomini - salire fino a Lui.

Per questo, tra le lodi dirette alla Santissima Vergine nel Piccolo Ufficio dell'Immacolata Concezione, la Chiesa canta: "E la rappresentò meravigliosamente in tutte le sue opere". Il sole è nominato più volte nell'Ufficio della Beata Vergine Maria come immagine della nascita del Salvatore o della bellezza della Madonna: "Nascerà come il sole il Salvatore del mondo e scenderà nel seno della Vergine come la pioggia sull'erba", "O Vergine prudentissima, dove vai come l'aurora tutta splendente? Figlia di Sion, sei proprio bella e soave, bella come la luna, eletta come il sole", "La Tua maternità, o Vergine Madre di Dio, ha annunciato la gioia a tutto l'universo. Da Te è nato il Sole di Giustizia, Cristo nostro Dio", "Le tue vesti sono candide come la neve, ed il tuo sembiante risplende come il sole."

Il Papa, fondamento dell'unità

Come regolatore del tempo, il sole simbolizza il prezioso legato lasciato da Gesù Cristo prima di salire al Cielo, la realizzazione della promessa fatta agli Apostoli - "Io sarò con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" (Mt 28, 20) -, che fa della Chiesa un solo gregge riunito intorno ad un solo pastore: l'autorità suprema del Papa infallibile.

Infatti, che ne sarebbe della Sposa Mistica di Cristo se essa non fosse strutturata intorno ad un unico detentore della verità che, quando si pronuncia ex cathedra su argomenti di fede e morale, fa udire una parola assolutamente infallibile? Da molto tempo essa sarebbe crollata come casa costruita sulla sabbia, corrosa dai dissensi e dalle eresie, privata dei suoi stessi fondamenti.

Se, dunque, la Chiesa attraversa trionfante e incrollabile il corso dei secoli, è perché essa si trova stabilita sull'Apostolo Pietro come un edificio sulle sue fondamenta. E guai a chi non voglia sottomettersi alla sua autorità! Potremmo paragonarlo ad un povero matto che, vedendo il sole brillare a mezzogiorno, insistesse nell'affermare che è mezzanotte. Non si vedrebbe per nulla diminuito il fulgore del sole...

Cristo ha istituito la Chiesa come società visibile

Nel lasciare questo mondo per salire al Cielo, Cristo Gesù ha concluso in forma gloriosa la sua permanenza fisica tra gli uomini, per sederSi alla destra del Padre per l'eternità. A partire da questo momento farà sentire la sua presenza attraverso il potere soprannaturale e invisibile della grazia. Tuttavia, così come l'uomo è un composto di corpo e anima, nel quale spirito e materia si armonizzano e si completano, si rendeva necessario che la Chiesa da Lui fondata non solo vivesse del soffio dello Spirito Santo, ma fosse solidamente costituita come società visibile e giuridica, nella persona degli Apostoli e dei suoi successori.

Per l'esercizio di tanto alta missione, il Redentore, con didattica divina, ha preparato i suoi discepoli nel corso di tre anni di convivenza, durante i quali li ha fatti progredire nella conoscenza e nell'amore delle verità eterne, distaccandosi dalle influenze mondane. Il punto culminante di questa rottura con il mondo sembra essere avvenuto nel momento in cui Gesù, dopo aver loro chiesto le opinioni dei giudei riguardo al Figlio dell'Uomo, ha anche chiesto: "E voi, chi dite che Io sia?" (Mt 16, 15).

Certamente si sarà creata una certa suspense, tutti si saranno guardati l'un l'altro esitanti. È a questo punto che il focoso Simone, cedendo all'ispirazione della grazia nel fondo della sua anima, si è gettato ai piedi del Maestro, esclamando: "Tu sei il Messia, il Figlio del Dio vivente!" (Mt 16, 16).

Pietro è il fondamento della Chiesa

Fin dall'eternità il Verbo di Dio conosceva quella scena. In quanto Uomo, tuttavia, Egli ardeva dal desiderio di constatarla con i suoi occhi carnali, e si può dire che, fin dal primo istante della sua concezione, il suo Sacro Cuore batteva con la santa fretta di udire quelle parole che avrebbero determinato la nascita della più bella istituzione della Storia. Possibilmente avrà sperimentato una divina emozione nel rispondere all'Apostolo: "Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli" (Mt 16, 17-19).

Con questa solenne promessa il Salvatore aveva appena annunciato il fondamento della sua Chiesa: la persona di Pietro. Egli lo avrebbe rivestito dello stesso potere con il quale il Padre Lo aveva inviato. "È stato Pietro al quale il Signore parlò: a uno solo, al fine di fondare l'unità in uno solo".

Cattedra San Pietro - 03.jpg
Nella pala , al di sopra dell’altare, si conserva la
stessa cattedra che San Pietro usava, in vita,
nell’esercizio del suo ministero
(Altare della Cattedra di San Pietro – Basilica Vaticana)

Il Primato di Pietro: da Gerusalemme a Roma

Dopo l'ascensione del Signore e la discesa dello Spirito Santo, gli Apostoli hanno iniziato la loro predicazione nella città di Gerusalemme. L'autorità di Pietro su di loro fu riconosciuta fin dall'inizio, e il Cenacolo cominciò ad essere la culla della Chiesa. I primi anni del ministero di Pietro furono particolarmente ardui: leggiamo negli Atti la descrizione, palpitante come un libro di avventure, dei successi e dei rovesci apostolici per i quali passarono il primo Papa e la nascente comunità cristiana. Lasciando la sede episcopale di Gerusalemme sotto l'incarico di Giacomo il Minore, Pietro si è trasferito ad Antiochia; in seguto, guidato dai disegni di Dio, si è stabilito definitivamente a Roma.

La Provvidenza, che tutto dispone con sapienza, gli preparava il cammino e si sarebbe servita dei resti dell'Impero decadente come di una piattaforma su cui costruire la Civiltà Cristiana.

La festa della Cattedra

Tra le commemorazioni superstiziose dei romani di quell'epoca, ce n'era una che si realizzava il 22 febbraio. In questo giorno, ogni famiglia si riuniva intorno al sepolcro familiare, sopra il quale veniva collocata una sedia, o cattedra, dove suppostamente si sarebbe seduto il defunto. I parenti, allora, festeggiavano, mangiando e bevendo mentre evocavano la memoria dei morti appartenenti al loro clan. Da questo costume pagano avrebbe origine la festa della Cattedra di Pietro, che la Liturgia celebra tutti gli anni proprio il 22 febbraio. La Chiesa, come madre saggia e prudente, ha saputo assimilare tutto quanto esisteva di buono del passato, formando una tradizione ricca di bellezza e simbolismo, per il suo maggiore splendore.

Cattedra: suo significato

Nell'Udienza Generale concessa dal Papa Benedetto XVI precisamente in questa data, lo scorso anno, egli così ha spiegato il senso profondo di questa commemorazione:

"La "cattedra", letteralmente, è il seggio fisso del Vescovo, posto nella chiesa madre di una Diocesi, che per questo viene detta "cattedrale", ed è il simbolo dell'autorità del Vescovo e, in particolare, del suo "magistero", cioè dell'insegnamento evangelico che egli, in quanto successore degli Apostoli, è chiamato a custodire e trasmettere alla Comunità cristiana. (...)

La sede di Roma, dopo queste migrazioni di San Pietro, venne così riconosciuta come quella del successore di Pietro, e la "cattedra" del suo Vescovo rappresentò quella dell'Apostolo incaricato da Cristo di pascere tutto il suo gregge. (...) La cattedra del Vescovo di Roma rappresenta, pertanto, non solo il suo servizio alla comunità romana, ma la sua missione di guida dell'intero Popolo di Dio.

Celebrare la "Cattedra" di Pietro, come facciamo oggi, significa, perciò, attribuire ad essa un forte significato spirituale e riconoscervi un segno privilegiato dell'amore di Dio, Pastore buono ed eterno, che vuole radunare l'intera sua Chiesa e guidarla sulla via della salvezza."

Il dono dell'infallibilità pontifícia

Qual è questo "segno privilegiato dell'amore di Dio" posto a suggello sopra la Chiesa di Roma e per il quale i cristiani volgono i loro occhi con fremiti di venerazione e tenerezza? Non è, precisamente, il primato concesso da Gesù a Pietro quando, prima di subire la sua Passione, gli ha detto: "Confermi i tuoi fratelli?" L'infallibilità pontificia è, per tutti i cattolici, la bussola che punta alla direzione esatta, la stella che illumina le tenebre dell'errore, il sole che indica l'ora con esattezza e puntualità.

Nella persona del Papa, e soltanto in essa, riposa il diritto di insegnare ai fedeli la verità, nello stesso modo e con la stessa sicurezza con la quale Cristo ha istruito gli Apostoli. A tal punto è infallibile la sua decisione riguardo alle questioni di fede e morale che, anche se da lei differissero tutta la gerarchia ecclesiastica con tutti i teologi e saggi del mondo, l'unica opinione valida sarebbe quella pronunciata ex cathedra dal Vicario di Cristo.

Entusiasmo di San Bernardo per il Papato

B_Pío_IX-busto03.jpg
In un’epoca di positivismo, la Chiesa ha proclamato la
supremazia della fede, definendo il dogma
dell’infallibilità pontificia
(A lato: Busto di Pio IX, Museo Lateranense)

Il grande San Bernardo, con la sua impareggiabile eloquenza, così ha testimoniato la sua adesione a questa Cattedra, nelle parole dirette al Papa Eugenio, che era stato in precedenza suo discepolo:

"Chi siete voi? Siete il grande Sacerdote, il Pontefice sovrano. Siete il principe dei vescovi, l'erede degli Apostoli. Siete colui a cui sono state date le chiavi, a cui sono state affidate le pecore. Altri oltre a voi sono pure portieri del Cielo e pastori di greggi; ma questo duplice titolo è in voi tanto più glorioso in quanto lo avete ricevuto in eredità con un senso più particolare rispetto a tutti gli altri. Questi altri hanno le loro greggi; solamente voi avete un solo gregge, formato non solo dalle pecore, ma anche dai pastori; siete l'unico pastore di tutti."

E dando libero corso al suo entusiasmo, continua:

"Insomma, considerate che dovete essere il modello esemplare della giustizia, lo specchio della santità, l'esempio della pietà, il testimone della verità, il difensore della fede, il maestro dei popoli, la guida dei cristiani, l'amico dello sposo, il padrino della sposa, l'ordinatore del clero, il pastore dei popoli, il maestro degli ignoranti, il rifugio dei perseguitati, il difensore dei poveri, la speranza dei miserabili, il tutore degli orfani, il protettore delle vedove, l'occhio dei ciechi, la lingua dei muti, il bastone dei vecchi, il vendicatore dei crimini, il terrore dei perversi, la gloria dei buoni, lo scettro dei potenti, il flagello dei tiranni, il padre dei re, il moderatore delle leggi, il dispensatore delle norme, il sole della terra, la luce del mondo, il sacerdote dell'Altissimo, il vicario di Cristo, l'unto del Signore."

Nella Lettera Enciclica Satis Cognitum, il Papa Leone XIII mette bene in chiaro la primordiale missione del Principe degli Apostoli: "Il ruolo di Pietro è, dunque, quello di sostenere la Chiesa e mantenere in lei la connessione e la solidità di una coesione indissolubile".

Definizione del Concilio Vaticano II

La dottrina dell'infallibilità è perfettamente chiarita nella Costituzione Dogmatica Lumen Gentium del Concilio Vaticano II:

"Di questa infallibilità il romano Pontefice, capo del collegio dei vescovi, fruisce in virtù del suo ufficio, quando, quale supremo pastore e dottore di tutti i fedeli che conferma nella fede i suoi fratelli (cfr. Lc 22,32), sancisce con atto definitivo una dottrina riguardante la fede e la morale. Perciò le sue definizioni giustamente sono dette irreformabili per se stesse e non in virtù del consenso della Chiesa, essendo esse pronunziate con l'assistenza dello Spirito Santo a lui promessa nella persona di san Pietro, per cui non hanno bisogno di una approvazione di altri, né ammettono appello alcuno ad altro giudizio. In effetti allora il romano Pontefice pronunzia sentenza non come persona privata, ma espone o difende la dottrina della fede cattolica quale supremo maestro della Chiesa universale, singolarmente insignito del carisma dell'infallibilità della Chiesa stessa" (n.25).

Concilio.jpg
Apertura del Concilio Vaticano I)

Una controversia di diciannove secoli

L'argomento dell'infallibilità ha sempre costituito uno spartiacque all'interno della Chiesa. Per non volersi sottomettere alla Chiesa di Roma, la Chiesa Orientale si è separata dall'unità cattolica, cadendo nello scisma; è stato contro l'autorità del Sommo Pontefice che Lutero si è ribellato, proclamando il libero esame, ed è stato per disobbedienza al Papa che il re Enrico VIII ha portato l'Inghilterra ad abbandonare la religione vera.

Fin dai primi secoli, i Santi Padri già predicavano la supremazia di Roma su tutte le Chiese, come possiamo leggere negli scritti di San Gerolamo, Sant'Agostino, San Cipriano, Sant'Ireneo e tanti altri. Nel frattempo, nonostante la credenza quasi generale tra i cattolici riguardo a questo punto, l'infallibilità pontificia non era stata ancora elevata a categoria di dogma.

Diciannove secoli di Era Cristiana erano trascorsi e tale problematica era divenuta ancora più incandescente che in altre epoche. In Italia, l'autorità del Papa era contestata e la famosa idea del risorgimento si era diffusa tra la società. In Francia, cattolici liberali e ultramontani - questi ultimi capitanati da Louis Veuillot - ingaggiavano durissime discussioni su questo tema. Il momento storico sembrava essere il meno indicato a risolvere questa questione che agitava l'Europa e manteneva gli animi in effervescenza.

Proclamazione del dogma dell'infallibilità

Nel frattempo, sul soglio di Pietro si sedeva un uomo degno del suo incarico, la cui fermezza di carattere niente riusciva a far vacillare. Pio IX non era di quelli che, sentendosi attaccati, preferiscono nascondersi fino a che non passa la burrasca. Al contrario, era convinto che l'unico modo di vincere la battaglia consistesse nel fare pieno uso della sua autorità e prendere una decisione capace di lasciare gli avversari sorpresi e ammutoliti. Decise allora, anche se sapeva in cuor suo quale fosse il cammino da seguire, di convocare un Concilio per dibattere la questione.

Alla fine, la mattina del 18 luglio 1870, dopo una solenne celebrazione dell'Eucaristia, fu aperta la sessione nella quale è stato proclamato il dogma. Pio IX volle che essa fosse pubblica. Quando cominciò ad essere letto il testo della Costituzione dogmatica De Ecclesia Christi, un lampo illuminò tutta l'Assemblea e una terribile tempesta scoppiò all'improvviso, scuotendo le volte della Basilica di San Pietro. Durante tutta la lettura si udiva il rimbombo dei tuoni, che sottolineava la grandezza dell'atto realizzato.

Cappella Papale - 22102005 - 047.jpg
“Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherai la mia
Chiesa” (Mt 16, 18): la devozione al Papa è un segno
distintivo del cattolico fervoroso
(Celebrazione presieduta da Benedetto XVI in Piazza San Pietro)

Si procedette, allora, alla votazione dei Padri Conciliari. Soltanto due voti furono non placet contro 538 placet, poiché quasi tutti i membri della minoranza "anti-infallibilista" avevano abbandonato Roma la sera precedente. Il Santo Padre si alzò e proclamò il dogma. La moltitudine esplose in grida di gioia, coprendo per alcuni istanti il ruggito della tormenta. Quando Pio IX, con la sua voce melodiosa, intonò il Te Deum, mentre il vento si calmava all'improvviso, la pioggia cessava e un raggio di sole si posava sul suo sembiante nobile e sereno.

Il Concilio Vaticano I ha così determinato la vittoria definitiva della tesi dell'infallibilità e ha dato alla Chiesa maggior coesione e solidità. A partire da questo momento non si sarebbe più potuto contestare il suo Magistero senza incorrere in un grave delitto davanti a Dio e collocarsi immediatamente al di fuori della comunione con Cristo.

Amore e timore

Alla fine di queste considerazioni, sperimentiamo nella nostra anima sentimenti nel contempo contrari ed armonici: timore e amore. Timore reverenziale, nel renderci conto di quanto siamo piccoli a paragone con la grandezza dell'Istituzione a cui apparteniamo; amore, nel percepire il profondo e attraente mistero della bontà di Dio che in essa è contenuto. A questo amore si viene anche ad aggiungere un'estrema gioia per essere stati chiamati a quest'altissima vocazione di veri discepoli di Nostro Signor Gesù Cristo, figli della Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana, la Maestra e Signora indicibilmente amata che ci unisce a Maria e, per mezzo di Maria, a Gesù. ²

1) San Paciano, Vescovo di Barcellona, 3ª lettera a Sempronio, n.11.
2) De Consideratione II, c.8.
3) Id. IV, 23.

(Rivista Araldi del Vangelo,Febbraio/2007, n. 43, p. 18 - 23)

 

Il paterno stimolo di Mons. Lucio Renna

Nell'Omelia della Messa Commemorativa della ratifica dell'approvazione pontificia degli Araldi del Vangelo, celebrata nella Chiesa di San Benedetto in Piscinula, il Vescovo d'Avezzano ha incentivato gli Araldi ad annunciare il Vangelo in tutte le parti del mondo, "soprattutto come testimonianza di vita".

Monsenhor Renna.jpgÈ realmente emozionante celebrare in questa chiesa così cara al popolo cristiano, che trasuda storia di santità, di spiritualità, di preghiera, di liturgia. Qui avvertiamo la presenza di San Benedetto.

Ma l'emozione diventa ancora più grande perché - insieme con i membri della Società Virgo Flos Carmeli e le giovani dell'Associazione Regina Virginum, degli Araldi del Vangelo, alla presenza del Padre Generale, Don João Scognamiglio Clá - celebriamo i cinque anni dell'approvazione pontificia e la sua ratifica nel giorno odierno, anche alla presenza, per me veramente commovente, di alcuni sacerdoti ordinati da me, tra i quali il nostro Padre Generale, insieme a voi tutti, Araldi del Vangelo.

Stretto legame tra la Cattedra di Pietro e gli Araldi del Vangelo

Questa commemorazione capita in una data molto importante, quella della festa liturgica della Cattedra di Pietro. Vedo un legame molto stretto tra la Cattedra di Pietro e gli Araldi del Vangelo, e le associazioni di diritto diocesano, finora riconosciute dal Vescovo d'Avezzano.

Ancor oggi il Santo Padre, da questa Cattedra la cui voce giunge in tutte le parti della terra,, annuncia questa verità, annuncia Cristo, egli parla come padre, come pastore, come maestro, come guida dell'umanità intera.

È esattamente sotto questa luce che vedo il ruolo degli Araldi del Vangelo. Li vedo precisamente come collaboratori del Santo Padre, dei vescovi, dei sacerdoti, nell'annuncio di questa verità. E infatti mi entusiasma vedere il Vangelo annunciato da giovani, da persone laiche che percorrono il mondo per proclamare che Gesù è il Signore. Sono Araldi del Vangelo, Araldi di Cristo. Araldi del Vangelo, pertanto. In questa via che è Gesù, sulla quale si pone il Santo Padre, con gli Araldi del Vangelo, nel compito di collaborare per annunciare il Vangelo del Signore in tutte le parti della terra.

E' proprio un fatto provvidenziale che il quinto anniversario dell'approvazione, oggi confermata dalla Santa Sede, sia coinciso con questa festa che, ricordandoci la figura di Pietro, ci porta a capire la grande responsabilità che noi abbiamo, che gli Araldi hanno, di annunciare il Vangelo, che liberamente si sono proposti di annunciare.

"Gli Araldi del Vangelo hanno generato sacerdoti"

Annunciarlo come? Per mezzo della vita, una vita di comunità. Questo annuncio non è fatto solo attraverso la vita di comunità, ma anche attraverso varie forme d'apostolato nelle quali gli Araldi sono impegnati.

Ma ciò che, in un certo senso, ci riempie realmente il cuore d'emozione, di gratitudine verso il Signore è che in questi cinque anni sono accadute alcune cose: il sacerdote è il padre che genera per la vita secondo Cristo Gesù, ma, invece di questo, è accaduto che gli Araldi del Vangelo hanno generato sacerdoti. Per cui vediamo che oggi veramente c'è un grande motivo per rendere grazie al Signore, che ha illuminato il Santo Padre, ha illuminato i nostrio confratelli nelle Congregazioni romane, per propiziare l'ordinazione di questo primo gruppo di sacerdoti.

"A chi dobbiamo rendere grazie?"

A chi dobbiamo rendere grazie? In maniera assoluta al Signore perché lo Spirito Santo asperge carismi nella Chiesa, e, in quest'epoca di sonnolenza spirituale, fa sorgere questi gruppi, questi movimenti, queste comunità che sono segnali di un rinnovato fervore. Dobbiamo rendere grazie anche al Santo Padre, il quale, guidato dallo Spirito di Dio disse: "Bene do loro l'approvazione pontificia". Dobbiamo rendere grazie ancora a tutte le persone buone che ci aiutano a intendere, a discernere, qual è la volontà di Dio.

D Lucio - D Renna - Mons Joao Cla.jpg
Nella Chiesa di San Benedetto in Piscinula, Mons. Lucio Renna
affiancato da Padre Romolo Mariani e Padre
João Sconamiglio Clá Dias

In questo ringraziamento comprendiamo tutte le persone che hanno aiutato la figura tanto paterna di Mons. Angelo di Pasquale, tutti coloro che hanno dato appoggio nelle Congregazioni romane, rappresentati qui da Don Guimarães, tutti coloro che, in vari modi, hanno collaborato nella formazione spirituale, rappresentati qui dal nostro carissimo Don Romolo; gli Araldi, laici e sacerdoti, uomini e donne, in modo speciale coloro che con la loro assistenza liturgica hanno dato alle nostre celebrazioni un significato di fraternità unita nel nome del Signore.

Grazie, dunque, Signore per il dono concesso alla Chiesa e al mondo con gli Araldi, perché siano sempre veri Araldi, perché siano sempre capaci di annunciare il Vangelo, più con le opere che con le parole, più soprattutto, con la testimonianza di vita.

Vi auguriamo Araldi, altri cinque anni di storia, moltiplicati per cinque, per il bene del popolo di Dio. Siamo sicuri che certamente seguirete sempre tutto quanto il Santo Padre, dalla Cattedra di Pietro, annuncerà al mondo. Manterrete questo legame tanto stretto con il Papa, con la Chiesa e con le persone che vi vogliono bene. Sicuramente voi sarete, come già siete, splendidi Araldi del Vangelo.

Questo è il mio augurio e questo è il ringraziamento che faccio al Signore a nome di tutti.

(Rivista Araldi del Vangelo,Aprile/2006, n. 28, p. 28 - 29)

 

Ratificata l'approvazione pontifícia

Il giorno 22 febbraio, Festa della Cattedra di San Pietro, il Presidente del Pontifício Consiglio per i Laici, Mons. Stanislaw Rylko, ha ricevuto in Vaticano Mons. João Scognamiglio Clá Dias, al fine di procedere alla consegna del Decreto che conferma il riconoscimento pontificio degli Araldi del Vangelo e approva definitivamente i loro Statuti.

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Ratifica e nuovo incentivo

Mons. Rylko ha spiegato in forma chiara il significato più profondo di questo Decreto: "Cinque anni dopo il riconoscimento pontificio di questa Associazione, la Santa Sede desidera approvare in modo definitivo gli Statuti degli Araldi del Vangelo. Non si tratta di una semplice formalità giuridica, ma di una conferma del cammino percorso in questi anni, e di un nuovo incentivo per continuare sempre avanti, con dedizione e impegno apostolico ancora maggiori. Considero molto importante questo nuovo incentivo, perché è un'occasione per analizzare tutto quanto è stato fatto, ringraziare il Signore e rinnovare i nostri buoni propositi per continuare l'evangelizzazione".

Araldi Sacerdoti, segnale inequivocabile di progresso

Mons. Rylko ha voluto anche mettere in risalto le nuove realtà all'interno dell'Associazione: "Riceviamo con grande gioia le notizie relative alle prime ordinazioni sacerdotali di Araldi del Vangelo. Per il nostro Dicastero, questo è stato un segnale inequivocabile dell'elevata temperatura della vita interiore e dello sviluppo del carisma dell'Associazione. Il nostro grande impegno è che questa realtà trovi la sua figura giuridica ideale".

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In alto, Mons. Rylko spiega il significato più profondo della ratifica dell’approvazione pontificia; a lato,
da sinistra a destra: Don Miguel Delgado, Mons. Stanislaw Rylko, Don João Clá Dias, Don
Giovanni d’Ercole e due Araldi

* * *

All'atto di consegna del Decreto hanno presenziato il Capo Ufficio del Pontificio Consiglio per i Laici, Don Miguel Delgado, e del primo Assistente Spirituale degli Araldi, Don Giovanni d'Ercole.

Nella stessa occasione, Don João Clá Dias ha consegnato il resoconto delle attività di questa Associazione per l'anno 2005.

Congratulazioni del Santo Padre

In nome di Benedetto XVI, Mons. Leonardo Sandri, sostituto della Segreteria di Stato, ha scritto al Presidente Generale degli Araldi queste significative parole di encomio:

Con una amabile lettera del 23 gennaio scorso, in unione con i Sacerdoti e a nome di tutti i membri della Sua Associazione, dopo aver ricevuto la gioiosa notizia dell'approvazione definitiva degli Statuti da parte del Pontificio Consiglio per i Laici, che avrà luogo il prossimo 22 febbraio, Festa della Cattedra di San Pietro, Lei ha voluto rinnovare a Sua Santità Benedetto XVI fervide parole di venerazione e gratitudine, rafforzate da speciali preghiere.

Mons. Stanislaw Rylko mentre consegna il Decreto col quale la Santa Sede ratifica
l’approvazione pontificia all’Associazione Araldi del Vangelo

Il Sommo Pontefice desidera ora manifestarle una cordiale riconoscenza per questo attestato di prossimità spirituale e, invocando al tempo stesso abbondanza di celesti favori sul servizio che gli Araldi del Vangelo prestano alla Nuova Evangelizzazione, affida ognuno dei componenti del benemerito Sodalizio alla celeste protezione della Madonna di Fatima, e concede di cuore, a Lei e a tutti coloro che si sono uniti a questo gesto di devozione, una speciale benedizione Apostolica, propiziatoria di ogni auspicata prosperità e gioia.

 

Approfitto dell'occasione per ribadire sentimenti di religiosa stima. Suo devotissimo nel Signore Mons. Leonardo Sandri, Sostituto.

(Rivista Araldi del Vangelo,Aprile/2006, n. 28, p. 26 - 27)


L'espansione degli araldi

Opera del Sacro Cuore di Gesù e Maria

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Monsenhor Joao Cla.jpg

La festa della Cattedra di Pietro, 22 febbraio, diventò la data maggiore degli Araldi del Vangelo. In questo giorno, nel 2001, la Associazione ha ricevuto l'approvazione pontificia, diventando, per dire con le parole del Cardinale Mons. Jorge Mejía, "il braccio del Papa".

Il 4º anniversario di questo inestimabile dono è stato celebrato in più di 50 paesi dove attuano gli Araldi. Evidenziamo sotto l'espressivo messaggio del Fundatore dell'Associazione, Mons. João Clá Dias, letto in tutte le commemorazioni.

"Non c'è, umanamente parlando, chi riesca ad abbracciare tutta questa opera che, dopo la sua approvazione pontificia, è stata assistita da una vera esplosione nella crescita. Io stesso, come fondatore e presidente di questa istituzione, posso assicurare che dalla mia testa e dal mio cuore non uscì tanta bellezza, perché mi sento incapace di abbracciare tutto con le mie corte braccia e le mie piccole mani! Da dove sarà mai sorta tutta questa meraviglia? Da un cuore sacro: il Cuore di Gesù e l'Immacolato Cuore di Maria. Dico un solo cuore, perché San Giovanni Eudes univa questi due cuori in uno solo. Sì, è stata dal Sacro Cuore di Gesù e Maria che corse questo copioso fiume di realizzazioni".

(Rivista Araldi del Vangelo,Aprile/2005, n. 14, p. 26 - 27)

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